Lezioni di furto all'Università del Nord

Venerdì 13 giugno 2014 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

E’ vero: basterebbe buttare giù una villa abusiva. Nessun segno sarebbe più incoraggiante per la gente sconcertata da un Paese in cui chi rispetta la legge rischia di passare per stupido. Ma Paese non meno sconcertato dalle sanzioni sempre inefficaci. Perché quasi sempre la villa abusiva continua a rimanere lì. Anzi prima o poi arriva un condono che la rende legale, alla faccia di chi una villa abusiva non si è mai sognato di farsela. Uno stupido, appunto.

 Ovvio che la villa abusiva sia solo un simbolo, mentre ogni giorno aggiunge nuovi particolari alle notizie che arrivano dal civilissimo Nord. Ultimi i furti e le tangenti del Mose di Venezia. Doveva essere la grande opera tecnologica che difendesse la città dall’acqua alta, è diventata l’opera infinita che la sta affogando di acqua bassa. E opera che, visto che c’era da mangiare, secondo l’accusa dava da mangiare a tutti: dal sindaco all’assessore regionale, dall’ex governatore all’eurodeputata, dall’ex generale della Finanza all’ex consulente del ministro dell’Economia, passando per componenti della Corte dei Conti (quella che doveva vigilare) e della Magistratura delle Acque. Fino al sospetto che, invece che l’opera, servisse una mangiatoia.

 Il fatto è che il Veneto non voleva essere scavalcato dalla non meno civilissima Lombardia. La quale si era già segnalata per la mezza Regione arrestata ai tempi di Formigoni e per la Lega Nord che con i soldi pubblici si comprava di tutto, comprese le lauree false. Poi, tanto per gradire, c’erano stati gli scandali della sanità-modello con le cliniche sotterrate di debiti e di soldi spariti. E un cui prestigioso luminare è stato condannato all’ergastolo perché tagliava gambe a chi le aveva sane pur di incassare.

 Infine il colpo grosso di Expo15, la mostra universale per la quale avevano provato a imporre che vi potessero lavorare solo le imprese entro i 300 chilometri dalla città. Sembrava il solito razzismo contro il Sud, magari era meno razzismo ma di sicuro più interesse, visto le rapine e le tangenti che anche qui sono corse come se si respirasse, una normalità. Riproponendo ancòra la domanda se la grande opera sia necessaria perché serve o se sia necessaria perché serve per rubare. Ma Expo15 bisogna farla, si può esporre l’Italia a questa figuraccia? Un edificante duello con la figuraccia di Venezia che fra l’altro ha il vantaggio di essere la città più conosciuta al mondo.

 Proprio per non fare la parte dei pezzenti, a proposito di ultime notizie in Veneto c’è anche il condimento dell’ospedale di Mestre, del quale nel 2009 è stato demolito un edificio inaugurato solo cinque anni prima, costato 10 milioni e in parte mai utilizzato. E pazienza se, quando si deve parlare di spreco di denaro pubblico e di opere incompiute, le televisioni scendono sempre al Sud, compresa la Rai che dovrebbe essere nazionale. Mentre sono puntualmente al Nord in caso di crisi di industrie, e bisogna capirle, il Sud è in crisi da sempre e chi se ne importa.

 Siccome la concorrenza è concorrenza, anche la Liguria piazza un suo piccolo colpo. Ecco così l’arresto dell’ex presidente di banca Carige, accusato di aver fatto sparire una paccata di milioni, arrivato a pesci in faccia con i figli (non pare per questioni di etica) e sospettato di essere da vent’anni alla testa della solita cupola che tutto poteva in economia quanto in politica. Nella città dell’ex ministro Scajola (arrestato) e del cardinal Bertone (molto in disgrazia con quel moralista di papa Francesco).

  Ora il problema è vedere cosa potrà fare la costituenda Autorità contro la corruzione, nel Paese che ha il più alto numero di costose Autorità al mondo ma non il più alto numero di Autorità che funzionano. Anzi cosa dovrà fare è fin troppo ovvio, sapendo che in Italia per costruire una strada di 300 metri ci vogliono 46 nulla osta, ciascuno dei quali a rischio oliatura. Mentre fra le 120mila leggi statali (altro record mondiale) trovi quella che consente massimi ribassi sempre più sorprendenti per vincere le gare tanto il rialzo è un ricatto dopo, e non trovi il falso in bilancio che farebbe scoprire le tangenti. Una ciliegina le mini prescrizioni che beffano la giustizia e gli onesti. E le solite urgenze ed emergenze che, visto che i tempi stringono, fanno affidare urgentemente i lavori senza gara: indovinare a chi.

 Sono solo gli ultimi scandali al Nord, terra di tutti gli scandali economico-finanziari italiani da Tangentopoli in poi. Insomma furti proprio dove sono più ricchi. Non sarebbe una bella competizione: ma, quando se ne parla, si dice che il problema è che il Paese si sta “meridionalizzando”. Se dal Sud si risponde timidamente che si sta piuttosto “settentrionalizzando”, è il solito Sud lamentoso, anzi piagnone.