Prenditi lo schiaffo e dimmi grazie

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Cinque disoccupati di Vieste sono stati arrestati per vilipendio della bandiera italiana. O Dio, e allora perché è in libertà Bossi che la voleva usare come carta igienica? C’è un vilipendio nordista meno vilipendio di quello sudista? E perché non viene perseguita come eversiva e incostituzionale la Lega che per statuto vuole spaccare l’Italia? Perché è invece al governo del Paese che si propone di distruggere?

E chi la vota (meridionali inclusi) condivide il suo progetto di due Italie proprio mentre si celebra il compleanno di una sola?

Consueta risposta: la Lega mostra da tempo grande responsabilità, non facciamo polemiche sterili. In effetti la Lega ha, bontà sua, rinunciato alla secessione. Tanto una secessione c’è già: quella economica, quella che conta. Perché incasinarsi con una indipendenza che sotto sotto non le conviene? Anzi, visto che queste due Italie economiche ci sono già, e visto che tutti dicono che non c’è la secessione, tanto vale bloccare la situazione prima che qualcuno se ne accorga. Il federalismo: sistema rapido per far continuare a essere ricchi i ricchi e poveri i poveri. Anzi sempre più poveri i poveri, che senza nuove tasse dovranno andare a piedi perché non ci saranno più bus e lasciare i figli a casa perché non ci saranno più asili.

Però, questi meridionali, sempre a lamentarsi. Poi dice che li chiamano “cancro” del Paese (ministro Brunetta), “topi da derattizzare” (ministro Calderoli), “porci” (ministro Bossi), “puzzolenti” (europarlamentare Salvini). Anzi più glielo dicono più se ne sentono colpevoli, una pacchia. E invitano a pranzo chi li insulta, come a Roma. Metti ora, con la storia degli immigrati tunisini, altri meridionali della malora. Quel lord inglese di Bossi ha sentenziato: “Foeura di ball”. Fuori dalle balle. Anzi su Radio Padania che ha ripreso a trasmettere in Salento, un parlamentare leghista ha aggiunto: “Se li tengano siciliani e pugliesi, noi siamo occupati a lavorare”.

Siciliani e pugliesi non sono occupati a lavorare: vorrebbero. Anzi sono stati anch’essi tunisini e marocchini, emigrati che hanno arricchito il Nord. Ancòra oggi, regalati ogni anno 80 mila giovani laureati dal costo medio dell’istruzione di 100mila euro cadauno. Meridionali brava gente. Che però la smettano, ha scritto bacchettandoli come al solito un severo giornale di su, di dire che non hanno soldi: ne sono pieni. Tanto da sprecare milioni di soldi europei, anche se il giornale li definisce soldi “nostri”. Mah.

Solita tiritera, colorata di polemica politica perché non paia solo razzistica. Ogni anno buttate decine di milioni invece di spenderli. Magari pugliesi e campani, per dirne una, vorrebbero che la ferrovia Napoli-Bari fosse costruita con soldi nazionali, così come per la Milano-Torino, invece che con soldi europei. Però non lo dicono se no si lamentano sempre e poi devono anche invitare a pranzo per farsi perdonare. Dovrebbero dire che con gli sprechi occorrerebbe andare cauti in un Paese che per non far votare nello stesso giorno per le amministrative e il referendum antinucleare spreca 400 milioni di euro. Non lo dicono causa solito costo aggiuntivo del pranzo. Dovrebbero dire che i progetti con i fondi europei vanno finanziati anche con una quota di fondi nazionali e regionali mentre non c’è una lira. E dovrebbero dire che nessuno può tirare la prima pietra in un Paese col terzo debito pubblico del mondo e che invece di risparmiare ogni anno aumenta la spesa.

Per la verità, i meridionali lo ricordino, il Sud è pieno anche di soldi per le aree svantaggiate. Ma non è che possono stare a rinfacciare che li si utilizza per la cassa integrazione al Nord o per pagare le multe dei lattai padani: un po’ di generosità ci vuole. E poi non possono rischiare che per farsi perdonare della rapina subìta debbano offrire non solo il pranzo ma anche la cena.

Ma poi, che il Sud sia pieno di soldi, è vero, nessuno più del Nord lo sa. Mettiamo una casalinga meridionale che fa la spesa. Va con auto torinese, indossa abbigliamento veneto, ha scarpe marchigiane, preleva soldi in banca lombarda, acquista formaggio emiliano, vino toscano e olio con etichetta umbra anche se è pugliese. Ogni giorno il Sud acquista quasi il 90 per cento dei prodotti del Nord. E ogni anno il Sud passa al Nord 61 miliardi di euro ricevendone dal Nord solo 50.

Se il Sud comprasse solo Sud, Bossi diverrebbe un agnellino. E magari ci penserebbe sul federalismo del “ciascuno si tenga il suo” visto che non potrebbe più tenersi anche il “nostro” (nel senso del Sud). Ma il Sud è generoso anche di schiaffi che si dà da solo. Anzi è ammirevole l’atmosfera di pace pre-pasquale di questi giorni, con Bossi che ringrazia il Partito Democratico per avergli fatto passare il federalismo regionale. A dimostrazione che, quando si tratta di danneggiare il Sud, il Paese disunito si riunifica di nuovo. Pace e bene.

Da la " Gazzetta del Mezzogiorno " del 1 Aprile 2011