Ma l’imbroglio non sono solo i fondi europei

Venerdì 7 novembre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Roba da illusionisti. Quelli che ti fanno sparire le cose sotto gli occhi: così con i fondi europei. E non solo per quei tre miliardi che si scopre essere stati scippati al Sud per finanziare gli sgravi ai neoassunti. Il Sud che ancòra una volta assiste il Nord tanto quanto è accusato di essere assistito. Perché quelle assunzioni saranno fatte (se saranno fatte) soprattutto al Nord. Ma come, ma no, cosa dite?
 Al Sud la percentuale di industrializzazione è stata nel 2013 di 37,4 addetti ogni mille abitanti, al Centro Nord di 93,9. Quindi se le industrie sono soprattutto lì, lì assumeranno, non essendo stato inventato il sistema per assumere dove non c’è chi assuma. Obiezione: se non avete industrie è anche colpa vostra, visto quanti soldi vi abbiamo dato. La solita storia dei quanti soldi vi abbiamo dato, sembra Salvini prima che si convertisse da (presunto) meridionalista, lui che fino a poco fa diceva che i napoletani puzzano.
 Questi soldi sarebbero gli incentivi, anzi sono. Sempre contestati dal Sud più intelligente, il quale preferisce i treni (per tutti) agli incentivi (per alcuni), come questo giornale va predicando da tempo. Ma tant’è. Il fatto è che anche gli incentivi un illusionista ce li ha fatti sparire sotto gli occhi. Confronto fra il periodo 2007-2009 e il periodo 2010-2012: media annuale delle agevolazioni alle imprese meridionali passata da 2,6 a 1,2 miliardi, diminuzione 52 per cento. Media annuale delle agevolazioni al Centro Nord, da 3 miliardi a 2,8, diminuzione 5,2 per cento.
 Il Sud assiste il Nord, capitolo secondo. Anzitutto perché scopri che già prima del taglio gli incentivi andavano più a chi sta meglio che a chi sta peggio. Poi, visto che il delitto era stato commesso, tanto valeva farlo perfetto. Piccolo particolare: gli incentivi alle aziende del Nord sono pagati anche con le tasse del Sud. Quindi grazie al governo che ne avrebbe a cuore le sorti, il Sud finanzia il divario a suo danno e a favore del Nord. Se il medesimo governo non voleva più gli incentivi, non li tagliava solo al suo prediletto Sud. Elementare, Watson.
 Ma i fondi europei? Ah, ecco. Anzitutto il taglio del 50 per cento del cofinanziamento statale. E solo al Sud, non al Nord. Quando si fanno i progetti (strade, ospedali, ferrovie), l’Europa finanzia solo la metà, il resto devono metterlo Stato, Regioni e privati. Se lo Stato dimezza il suo apporto, è come dire che le Regioni da sole non ce la faranno a usare i fondi. Tranne poi accusarle di non saperli usare. Anzi vi togliamo parte del cofinanziamento proprio perché non sapete usarli, così imparate. Ma insomma, non sappiamo usarli o non possiamo usarli? Più che roba da illusionisti, un giochino da bambini scemi.
 E poi, li dovete usare per cose serie, non un po’ ciascuno per non scontentare nessuno e scontentare tutti. Anzi vi togliamo parte del nostro cofinanziamento futuro proprio perché usiate al più presto e meglio quelli che non avete usato finora. La Puglia, che è la più virtuosa di tutte, ha speso il 59,6 per cento della sua quota per lo sviluppo regionale, ma ha ancòra 1,8 miliardi da impiegare entro il 2015. Ha evitato parte della tagliola, anche se Vendola ha un diavolo per capello. Il peggio riguarda Sicilia, Calabria e Campania.
 Però dovete usarli meglio, altro che feste patronali e sagre del salsicciotto più per avere voti che per creare lavoro. (Senza farlo sapere in giro: il 75 per cento dei progetti al di sotto dei 5 mila euro, cioè a pioggia, è finanziato al Centro Nord, con la Lombardia in testa. Ma non divaghiamo). Dovete spenderli meglio. Piccolo particolare: chi dà ogni sette anni all’Europa l’elenco dei possibili usi? Le Regioni? No, il governo. Tanto che, quando ministro fu Trigilia, ridusse questo elenco a una cinquantina, pochi grandi lavori e riguardanti varie regioni insieme (se no può capitare un Molise che ti blocca il raddoppio del binario Termoli-Lesina).
 Bene, era proprio ciò che ci voleva per finirla con la storia degli sprechi, tanti più fondi tanta minore crescita. Colpo di scena, che ti fa il governo Renzi? Ti riporta quell’elenco a 334 possibili modi di spesa per il 2014-2020, tranne poi accusare il Sud di disperdere la spesa. Non puoi lamentarti di ciò che succederà dopo aver fatto di tutto perché succeda. Anche questa sembra roba da asilo infantile, se non si sospettasse che il governo abbia le idee chiare perché siano le Regioni a non chiarirsele.
 La soluzione del giallo non è poi neanche tanto a sorpresa. Lasciamo tutto come sta. Il governo potrà accusare le Regioni (del Sud anzitutto, ovvio) di essere l’assassino. Così distoglie l’attenzione e usa come un bancomat i fondi europei ogni volta che non sa dove prendere i soldi che con l’Europa non c’entrano nulla. Sottraendoli al Sud ma dandogliene la colpa. Più che un romanzo criminale, è una operetta da due soldi.