Lo psicologo fallito e triste non sa stupire

Mercoledì 5 novembre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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CONFUSI E FELICI – di Massimiliano Bruno. Interpreti: Claudio Bisio, Marco Giallini, Anna Foglietta, Rocco Papaleo. Commedia, Italia, 2014. Durata: 1h 43 minuti.
 
Finché riempie le sale, dagli sotto. Anzi, dajie, il romanesco che continua a imperversare da Alberto Sordi in poi (che ci scuserà l’irriverenza del paragone). Si parla della commedia all’italiana, quella tipo andiamoci a fare quattro, ma proprio quattro, risate. Commedia all’italiana per modo di dire, perché quella nobile era lo specchio agrodolce dei vizi e delle virtù nazionali. L’attuale è lo specchio della voglia di cazzeggio di un Paese incapace di esprimere altro, e non solo al cinema.
 E’ il genere cui appartiene anche questo “Confusi e felici”. Con altri ingredienti comuni: il Claudio Bisio che ultimamente va sempre bene, più soprattutto Marco Giallini (uno pur capace di altri livelli) e Rocco Papaleo. Insieme a un gruppetto di caratteristi pronti all’uso. Qui tutti impegnati nella storia di uno psicanalista cialtrone che, saputo che sta per perdere la vista, lascia allo sbaraglio la sua scassata compagnia di clienti, chi più chi meno in guai esistenziali.
 Si va dall’autista ciccione e mammone (Massimiliano Bruno), allo spacciatore razzista (Giallini), al telecronista cornuto che odia i tedeschi, elemento di attualità (Papaleo), alla coppia in crisi sessuale (Pietro Sermonti e Caterina Guzzanti), alla ninfomane attratta dai capezzoli maschili (Paola Minaccioni). I quali tutti, organizzati dalla segretaria innamorata del dottore (Anna Foglietta), decidono di fare qualcosa per curare lui che curava loro. Lo psicanalista depresso.
 Così affiora la piccola morale (che non sta mai male) di cosa conti l’amicizia e la voglia di non mollare. Ce la farà la nostra malmessa compagnia? Chissà. Ma fra battute un po’ scontate (e almeno non volgari), qualche colpo riuscito di ilarità e qualche indovinata scena surreale, si dimostra che spesso non abbiamo occhi per vedere le cose. E che nella vita non è importante segnare il calcio di rigore ma tirarlo.
 Onesta la regia di Massimiliano Bruno (qui anche attore, e già autore di “Nessuno mi può giudicare” e “Viva l’Italia”), una spanna su Giallini che in fondo fa stesso. Una curiosità del film: ci crederemmo se ci dicessero che Antonio Cassano (il calciatore) ha letto il romanzo “Guerra e pace”?         
CONFUSI E FELICI – di Massimiliano Bruno. Interpreti: Claudio Bisio, Marco Giallini, Anna Foglietta, Rocco Papaleo. Commedia, Italia, 2014. Durata: 1h 43 minuti. 
 
Finché riempie le sale, dagli sotto. Anzi, dajie, il romanesco che continua a imperversare da Alberto Sordi in poi (che ci scuserà l’irriverenza del paragone). Si parla della commedia all’italiana, quella tipo andiamoci a fare quattro, ma proprio quattro, risate. Commedia all’italiana per modo di dire, perché quella nobile era lo specchio agrodolce dei vizi e delle virtù nazionali. L’attuale è lo specchio della voglia di cazzeggio di un Paese incapace di esprimere altro, e non solo al cinema.
 E’ il genere cui appartiene anche questo “Confusi e felici”. Con altri ingredienti comuni: il Claudio Bisio che ultimamente va sempre bene, più soprattutto Marco Giallini (uno pur capace di altri livelli) e Rocco Papaleo. Insieme a un gruppetto di caratteristi pronti all’uso. Qui tutti impegnati nella storia di uno psicanalista cialtrone che, saputo che sta per perdere la vista, lascia allo sbaraglio la sua scassata compagnia di clienti, chi più chi meno in guai esistenziali.
 Si va dall’autista ciccione e mammone (Massimiliano Bruno), allo spacciatore razzista (Giallini), al telecronista cornuto che odia i tedeschi, elemento di attualità (Papaleo), alla coppia in crisi sessuale (Pietro Sermonti e Caterina Guzzanti), alla ninfomane attratta dai capezzoli maschili (Paola Minaccioni). I quali tutti, organizzati dalla segretaria innamorata del dottore (Anna Foglietta), decidono di fare qualcosa per curare lui che curava loro. Lo psicanalista depresso.
 Così affiora la piccola morale (che non sta mai male) di cosa conti l’amicizia e la voglia di non mollare. Ce la farà la nostra malmessa compagnia? Chissà. Ma fra battute un po’ scontate (e almeno non volgari), qualche colpo riuscito di ilarità e qualche indovinata scena surreale, si dimostra che spesso non abbiamo occhi per vedere le cose. E che nella vita non è importante segnare il calcio di rigore ma tirarlo.
 Onesta la regia di Massimiliano Bruno (qui anche attore, e già autore di “Nessuno mi può giudicare” e “Viva l’Italia”), una spanna su Giallini che in fondo fa stesso. Una curiosità del film: ci crederemmo se ci dicessero che Antonio Cassano (il calciatore) ha letto il romanzo “Guerra e pace”?         

 

 

Finché riempie le sale, dagli sotto. Anzi, dajie, il romanesco che continua a imperversare da Alberto Sordi in poi (che ci scuserà l’irriverenza del paragone). Si parla della commedia all’italiana, quella tipo andiamoci a fare quattro, ma proprio quattro, risate. Commedia all’italiana per modo di dire, perché quella nobile era lo specchio agrodolce dei vizi e delle virtù nazionali. L’attuale è lo specchio della voglia di cazzeggio di un Paese incapace di esprimere altro, e non solo al cinema.
 E’ il genere cui appartiene anche questo “Confusi e felici”. Con altri ingredienti comuni: il Claudio Bisio che ultimamente va sempre bene, più soprattutto Marco Giallini (uno pur capace di altri livelli) e Rocco Papaleo. Insieme a un gruppetto di caratteristi pronti all’uso. Qui tutti impegnati nella storia di uno psicanalista cialtrone che, saputo che sta per perdere la vista, lascia allo sbaraglio la sua scassata compagnia di clienti, chi più chi meno in guai esistenziali.
 Si va dall’autista ciccione e mammone (Massimiliano Bruno), allo spacciatore razzista (Giallini), al telecronista cornuto che odia i tedeschi, elemento di attualità (Papaleo), alla coppia in crisi sessuale (Pietro Sermonti e Caterina Guzzanti), alla ninfomane attratta dai capezzoli maschili (Paola Minaccioni). I quali tutti, organizzati dalla segretaria innamorata del dottore (Anna Foglietta), decidono di fare qualcosa per curare lui che curava loro. Lo psicanalista depresso.
 Così affiora la piccola morale (che non sta mai male) di cosa conti l’amicizia e la voglia di non mollare. Ce la farà la nostra malmessa compagnia? Chissà. Ma fra battute un po’ scontate (e almeno non volgari), qualche colpo riuscito di ilarità e qualche indovinata scena surreale, si dimostra che spesso non abbiamo occhi per vedere le cose. E che nella vita non è importante segnare il calcio di rigore ma tirarlo.
 Onesta la regia di Massimiliano Bruno (qui anche attore, e già autore di “Nessuno mi può giudicare” e “Viva l’Italia”), una spanna su Giallini che in fondo fa stesso. Una curiosità del film: ci crederemmo se ci dicessero che Antonio Cassano (il calciatore) ha letto il romanzo “Guerra e pace”?         
CONFUSI E FELICI – di Massimiliano Bruno. Interpreti: Claudio Bisio, Marco Giallini, Anna Foglietta, Rocco Papaleo. Commedia, Italia, 2014. Durata: 1h 43 minuti.
 
Finché riempie le sale, dagli sotto. Anzi, dajie, il romanesco che continua a imperversare da Alberto Sordi in poi (che ci scuserà l’irriverenza del paragone). Si parla della commedia all’italiana, quella tipo andiamoci a fare quattro, ma proprio quattro, risate. Commedia all’italiana per modo di dire, perché quella nobile era lo specchio agrodolce dei vizi e delle virtù nazionali. L’attuale è lo specchio della voglia di cazzeggio di un Paese incapace di esprimere altro, e non solo al cinema.
 E’ il genere cui appartiene anche questo “Confusi e felici”. Con altri ingredienti comuni: il Claudio Bisio che ultimamente va sempre bene, più soprattutto Marco Giallini (uno pur capace di altri livelli) e Rocco Papaleo. Insieme a un gruppetto di caratteristi pronti all’uso. Qui tutti impegnati nella storia di uno psicanalista cialtrone che, saputo che sta per perdere la vista, lascia allo sbaraglio la sua scassata compagnia di clienti, chi più chi meno in guai esistenziali.
 Si va dall’autista ciccione e mammone (Massimiliano Bruno), allo spacciatore razzista (Giallini), al telecronista cornuto che odia i tedeschi, elemento di attualità (Papaleo), alla coppia in crisi sessuale (Pietro Sermonti e Caterina Guzzanti), alla ninfomane attratta dai capezzoli maschili (Paola Minaccioni). I quali tutti, organizzati dalla segretaria innamorata del dottore (Anna Foglietta), decidono di fare qualcosa per curare lui che curava loro. Lo psicanalista depresso.
 Così affiora la piccola morale (che non sta mai male) di cosa conti l’amicizia e la voglia di non mollare. Ce la farà la nostra malmessa compagnia? Chissà. Ma fra battute un po’ scontate (e almeno non volgari), qualche colpo riuscito di ilarità e qualche indovinata scena surreale, si dimostra che spesso non abbiamo occhi per vedere le cose. E che nella vita non è importante segnare il calcio di rigore ma tirarlo.
 Onesta la regia di Massimiliano Bruno (qui anche attore, e già autore di “Nessuno mi può giudicare” e “Viva l’Italia”), una spanna su Giallini che in fondo fa stesso. Una curiosità del film: ci crederemmo se ci dicessero che Antonio Cassano (il calciatore) ha letto il romanzo “Guerra e pace”?