Quelle case vi seppelliranno

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Cari (si fa per dire) beneficiari degli affitti a prezzi stracciati di Milano, starò attento a non dire di voi cose che vi consentano di querelare o di chiedere danni. Ci mancherebbe che vi dia anche questo gusto. Ma vi dico sùbito che agli occhi della gente non beneficiaria di nulla siete una vergogna, per quanto la vergogna sia un sentimento da persone con un minimo di dignità. La vostra vicenda è esattamente ciò di cui l’Italia dovrebbe una volta per tutte liberarsi per diventare più civile. E’ cioè l’ostacolo alla civiltà. Perché voi siete additati come i dritti che impediscono ai cittadini senza santi in paradiso di credere nello Stato (o in tutto ciò che è pubblico). E che impediscono allo Stato di rispettare quei cittadini e di meritarsene la fiducia. Vicende come la vostra sono la causa del disamore degli italiani per l’Italia. 

I FITTI A PREZZI STRACCIATI DI MILANO - Voi avete ottenuto case in fitto a quattro soldi al centro di Milano, dove qualsiasi altro cittadino le avrebbe volute, e a quelle condizioni. A Milano come altrove. Il tribunale stabilirà se sia stata violata qualche legge. Ma quelle case le avete ottenute proprio voi che siete più ricchi e che avreste potuto pagarvele quanto probabilmente le avrebbero pagate altri che non foste voi. Ma sia voi che chi ve le ha assegnate se ne è fregato degli altri. Si è fatto con le case come quelli che parcheggiano in seconda fila e bloccano il traffico. Come quelli che non rispettano la coda e passano davanti. Come quelli che fanno di tutto per non pagare il biglietto allo stadio. Come quelli che riescono a fare un esame medico per primi arrivando per ultimi. Come quelli che non pagano le tasse dichiarando di guadagnare meno dei loro dipendenti. Come quelli che buttano la carta per terra e il giorno dopo si lamentano se la ritrovano là. Come quelli che fumano in ospedale. Come quelli che riescono a farsi cancellare la multa. Voi siete quelli che si definiscono i soliti privilegiati. E che rendono poco credibile quello Stato che vorrebbe imporre agli altri regole non uguali per tutti. Forse non avete commesso reati. Ma c’è qualcosa di peggio del reato, c’è la decenza pubblica. Perché le case di favore non le avete ottenute da un privato in vena di beneficienza. Ma da un’istituzione pubblica come il Pio Albergo Trivulsio. Con l’accusa di averle ottenute perché siete potenti amici di potenti che se ne infischiano non solo delle regole ma anche, appunto, della decenza. Con l’arroganza di favorire chi gli pare sbertucciando il diritto. Magari parenti, o conoscenti, o compagni di partito, o vari “mandati da qualcuno”. Infatti tutti i vostri nomi sono nomi soliti noti. 

IL SOGNO DI TUTTI GLI ITALIANI - Ora, anche la gente più mite si infuria quando di mezzo c’è la casa. Il sogno di tutti gli italiani. L’oggetto proibito del desiderio di tanti giovani che vorrebbero formare una coppia. Il sacrificio a sangue di chi per tutta la vita è schiacciato dal mutuo. Per molti un fitto che è metà dello stipendio. Per tanti altri la causa della migrazione fuori città per trovare condizioni che possono permettersi. Il rifugio che ci si coccola, si cura, si fa diventare la propria protezione nelle tempeste della vita, come quando fuori piove. Il santuario dietro le cui finestre illuminate, diceva il regista svedese Bergman, si svolge la vita segreta di ciascuno di noi. Ecco perché è rabbioso il senso di ingiustizia quando la casa ne diventa l’emblema, chi deve soffrire e chi può ridere in faccia agli altri. L’Italia è una repubblica fondata sul desiderio della casa oltre che sul lavoro. Facendo appunto il paio, questo scandalo degli affitti, con lo scandalo delle assunzioni al Comune di Roma, dove non c’è beneficiato che non risalga a qualche raccomandazione. O con lo scandalo dei parenti all’università, dove per interi corridoi ci sono targhette con lo stesso cognome. O con lo scandalo degli appalti dei grandi lavori, cosa nostra di una casta che arraffava tutto. O con lo scandalo delle consulenze, degli incarichi, delle doppie triple quadruple cariche. Con lo scandalo di tutti quelli che insomma si mangiano il frutto delle sudate e sanguinanti tasse degli altri. Cari (si fa per dire) affittuari fortunati di Milano, forse tutto svanirà come sempre, o quasi, e nella città già capitale delle tangenti. Ma io vedo voi e vedo quell’Italia che dice, se non lo faccio io lo fanno gli altri. O dice, comincino ad andare a vedere da qualche altra parte. Cioè l’Italia cialtrona che dovrebbe dare anzitutto il voltastomaco a se stessa.

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 26 Febbraio 2011