Che bella estate senza l’estate

Sabato 20 settembre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Domani è autunno, ma che nostalgia per la qualità della vita di un’estate che non è stata estate. Anzitutto l’anticlone delle Azzorre che non ha mosso un dito alle Azzorre, e tutti i cicloni atlantici, senza anticiclone davanti, si sono fiondati dritti dritti addosso a noi. Quei romantici temporali quotidiani coi fulmini a zigzag e i tuoni. Il gusto di mettere il maglioncino blu di cotone che se no che lo avevamo comprato a fare. Le serate danzanti annullate per negative previsioni meteo. Le cene in terrazzo naufragate perché il barbecue non si accende con l’acqua. Affogate tutte le mellonate, panzerottate, grigliate, spiedinate, sgagliozzate. La conferenza spostata dal chiostro a Palazzo Celestini in caso di maltempo e allora non ci viene nessuno. I profughi del cinema all’aperto accampati nella sala al chiuso con aria condizionata sottozero, se sapevo non ci andavo anche perché il film era vecchio.
 COME A CAPO NORD Che qualità della vita senza l’ossessione dell’abbronzatura, non si può mica stare otto ore paralizzati al sole come lucertole, una voltata e girata ogni mezzora. E la schiavitù della spruzzata d’acqua per non finire come quelli di Pompei, ne vogliamo parlare? E l’incubo della protezione 50 che altrimenti ti escono le verruche seborroiche? Ed è stata un’altra cosa il sonnellino sulla sdraio col ticchettìo della pioggia tipo pioggia nel pineto (a volte anche la coperta sulle gambe, una coccola). E il piacere struggente degli ombrelloni chiusi per il maestralone tre-sette giorni, ci sembrava di essere a Capo Nord tra i gabbiani e i lupi di mare con la pipa come la pubblicità del tonno. E tutte le banchine in cemento armato divelte ché proprio quest’anno le avevamo rifatte, una meraviglia la forza della natura.
 Che qualità della vita con meno gelati che non sembrano ma sono calorie, anzi più gelati perché non si sapeva che fare e si andava a comprare il gelato incontrando gli altri che anche loro non sapevano che fare. E la casa a Torre a Mare che quest’anno non ce la siamo proprio goduta, e quella di Gallipoli a questo punto ce la vendiamo anche se non se la compra nessuno. Finalmente la notte si è dormito, non come quando non si respirava e si andava sul balcone a trovare le zanzare. E tutto il tempo libero perché non puoi andare a mare la mattina, non puoi andare al circolo la sera e allora vai a fare la solita pizza ingabbiati dai cellophane attorno e grazie che dopo ti senti gonfio.
 Che qualità della vita poter finalmente parlare con calma, anche se Carmen dice sempre le stesse cose e quell’altro esiste solo lui. Chissà quanti libri letti in più, anche se poi le statistiche non si sa perché dicono che siamo più ignoranti di lampioni e che i libri li teniamo in casa ordinati per colori. E quanti musei visitati ma sai come sono noiosi. E rivedere in tv “Via col vento” e “Totò, Peppino e la malafemmina” anche se è la ventesima volta. Burrachi no-stop, parole crociate h24. E le passeggiate, mai visto camminare tanto, sono andata a piedi alla macelleria, pensa ho fatto quasi un chilometro e avrò perso almeno due chili (sì), un cappuccino e due cornetti misto crema-marmellata a colazione perché a camminare si consumano energie.
 UN LUNGO AUTUNNO Che qualità della vita coi bambini sempre fra i piedi. E senza tutti quei pettegolezzi di quando l’estate è calda e non piove, quella l’hanno vista con quello, Lapo Elkan la mattina in Sardegna la sera a Miami, i russi dei bagni nudi a mezzanotte nello champagne con le donne che ridono, meno male che per ora Belen si è sistemata ma ci manca. Unico gossip la ministra Elena Boschi in bikini (taglia 52). Sì, anche il grande annuncio che Angelina Jolie e Brad Pitt si sono sposati ma avevano già sei figli. Niente canzone tormentone che tutti cantano e ballano anche se è cretina e poi c’è già “Happy”. Niente Grande Esodo con otto milioni in marcia e la coda di dieci chilometri in autostrada con la Protezione civile che quando porta l’acqua, mezza coda si è già disidratata. Niente bollini gialli, rossi o neri, niente città deserte con la solita foto di Ferragosto che sembra un’altra città, niente anziani alla finestra e niente articolo del sociologo sulla solitudine urbana.
 Una meravigliosa qualità della vita da estate senza estate e domani comincia l’autunno senza malinconie perché era già cominciato a luglio. Indulgenza plenaria per chi dovesse bestemmiare l’anticiclone delle Azzorre.