< The Equalizer > guai se Denzel perde la pazienza

Domenica 12 ottobre 2014 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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THE EQUALIZER – IL VENDICATORE di Antoine Fuqua. Interpreti: Denzel Washington, Chloe Grace Moretz, Marton Csokas. Azione, Usa, 2014. Durata: 2h 6 minuti.
 
Dico sì che bisogna punire i cattivi, ma qui Denzel Washington esagera. Da solo contro la spietatissima e tatuatissima mafia russa, la fa fuori in tutti i modi: cavatappi, trapani, forbici, coltelli, gas, sparachiodi fra diluvi di sangue da far invidia a Quentin Tarantino. Lui è un giustiziere all’antica, ovviamente un giustiziere della notte, riecheggiando la serie tv “Un giustiziere a New York” degli anni ’80. E come tutti i giustizieri degni della qualifica, si indigna soprattutto quando sta da difendere una indifesa fanciulla, in questo caso una prostituta bambina massacrata di botte dai suoi magnaccia venuti dall’Est.
 Denzel, anzi Robert, è un ex 007 che vive una monacale seconda vita con un dolore familiare dentro, nel lavoro anonimo di un ipermercato e leggendo romanzi. Ma la sua ossessione per la giustizia scatta suo malgrado quando incontra la ragazza. Ora la trama dell’uomo solo contro tutti è vecchia quanto il cucco. E nel cinema funziona in genere così, ce la farà sia pure contro le soverchianti e carognissime forze avversarie.
 Il film scorrerebbe scontato se non fosse impreziosito dall’adrenalina di una spettacolare regia la cui macchina sempre in movimento passa dai primissimi piani ai campi lunghi, dai montaggi schizofrenici ai ralenti, con una eleganza estrema delle immagini ma senza effetti speciali da mal di testa. In una Boston stratosferica. E col Robert-Denzel che fa valere tutto il suo carisma, grazie anche a una pupilla tecnologica che inquadra gli obiettivi, li scannerizza, calcola i tempi e colpisce. Accidenti.
 E’ una esagerazione da vincente che qua e là corre il rischio del ridicolo, se il nostro Rambo-Terminator-Batman-Uomo Invisibile non sorprendesse sempre con le sue trovate e se i farabutti non fossero davvero così odiosi farabutti. Con un richiamo esplicito al western di Sergio Leone e il suo mitico “Ma chi sei tu?”, “Sono un gran figlio di p….aaa”. E un po’ di duello Usa-Urss vinto con l’”arriva il nostro”.
 Oltre due ore rutilanti. Denzel eroe stanco e disilluso ma sempre in gran spolvero. Tutti giusti nelle parti gli altri, a cominciare dalla dolente Chloe Grace Moretz. Inquietante lo sguardo sulla mafia russa. Musiche roboanti. Si può vedere? Ma sì, che si può.