Due piccoli eroi del Sud

Sabato 1 marzo 2014 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

La signora Anna e Rocco Hunt, che c’entrano fra loro? La signora Anna, 55 anni, è la barese addetta alle pulizie che, non capendo che delle opere d’arte erano opere d’arte, le ha buttate come spazzatura. Rocco Hunt è il cantante salernitano di 19 anni che ha vinto la sezione Giovani al festival di Sanremo con un brano rap in napoletano diventato un manifesto a difesa del Sud. Sì, ma c’entrano fra loro? C’entrano, c’entrano perché l’una e l’altro sono diventati piccoli grandi eroi del nostro tempo.
 DA BARI A SANREMO Eroi, dottore, non starà esagerando? Ci permetta, ma questa è la cultura che banalizza tutto, questa è la fabbrica di disvalori spacciati per valori, specie quando c’è la televisione di mezzo. Secondo l’enciclopedia Treccani, eroe è l’autore di gesta prodigiose con le quali acquisisce meriti eccezionali. Insomma, talento e coraggio affrontando gravi pericoli e compiendo azioni straordinarie. Ecco, appunto, dov’è tutto questo nella signora Anna e in Rocco? Per carità, non creiamo personaggi simili.
 Sùbito raggiunta da giornali e tv, la signora Anna mezzo piangeva mezzo rideva, ma di un riso nervoso. Chiedo scusa, ma io non volevo, ho visto quei cartoni e quei biscotti a terra, e cosa dovevo fare? Ho chiamato quello dell’immondizia e gli ho detto, prendili tu. Scenario la Sala Murat a Bari, dove era in allestimento una mostra d’arte contemporanea. Ma signora, come ha potuto non capire che quelle erano opere d’arte? Hiii, e che ne sapevo io, mannaggia, chiedo scusa. La signora non aveva capito ciò che poi ha prontamente spiegato l’assessore al marketing territoriale barese, Vasile: il pur deprecabile episodio dimostra il merito degli artisti, che hanno saputo interpretare al meglio il senso stesso dell’arte contemporanea, cioè quello di interagire con l’ambiente circostante.
 Purtroppo non l’ha capito neanche un cane che, non informato dell’interazione, poco dopo è andato a sgranocchiarsi anche gli altri biscotti (Oro Saiwa) rimessi al posto di quelli finiti nella discarica di Trani come “frazione secca”. Univoci i commenti degli intellettuali. Occorre ancòra educare all’arte, anzi ai linguaggi dell’arte. Forse bisognava mettere un cartello, attenzione è arte. O non fare una mostra dove imperversano le signore delle pulizie e i cani. Comunque non il primo caso in Italia e altrove, specie appunto quando l’arte interagisce molto con l’ambiente circostante, diciamo che non sembra arte senza il cartello di avvertenze.
 A NOME DI TUTTI Quando è stata annunciata la sua vittoria, l’occhialuto Rocco Hunt ha preso a piangere come una fontana e si è messo ad abbracciare tutti, anche i piloni del teatro Ariston. Quant’è bella la mia terra, dice la sua canzone “Nu juorno buono”. Questo posto non deve morire, la mia gente non deve partire, il mio accento si deve sentire. La sua terra è quella ora conosciuta come Terra dei Fuochi, cioè l’ex paradiso dell’ex Campania felix distrutta dai rifiuti mortali del Nord interrati dalla camorra e non solo. E lui, che è in età in cui molti emigrano dal Sud a caccia di lavoro, l’ha scritta come riscatto a nome di tutti i meridionali.
 Applausi, ritmo coinvolgente e la copresentatrice Littizzetto che accenna un ballo. La stessa che nei giorni prima non aveva lesinato battutacce sul Sud, insieme a una star del giornalismo nordico che per parlare di bellezza non aveva trovato di meglio che parlare della bruttezza della mafia a Locri. Avesse saputo delle opere d’arte a Bari, magari avrebbe potuto arrischiarle come esempio di bellezza sia pure incompresa. Poi, ironizza anche la Gialappa’s band in consueto difetto di ispirazione. E in un successivo programma televisivo, quando il nostro Rocco parla della sua canzone come orgoglio per liberare il Sud perlomeno dal pregiudizio, si becca pronta un’altra star (milanese) del giornalismo musicale che lo sfotte col motivetto “Se bastasse una canzone…”. E lui Davide contro Golia risponde che ogni lunga traversata comincia con un passo. Siamo la terra del sole, non la terra dei fuochi, questa mattina per fortuna la storia è cambiata: è nu juorno buono.
 Sì, dottore, ma ripeto: che c’entrano fra loro la signora Anna e mini Rocco? E che significa eroi? Se continua a chiedermelo mi fa venire il dubbio, sa? Immaginavo che c’entrassero fra loro come eroi involontari perché hanno fatto ciò che tutti noi avremmo voluto fare nella sala Murat e a Sanremo. Ah, se è per questo, dottore, anch’io.