Più maleducati più alla moda

Sabato 8 novembre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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La versione più aggiornata è il cafone tecnologico. Quello che parla a voce alta al cellulare e ci fa sapere dove se la farà stasera. Quello che risponde alla chiamata anche se dice agli amici, permettete? (ma in genere non lo dice). Quello con gli occhi sul display anche a tavola (dove gli altri fanno lo stesso). Quello che ogni volta ti fa una foto, anzi mette la sua testa a fianco alla tua per un selfie che poi diffonde su Facebook e gli scrivono “mi piace”. Quello che schizza da una parte all’altra perché il cellulare non prende. Quello che al tavolo della conferenza se ne frega di ciò che dicono gli altri (che se ne sono fregati di ciò che ha detto  lui) e giochicchia con l’iPhone. Quello che legge una cosa on line e te le deve sùbito dire per fare il bello che la sa per primo. Quello che manda mail rompiscatole.
 IL BOCCONE IN BOCCA Nell’Italia che dà sempre il peggio di se stessa, non siamo solo precipitati al 134mo posto (su 142 Paesi) nella classifica del pessimismo (non tenendo conto che lo spermatozoo ci poteva far nascere nel Burkina Faso e che divertimento). Ci siamo anche accasciati nel “tanto non me ne importa più niente”, abbiamo più un ghigno che un volto. E se andiamo a consultare la Debrett’s, l’istituzione inglese che dal 1900 la controlla, vediamo che la buona educazione sta a noi come lo stile e la grazia alla onorevole Picierno, quella che apre bocca solo per dimostrare che c’è sempre qualcuno che fa più pena di noi.
 Tanto per cominciare c’è la buona educazione che i figli dovrebbero insegnare ai padri. Come ha fatto, piangendone e chiedendone scusa, quel piccolo calciatore nel Leccese il cui padre giorni fa ha invaso il campo per picchiare l’arbitro. Ma c’è anche la buona educazione che un tempo i padri insegnavano ai figli che ora non possono impararla più perché i padri non osano dargliela per non essere considerati padri. Salutare per primi le persone più grandi, dicendo buongiorno e buonasera e non salve. Sul bus cedere il posto agli anziani anche se ti guardano storto perché oggi pure con la buona educazione bisogna andare cauti. Cedere il posto anche alle donne incinte, se ce ne sono ancòra. La donna farla entrare per prima, e tenerla a destra se non ti fulmina ironica facendoti sentire una merdicchia, guarda questo che fa il galante.
 Poi tutto il capitolo alimentare. Non parlare col boccone in bocca. Non mangiare con le mani, neanche la pizza e il panzerotto anche se ti viene il trauma perché tutti gli altri li mangiano con le mani. Non fare tintinnare i piatti come se fossero una batteria rock. Non fare il risucchio quando si beve e nemmeno col brodo. Non fare rigurgiti, divieto assoluto di rutti anche se tutti ridono e dicono, stai bene. Non mangiare in strada, neanche la focaccia alla barese che si mangia calda calda dal forno e il pomodoro cade perché se no non vale. Non lasciare avanzi di pop corn sul sedile del cinema.
 BAMBINI E CANI Il capitolo che schifo. Non mettere il mignolo con l’unghia lunga nell’orecchio e non scannerizzare l’estratto. Non mettere le dita nel naso scavando la narice. Mettere la mano davanti quando si starnuta dicendo scusate anche se non c’è nessuno, per allenamento. Non pulirsi il sudore con la manica del maglione. Non grattarsi davanti o di dietro anche se lo slip si attacca. Non arrotolarsi i peli sul petto. Non alzare l’ascella soprattutto d’estate (rimandiamo all’estate l’orrore delle avvertenze estive).
 Il capitolo del “ci sono anche gli altri”. Chiedere sempre se il fumo disturba e se disturba significa che disturba non chi se frega, ho fatto il dovere a chiederlo. Chiedere se disturba il cane e non rispondere che è buono e non fa niente perché ci mancherebbe che facesse qualcosa ed è brutto come il padrone. Chiedere se disturbano i bambini che non sono bambini ma assassini. Negli uffici senza pareti (open space) non gridare come al mercato e non aprire la finestra perché viene lo spiffero anche se non si respira e la gente non si lava. Non lasciate sulla scrivania più vicina il bicchierino del caffè della macchinetta. Al bagno tirare lo sciacquone specie se la pipì è gialla. La cerniera tiratela su prima di uscire. Le donne che vanno sempre a due a due in bagno facciano sùbito perché fuori gli altri si stringono e battono i piedi.
 Il commediografo russo Checov diceva che i troppo educati diventano tutti cretini. Non aggiunse cosa possa diventare un Paese poco educato.