Spacciatore di farmaci senza scrupoli nella Bari dei < compari > ospedalieri

Domenica 4 maggio da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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IL VENDITORE DI MEDICINE – di Antonio Morabito. Interpreti: Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Evita Ciri. Drammatico, Italia, 2014. Durata: 1h 47 minuti.

 

Già il titolo, Il venditore di medicine, è offensivo. Ma visto il film , sarebbe addirittura troppo blando, dovendosi dire lo spacciatore di medicine. Perché questo Bruno che va in giro per medici e cliniche a piazzare farmaci dalla dubbia efficacia è un personaggio torvo, ai limiti del macabro. Informatore scientifico in fondo povera vittima e spietato esecutore di un sistema senz’anima che resta, come sempre, nell’ombra. E il cui unico fine è il profitto, succeda ciò che succeda, senza alcuna preoccupazione per la salute della gente indifesa.

 Se sia così oscena anche la realtà, chissà. In effetti qui si calca la mano, non si salva nessuno, tanto meno medici corrotti e corruttibili in cambio di congressi in luoghi incantevoli del mondo, regali (l’iPad il più abbattuto), auto, puttane, anche soldi (cash). Avete ridotto la sanità a uno schifo, dice uno di loro che non ci sta. E quando il film è stato presentato in anteprima al Festival di Roma, c’è stata la denuncia dell’Ordine. Mentre alcuni ospedali e studi professionali che avevano concesso il permesso per le riprese lo hanno revocato per non avere problemi.

 Tutto girato a Bari e dintorni, anche se si vede una città soprattutto in interni. Chissà se con riferimento allo scandalo del comparaggio (così si definisce la pratica) che nel capoluogo pugliese vide un grosso processo in gran parte concluso con prescrizioni. Il nostro Bruno venditore va in giro imbottito di tranquillanti per il ruolo ingrato. E inseguito dalle telefonate della sua capa, una carogna a sua volta incarognita da un’azienda che pretende sempre di più, tagliando teste fino al punto da provocare un suicidio.

 Inevitabile che non si salvino né umanità né vita familiare di Bruno, cui il cupo Claudio Santamaria dona una interpretazione perfetta per tensione e cinismo. Non da meno Isabella Ferrari, inedita nel ruolo di cattiva. Compare anche il giornalista Marco Travaglio, spocchioso barone falsamente integerrimo. E un paio di scene per il pugliesissimo Mauro Pulpito, in tono come sempre.

 Il regista Morabito, documentarista, è alla sua opera prima. Asciutta, essenziale, forse esagerata. Si esce sconcertati, ma finché c’è reazione c’è speranza.