< Signori , in camera >. Ieri le case chiuse oggi escort e baby squillo

Mercoledì 19 novembre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Perché proprio questo libro, professor Simonetti? Un libro intitolato “Cose di case…chiuse”, cioè, in poche parole, un libro sui casini? Insomma sulla prostituzione? E con un titolo fra l’altro ammiccante? L’interrogativo non è tanto morboso quanto incuriosito, chiedendoci cosa di nuovo ci sia da scrivere sul mestiere più vecchio del mondo. E come mai se ne occupi il buon Nicola, uno che non parla di nulla che non conosca direttamente. E in questo caso con una coautrice come Mimma Sangiorgi, che poi è la moglie (pagine 171, Adda editore, 15 euro).
 Il fatto è che Nicola non è la controfigura di se stesso, ma al tempo fu medico di fiducia privato dei vari casini di Bari. E con le ragazze che facevano, come si diceva, le quindicine, era non solo medico, ma psicologo, confidente, amico. Tanto che gli telefonavano anche a casa, dove potevano parlare di se stesse pure con Mimma, “fra donne”. Anzi parlavano in tre. Chi conosce il prof. Simonetti considera del tutto inutile che egli ora precisi che il rapporto non andava mai al di là del professionale e umano.
 Ma c’è di più. Insieme i coniugi Simonetti aiutarono alcune di loro che lo chiesero a uscire dal giro. Tre si sono sposate e ora sono, precisano, “moglie e madri esemplari” (ne sono stati testimoni di nozze e, per due figli, padrini al battesimo). Una si è fatta suora ed è in missione in Africa. Un’altra, operaia in fabbrica, è stata impegnata nel sindacalismo e in politica. Due si sono laureate. Nicola Simonetti è stato Nicola Simonetti prima che don Mazzi diventasse don Mazzi.
 Ovvio che il libro sia una miniera di cose sulle case chiuse. Di racconti e aneddoti per chi ne ha voglia. Ma non un manuale di tecnica amorosa, uno dei “saper come” in voga nella editoria pronta all’uso di questo tempo veloce e sommario. E’ piuttosto un tentativo di capire e far capire meglio l’amore fisico, essendo l’atto sessuale parte integrante del concetto di salute. E anche per questo un libro da divulgare nelle scuole, affinché l’educazione sessuale non continui a essere ineducazione sessuale. E’ ciò che nella sua prefazione raccomanda uno scienziato come Umberto Veronesi, della famiglia Simonetti sodale da sempre.
 Ma poi, questa prostituzione. Diciamoci la verità: forse solo ora che il suo giro d’affari miliardario annuo (in euro) entra a far parte del calcolo della ricchezza nazionale (il famoso Pil, prodotto interno lordo), ci rendiamo conto dell’affare che è. Un affare purtroppo in gran parte nelle mani della malavita. Con nove milioni (nove milioni) di clienti italiani che lo alimentano. E un brutale sfruttamento soprattutto delle immigrate che pagano con la perdita della dignità e spesso della vita il viaggio della speranza per una vita migliore.
 Il libro ne è un puntuale specchio. Ed è tutto ciò che alimenta il dibattito (neanche poi tanto alimentato) su cosa fare. Se punire i clienti, appunto, progetto leggermente ambizioso visto che diventerebbe il reato più diffuso della storia nazionale. Se punire lo sfruttamento, se in Italia si riuscisse a punire qualcosa. Oppure la madre di tutte le proposte: riaprire le case chiuse. Chiuse da quel 1959, quando la legge della senatrice socialista Merlin divenne la legge nazionale più conosciuta e discussa. Chiudendo non solo le case ma una stagione.
 Una stagione che chi la visse ricorda, bisogna dirlo, come si ricorda la giovinezza: un sorriso e un rimpianto. “Signori, in camera!”. Fu una iniziazione per una generazione. Ne sono raccontate nel libro, che non è né tapino né codino. Ma quella chiusura continua a essere la scelta giusta oltre mezzo secolo dopo? Con le proposte di legge, o i tentativi di referendum, più per togliere la prostituzione dalle strade benpensanti che per rispettare le donne sofferenti. E per liberare le donne non solo dallo sfruttamento ma da uno strumento di potere maschile che ora si esprime anche nell’ecatombe del femminicidio, gli ammazzamenti quotidiani. Tra baby squillo, escort e vere e proprie schiave.
 Nicola&Mimma non si esprimono in proposito, danno roba per esprimersi. Ricordando però che anche chi parla di Merlin non ricorda che tre articoli mai applicati hanno fatto di quella legge un’altra legge, più punitiva e meno solidale. E però, i lettori di questo giornale che conoscono la scrittura di Nicola e la sua laicità di fronte anche a tante equivoche sacralità, non rimarranno delusi neanche di fronte a questo argomento. Non per niente è citata una famosa frase del solforico Indro Montanelli, secondo il quale le case chiuse erano”le uniche istituzioni italiane in cui la tecnica veniva rispettata e la competenza riconosciuta”. Tutto il contrario dell’Italia di oggi.
 Il libro è così anche un viaggio nella storia della prostituzione, dalle palafitte in poi. Una “infamia originaria”. Un viaggio nelle regole scritte e non scritte dei vari Paesi. Un viaggio nel cinema, nella musica, nella letteratura che se ne sono occupate. Ma anche in tutto ciò che un professionista della medicina di tal lignaggio deve far sapere. Con la stessa amorevole riconosciuta dedizione di quel vecchio (pardon) medico di fiducia dei casini. A pochi passi dai 90 (anni), Nicola&Mimma non si lasciano né l’impegno civile né il grande futuro alle spalle.