Perez,l’altra faccia della camorra

Mercoledė 8 ottobre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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PEREZ- di Edoardo De Angelis. Interpreti: Luca Zingaretti, Massimiliano Gallo, Marco D’Amore, Simona Tabasco. Thriller, Italia, 2014. Durata: 1h 29 minuti.
 
Chi vuol capire la gelida tremenda logica della camorra, vada a vedere questo film. A metà fra il thriller e il noir. Nella Napoli irriconoscibile e spettrale dei grattacieli del centro direzionale creato dall’urbanista giapponese Kenzo Tange. Dove si muove come un fantasma l’avvocato Perez, antieroe taciturno e perdente ridotto a fare il sottomesso avvocaticchio d’ufficio dei peggiori criminali. Schiacciato da segrete ragioni che ne hanno distrutto il brillante passato.
 Così si trova fra due clan rivali quando il boss pentito Buglione sceglie proprio lui come improbabile difensore. Come mai? Lo vuole fare strumento di un patto che potrebbe renderlo ricco, sapendolo ricattabile. Perché Perez ha una figlia inconsapevolmente legata con un emergente della malavita in una relazione che lui non vuole e della quale la vuole liberare. Lei è l’unica persona che lo lega al mondo. E l’intreccio e la disperazione lo porteranno a un rischio tanto eccessivo quanto poco somigliante alla sua ignavia.
 Non c’è speranza né redenzione in questo cupo racconto, se non l’amore di un padre annullato in tutto ma d’improvviso capace di tutto anche a costo della vita. Luca Zingaretti ne offre una eterea perfetta interpretazione (“il ruolo più difficile che mi sia finora capitato”, ha detto). Attorniato da un cast tutto all’altezza: da Massimiliano Gallo (un boss che riesce a trasmettere paura), a Marco D’Amore (il fidanzato), rivelazione del “Gomorra “ televisivo su Sky, alla intensa Simona Tabasco (la figlia).
 Scritto dal regista De Angelis con Filippo Gravino, il film è stato presentato fuori concorso al Festival di Venezia. Si segue con una tensione che tiene sospeso lo stomaco, al di là di qualche sbavatura e di qualche incertezza. E al di là della polemica ricorrente ogni volta che sul grande o sul piccolo schermo appaiono le mafie con la loro inquietante capacità di attrazione. Qui pochina, per la verità. Ma diciamo che il male non si sconfigge nascondendolo. Diciamo.