Facce e voltafaccia. La commedia del Sud

Venerdì 31 ottobre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Ci vorrebbe un Eduardo De Filippo. Solo uno come lui potrebbe scrivere la versione moderna dell’eterna commedia del Sud. Quel Sud che sarebbe in cima ai pensieri di tutti tanto quanto non gliene importa niente a nessuno. Si apra il sipario.
 Atto primo – Le solenni assicurazioni del ministro dei Trasporti, Lupi, sui treni al Sud. Assicurazioni che campeggiano giustamente nel sito della “Gazzetta”. Alla famosa Leopolda di Firenze, che poi è un’ex stazione ferroviaria, la vice segretaria del Pd, Debora Serracchiani, coordina il tavolo trasporti. E nel suo intervento dice che in Italia bisogna investire soprattutto in ferrovie e “soprattutto al Sud”. Non sorprendente, visto che la Serracchiani due, da presidente della Regione Friuli, condivide la battaglia della “Gazzetta” per avere “treni ad alta velocità anche sulla dorsale adriatica”. Lupi non c’era alla Leopolda, ma è al governo col Pd della Serracchiani uno.
 Ci deve essere stato un difetto di comunicazione, quegli equivoci in cui era maestro anche il fratello di Eduardo, Peppino. Perché fra decreto Sbocca Italia e manovra finanziaria, scopri che l’81 per cento degli investimenti vanno al Centro Nord e il resto al Sud. Sblocca quasi tutta Italia. Ma non è il solo difetto di comunicazione. Perché poi vai a vedere gli investimenti delle Ferrovie e fai la scoperta numero due: al Sud, cui “soprattutto” dovevano andare, riservati 60 milioni, che di questi tempi sarebbero anche una cifra. Solo che sono l’1,2 per cento dei restanti 4799 che le Ferrovie spenderanno al Centro Nord.
 Sarebbe il caso di capire se alla Serracchiani capita di non essere d’accordo con se stessa. Di capire a quale Sud si riferisse, visto che a un mese di distanza si è di nuovo finanziato il Tunnel ferroviario del Brennero dalle sue parti. Di capire se prima si è sentita con Lupi, che da milanese potrebbe prendersela a male che sia trattato così male il Sud. E poi avrebbe una faccia da difendere. A proposito, c’è da capire anche se la Serracchiani e Lupi non abbiano avuto un difetto di comunicazione anche con Graziano Delrio, sottosegretario e virtuale vice del capo del governo, Renzi.
 Atto secondo – Il quale Delrio parlava dell’alta velocità (pardon alta capacità, due binari) Napoli-Bari, proprio quella per la quale Lupi giorni orsono ha assicurato che i lavori cominceranno nel 2015 (mentre sono bloccati da più di un anno sull’unico tratto in cui si era già all’opera). Argomenta Delrio che prima di spendere quei 5 miliardi “occorre verificare con attenzione tutta la progettazione, vista la particolarità di alcuni tratti rocciosi del percorso”. E siccome non vuole scontentare nessuno, “lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria”.
 Apprezzabile la cautela del sottosegretario. Non si vorrà ripetere la sventatezza degli investimenti per (appunto) il Tunnel del Brennero, o per la Tav (questa sì, alta velocità) in Val di Susa dove si va avanti senza curarsi delle rocce. La viva speranza (insinua a questo punto Eduardo) è che queste rocce fra Napoli e Bari e tra Salerno e Reggio Calabria non siano dure come le teste di certi meridionali che si sono fissati con i treni e le autostrade. E lasciamo stare certi subitanei maleducati commenti su Twitter, tipo “Non investiamo al Sud perché gli investimenti dei treni possono risultare mortali”.
 Atto terzo – Il Sud è sempre accusato di non saper spendere i fondi europei. Anzi proprio per questo si è deciso di creare un’Agenzia nazionale per sorvegliare le Regioni affinché li spendano meglio (non stiamo a sottilizzare su questa Agenzia nata un anno fa ma ancòra senza sede, sedie e tavoli). Ma nella lettera di risposta che il ministro Padoan ha inviato agli scortesi bacchettatori dell’Unione Europea, si tagliano 500 milioni che servivano alle Regioni per cofinanziare (come sono obbligate a fare) i progetti di spesa dei medesimi fondi europei. Primo danneggiato il Sud, che soldi di suo ne ha già meno. Indagini su Serracchiani-Delrio-Padoan per adunata sediziosa anti-Sud.
 Atto quarto – Entra in scena il Matteo Salvini da Milano. Il quale dice che non sa più che farsene della Padania libera: che Padania scassata sarebbe se chiudono le fabbriche? Allora annuncia che scenderà a prendere voti in quel Sud per vent’anni sotterrato dalla sua Lega al governo. Anzi, visto che ci verrà, non è vero che al Sud sono tutti falsi invalidi e falsi forestali. Il problema non è che solo con quella faccia può fare simile voltafaccia, il problema è che solo con certe facce i meridionali potrebbero fare simile voltafaccia. Intanto il Salvini dichiara di essere, più che razzista, un argine al razzismo. Difetto di comunicazione con un suo candidato alla Regione Emilia Romagna, il quale dice : ”Noleggia un immigrato, poi lascialo a pane e acqua”. Coerentemente lo dicevano dei meridionali.
 Fine della commedia, grazie Eduardo.