La vera musica? Per strada

Mercoledì 22 ottobre 2014 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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TUTTO PUO’ CAMBIARE – di John Carney. Interpreti: Mark Ruffolo, Keira Knightley, Adam Levine. Commedia, Usa, 2014. Durata: 1h 43 minuti.
 
“Tutto può cambiare” solo a New York, la più bella e appassionante gabbia di matti del mondo. Dove una sera in uno di quei club dell’East End in cui si beve e si fa musica, l’eterno sogno americano si mette alla prova.
 Protagonisti Greta, dolente improvvisata cantautrice dalla vocina dolce, e Dan, ex potente agente discografico tanto vulcanico quanto sciamannato e fatto di birra. Il quale casualmente la ascolta e decide di puntare su di lei per la sua rivincita verso la sua etichetta che lo ha messo fuori dopo essere stato messo fuori anche di casa dalla moglie. Lei prima tentenna, poi, dopo una schermaglia di sguardi e rifiuti, accetta quasi per gioco. Il fatto è che stava per tornarsene nella sua Londra dopo essere stata a sua volta messa fuori dalla vita del suo fidanzato Dave, che la pianta nel momento in cui diventa una rock star (è Adam Levine, frontman dei “Maroon 5”, autore anche della strepitosa colonna sonora del film).
 Cosa possono combinare un ubriacone e un cuore infranto con pochi dollari e senza un’ombra di sala di incisione alle spalle? Decidono di realizzare il loro cd all’aperto, nei vicoli, nelle strade, sulle terrazze, nei sottopassaggi di New York. Mettendo su un gruppo alla buona e coinvolgendo chiunque a tiro, compreso un coro di ragazzini rompiscatole e addirittura la sorprendente chitarra di Violet, la figlia da lui fino ad allora quasi ignorata.
 Lo spettatore scopra da sé se i due perdenti e la loro Armata Brancaleone ce la faranno. Se tutto può cambiare. Ciò che più conta è la loro musica, che non accompagna il film ma lo fa in un incanto continuo, insieme agli squarci ineguagliabili di una metropoli in cui si può tutto ciò che si vuole davvero. E ci si domanda cosa avverrà fra la romantica depressione di un quarantenne come lui e la dolente sete di vita di una inespressa come lei. Lo si può scoprire solo nei titoli di coda (attenti a non schizzare via dalla sala) quando un guizzo investe il previsto scontato lieto fine.
 Il film ha energia continua e una delicatezza e una freschezza gioiose, fra qualche verbosità e qualche minuto di troppo. Con alcune scene bellissime, come quando i due ascoltano gli stessi motivi da due cuffie dello stesso lettore Mp3. Cinema indipendente e a tratti sperimentale del regista e autore irlandese John Carney (già apprezzato in “Once”), a sua volta ex bassista dei “The frames”. Un quasi-musical. Con una comparsata del ciccionissimo rapper nero Cee-Lo Green. E soprattutto due interpreti affiatati come un Mark Ruffolo tanto più tenero quanto più arruffato e una Keira Knightley tanto più desiderabile quanto più sfuggente. Sottotitoli in italiano per tutti i brani. Se non è un film da vedere a tutti i costi, da ascoltare sì.