Oggi sposi e poveri voi

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 5 Febbraio 2011

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Ciò che non si capisce è perché ci si sposa sempre meno ma per il ricevimento bisogna prenotare con due anni di anticipo. Tutto esaurito nelle sale. Anzi è cambiato anche il meccanismo di scelta della fatidica data. Prima era legata al viaggio di nozze, al momento migliore per il posto dove andare (tipo in Kenia d’inverno) e per sostenere il massacro di valigie, spostamenti, sbattimenti da raccontare al ritorno con la classica bugia: "ci siamo rilassati " La data era legata anche al ciclo di lei, la prima notte non doveva avere ostacoli. Ora dipende tutto dalla sala. E dalla chiesa, altra ossessione: alcune fanno due matrimoni in una mattinata, c’è personale specializzato nel ripulire in un quarto d’ora dal riso augurale, dai petali, dai parenti e dai baci della prima sposa perché è in arrivo la seconda e sta male far trovare l’usato. 

Nel film " Che bella giornata" di Nunziante-Zalone, c’è una cerimonia che comincia alle due del pomeriggio e a mezzanotte è ancora al secondo piatto, anzi dopo ci facciamo uno spaghetto veloce. Per un battesimo. E inviti del genere che aleggiano minacciosi sono incubi peggiori della faccia del ministro La Russa. Si sente dire sconsolati: quest’anno ho tre matrimoni. Anzitutto per i tre regali. Poi per i vestiti, specie le donne devono cambiare perché ci può essere la stessa gente che mi ha già visto. E poi per la rottura, si va sùbito a controllare l’orario: se è la mattina, si finisce come Zalone. Anche gli sposi lo sanno, perché prima di essere sposi sono stati pure loro invitati forzosi. E pure loro hanno sempre detto, speriamo di non essere invitati. Ma ormai siamo alle vendette incrociate.
Da fidanzati i futuri sposi si sono solennemente ripromessi: quando sarà a noi, faremo una cosa veloce, non esiste che stiamo dieci ore seduti. Poi scatta il meccanismo familiare: e come, dobbiamo fare la figura dei pezzenti? E così la cosa veloce attacca sempre col cocktail di scampi, se cominci con quello è sicuro che la torta farà notte. Quando arriva il micidiale momento della bomboniera e dell’annessa foto ricordo, il più in forma ha la faccia di uno cui hanno appena rubato la " Panda" . Non ne parliamo se è estate e hanno immancabilmente ballato " ’O saracino" o " Nel continente nero" , le migliori ascelle daranno di baccalà e caprino locale doc.

Ma anche quelli che fanno i brillanti, parliamoci chiaro. Dicono un aperitivo in piedi, un primo, il dolce così dopo possiamo divertirci. Ma poi l’aperitivo è " rinforzato ", nel senso di accompagnato da panzerottini, mandorle, salmone, assaggini, bufaline, verdurine, tostati tanto per sostenere lo stomaco. Un primo è la scelta fra tre primi e assaggiamo anche quello, tanto per vedere come è. E il dolce è un battaglione di dolcini di ogni pezzatura, serie uno tira l’altro, madonna davanti ai dolci non so proprio resistere. Si conclude, diciamo, in tre ore, ma sono i soliti pidocchiosi, abbiamo mangiato di schifo e gli abbiamo fatto anche il regalo. Stavolta volevano stare dieci ore. 

Non da meno il vestito della sposa, sempre resistente alle ipocrisie del " mica gli vado a regalare tutti quei soldi ". Prezzo minimo, ma proprio per mettersi una pezza addosso: 5 mila euro. Col pellegrinaggio da un negozio all’altro. E prove sotto l’occhio arcigno della madre di lui. E le riviste specializzate con le foto capaci di convincerti di poter essere una Grace Kelly a Montecarlo. Così per lui, i negozi di abbigliamento staranno ai piedi di cristo, ma di soggetti che si vanno a montare tutti in nero con contorno di tremende cravatte argentate ce ne sono in ogni stagione. Perché sopravvive la citazione, il massimo del vighezzo è la didascalia alla foto sul giornale che dice " la sposa in splendido abito confezionato dalla boutique Tal dei Tali di Roma ", anche se quella boutique era al Testaccio e non in via Frattina. 

Insomma siamo in un tempo di tramonto del matrimonio perché non ce lo possiamo permettere ma tutti gli scherzi devi fare tranne toccare le feste memorabili (per costo e durata) che ci possiamo sempre permettere. Con banche e finanziarie che offrono prestiti matrimoniali. Con parenti e amici che sperano di scamparsela ma non la fanno scampare agli altri quando capita a loro. Con i giovani che giurano di non voler imitare i loro genitori e non li imitano nel senso che fanno peggio di loro. Anzi raddoppiano perché spesso si sposano due volte. Al prossimo invito alle seconde nozze, manderò un biglietto: per il regalo, prego riciclatevi quello già dato.

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 5 Febbraio 2011