Più bravi alla maturità ma come si permettono?

Venerdì 1 agosto 2014 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Puntuale la storia degli esami di maturità. Anche quest’anno è la Puglia la regione col maggior numero di cento e lode. E anche quest’anno la stampa del Nord lo riporta facendo l’occhiolino per ironizzare. Come, al Sud? E siccome non è possibile che gli studenti meridionali siano migliori di quelli di su, allora significa che sono i docenti di giù a essere peggiori di quelli di su: cioè di manica larga. L’ennesima furbata del Sud, insomma.

 Per fortuna, ma solo per dovere di cronaca, si riporta anche il resto. E cioè che è vero che è al Sud che si promuove di più e con i voti più alti (Puglia, Campania e in aggiunta Umbria). Ma è anche vero che è lo stesso Sud (Sardegna, Campania, Sicilia) a bocciare di più. E allora, manica larga o no? E meno male che quest’anno il voto più alto non vale come bonus, titolo di favore, per l’ammissione alle facoltà a numero chiuso. Fu ciò che scatenò gli anti-terroni l’anno scorso: i nostri figli sfavoriti rispetto a quegli asini? Con l’aggiunta di uno studente barese che fu il primo nei test nazionali di medicina, non se ne può più (anche se a Bari è ancòra in corso l’indagine sulla manomissione di un pacco con le domande).

 Per avvalorare l’accusa al Sud imbroglione, si citano abitualmente i famosi test Invalsi, quelli che riguardano le elementari e le medie. E nei quali si ripristinerebbe la decenza: Nord sempre più avanti del Sud. Quest’anno, per la verità, il divario si è ridotto alle elementari. Italia più unita, hanno titolato bontà loro. Aggiungendo però che è sempre più alto il sospetto che i risultati siano falsati dai professori che suggeriscono le risposte ai ragazzi per fare bella figura anch’essi. Siccome va meglio al Nord, si immagina che i suggerimenti ci siano soprattutto lì. Ma non si dice. E non si dice neanche che l’anno scorso 78 scuole si videro restituire per insufficienza le prove di italiano e matematica del quinto ginnasio. Erano tutte fra Trentino e Lombardia.

 Ma la ministra Giannini è convinta che comunque l’Invalsi dia una fotografia chiara della situazione. Nonostante il sempre minor gradimento da parte delle scuole (soprattutto del Sud) che nello scorso maggio in parte lo sabotarono. E nonostante il sospetto che i bambini e i ragazzini siano più addestrati a superare il cruciverba dell’Invalsi che al resto. Il fatto è che invece di dire che l’Invalsi va bene, si dovrebbe cercare di capire perché l’Italia continua a essere il Paese europeo col minor numero di diplomati e laureati. E senza che c’entrino granché Nord e Sud. Paese di ignoranti proprio quello che ha più cultura al mondo. Ma questa polvere buttiamola sotto il tappeto. Anzi facciamo un’altra bella riforma scolastica e animo in pace.

 Più comodo puntare il dito contro i somari del Sud, dimenticando che per il Sud è tutto più difficile: famiglie meno abbienti, meno libri, meno biblioteche, meno scuole decenti, più abbandoni, meno genitori in grado di seguire i figli. E non perché il Sud è Sud perché così era ed è, un destino. Ma perché conviene continuare a crederlo e a dirlo. E invece il Sud non sarebbe Sud, per esempio, se la si smettesse di concentrare la spesa pubblica al Nord (come tutti i dati rilevano). E soprattutto la spesa per gli investimenti, l’unica che potrebbe ridurre il divario che aumenta finché continuerà così.

 In questo caso, il Sud non sarebbe Sud se il 95 per cento della spesa per restaurare o mettere in sicurezza le scuole non fosse devoluta al Nord. Ma qualcosa sta cambiando. Partito il piano Renzi per le scuole, appunto. E udite udite, la Puglia fa la parte del leone: in arrivo 107 milioni. E’ la terza somma più cospicua, dopo Campania e Lombardia. Una botta di ottimismo per farsi le vacanze con più buonumore. Evitando però di approfondire. Altrimenti devi scoprire che la parte più consistente va al programma “scuole belle”, molto meno a “scuole sicure” e a “scuole nuove”. Insomma, roba da imbianchini.

 Certo, c’è la crisi. Certo, l’Italia continua a non crescere. Certo, continua ad aumentare il debito invece di diminuire. Ma proprio quando la Puglia fa la parte del leone, tutto si risolve in pareti ridipinte e interruttori riparati. Certo, i tre quarti di tutto lo stanziamento è al Sud, solo il 9 per cento al Nord. Esultate. Più comodo esultare evitando di constatare che, se si è deciso così, è perché le scuole del Sud sono davvero le più disastrate. E le scuole le fa lo Stato, non quello sprecone del Sud. Ma non incideranno anche queste scuole disastrate sul minore rendimento dei ragazzi del Sud?

 Domande troppo fuori luogo all’inizio di un agosto. Pensiamo piuttosto a farci un’estate che finora non c’è stata e viva la marchesa.