Donne, donne solo donne

Sabato 7 giugno 2014 da " La Gazzetta del Mezzogiorno "

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Scenetta numero uno. Pizzeria, quattro ragazzi e una ragazza, sui vent’anni. I quattro, creste da galletti e tatuaggi, fanno un po’ paura. La ragazza mediamente agghindata e curata, buona figlia. Fatto sta che all’improvviso comincia a investire di una grandinata di improperi uno dei ragazzi, diciamo ai limiti del turpiloquio. Sei un pusillanime, uno spione: uno senza quelle cose. E giù raffiche che manco un kalashnikov. Lui farfuglia qualcosa, arrossisce, guarda gli altri ragazzi in cerca di aiuto mentre la gragnola di lei continua senza pietà. E chissà quando finirebbe se non arrivasse la pizza salvatrice per il poveretto che balbetta e suda come una fontana.
 PIGLIO SICURO Scenetta numero due. Coppietta più o meno coetanea. Lei comincia a scalmanarsi e a dire, ehi senti, se devi essere così maligno e pensare tutte quelle cose di me, è meglio che te ne vai, non stare a infelicitare la vita mia, ma chi me lo doveva dire a me. Lui sta con la coda far le gambe, tenta di blaterale una due parole, ma più blatera più lei accelera incedendo imperiosa, lui un passo indietro come un eunuco emofiliaco.
 Scenetta numero tre. Due svelte ragazzotte meno che 18enni, borse Vuitton, jeans alla moda, piega fatta, andatura sicura, si fermano davanti al tappetino di un venditore di occhiali da sole farlocchi pur avendone altezzosamente un paio firmato cadauno nei capelli. Se ne provano uno due tre quattro dieci, si specchiano, che dici come sto e ripongono, riattaccano senza che nel frattempo il venditore, un orientale delicato e gentile, riesca a dire mezza sillaba, anzi è come se non ci fosse. Quando si sentono soddisfatte ed esaurite o forse annoiate, dicono al venditore, zio tieni questo tengo, estraendo un tre euro da portamonete non meno firmati. Il venditore emette un rantolo, le due inforcano l’acquisto e se ne vanno con più piglio di prima.
 Scenetta numero quattro. Bar qualsiasi, giorno qualsiasi, sei ragazze attorno a un tavolino. Parlano ad alta voce, ridono sguaiate, fumano, si divertono da matte a decibel sempre più alti, non hanno consumato più di un caffè ma sostano da più di mezzora. A un certo punto un paio di loro brandiscono gli smartphone, inquadrano chissà che (a occhio e croce qualche loro amico maschio) e più che risate sono sfottò agghiaccianti, se quello ci fosse stato si sarebbe liquefatto. Poi si alzano e vanno via con un frastuono e sfottò reciproci da curva Sud.
 MASCHIO CERCASI Scenetta numero cinque. Pagina di un giornale, articolo che fa un bilancio di donne. Donne cinque capolista alle elezioni europee. Donne otto ministri su sedici. Donne presidenti e amministratrici delegate nelle ultime nomine per le grandi aziende pubbliche. Donna la capa di governo più importante d’Europa e del mondo. Donna alla testa del Fondo monetario internazionale. Cantante donna, anzi cantante suora la più gettonata del momento. Michelle vera presidente degli Stati Uniti, in attesa che dopo il marito Obama arrivi una donna di nome Hillary. Donne le migliori laureate in Italia, donne le meno lamentose, donne le uniche lettrici forti di libri. Donne gli esseri umani che possono decidere più di prima se l’umanità debba riprodursi o no, specie con le fecondazioni eterologhe. Donne che per ora in Italia fanno meno figli perché è finita la pacchia di lasciarle casalinghe e allevatrici.
 Scenetta numero sei. Maria Elena Boschi, la ministra bambolotta che ci annuncerà le Riforme, va a prendere i bambini del Congo finalmente restituiti ai genitori italiani adottivi, e si fa fotografare mentre una di quegli angioletti le fa le treccine. Potrebbe tenersi la foto per sé, un momento di intimità visto che ha detto che quando torna a casa si sente sola e mangia il latte, ma manco per idea: foto immediatamente diramata come una Madre Elena da Firenze.
 Scenetta numero sette. Se in una trasmissione c’è da far casino per aumentare gli ascolti, basta rivolgersi a una pronta all’uso come la Santanchè, Nostra Signora dell’Indice di Ascolto.
 Scenetta numero otto e otto bis. Film “In grazia di Dio” di Edoardo Winspeare: un pugno di donne risollevano l’economia in crisi di un paese del Salento. Film “Pane e burlesque”, quattro donne risollevano l’economia in crisi di Monopoli.
 Alla luce di quanto sopra letto, ha ragione chi ha scritto che il Maschio sia il primo Ente inutile da sopprimere. Chi lo ha scritto ha commesso un solo errore: già soppresso.