Come sopravvivere a ogni maledetta vigilia di Natale ?

Lunedì 1 dicembre 2014 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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OGNI MALEDETTO NATALE – di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo. Interpreti: Alessandro Cattelan, Alessandra Mastronardi, Corrado Guzzanti, Marco Giallini, Laura Morante, Valerio Mastrandrea, Francesco Pannofino, Stefano Fresi. Commedia, Italia, 2014. Durata: 1h 33 minuti.
 
Ecco il film per tutti coloro che considerano il Natale un sequestro di persona o un ricatto personale. Perché “Ogni maledetto Natale” la storia è sempre la stessa, tra mangiate devastanti, noie mortali, giochi imbecilli, pericolosissimi ricongiungimenti familiari. Il momento più spaventoso dell’anno. Come sperimentano Massimo (Alessandro Cattelan) e Giulia (Alessandra Mastronardi), che si incontrano casualmente quando lui è derubato da un Babbo Natale e parte il colpo di fulmine.
 Ma si è alla vigilia della Vigilia: dove passarla? Lei invita un molto riluttante lui a casa (anzi casale) dei suoi nella agreste viterbese Tuscia. Dove l’ambiente parentale è, più che contadino alla buona, pressoché trogloditico e il più civile non sarebbe mai accettato da nessun locale pubblico neanche malfamato. Lui ne è talmente sopraffatto da finire per litigare con lei imbarazzata e non meno allucinata. La coppia scoppia.
 Ma il giorno dopo è il 25, altro micidiale appuntamento. Che questa volta si sposta dalle stalle alle stelle, un ambiente del tutto opposto: la casa (anzi reggia) di lui. Che si scopre essere rampollo di agiata famiglia industriale tutta formalismi ed etichetta ma più preoccupata di controllare i bilanci dell’azienda che di santificare la festa. Lei ci va per riconciliarsi, ma finisce nel vortice delle ipocrisie, degli egoismi e delle nevrosi dei ricchi. Con conseguente nuova incompatibilità. Ma chissà che l’amore non resista anche al Natale.
 Comicità grottesca, demenziale e surreale del trio registico già esibitosi in “Boris”, un tocco diverso dalla tradizionale commedia all’italiana. Anche pretenzioso, come in questo caso, fragile nella sceneggiatura per quanto indovinato nello spunto e, diciamo, coraggioso, visti i gusti dei tempi. Gli attori danno il peggio di se stessi, interpretando sia la prima che la seconda parte, fra gag e trovate qua e là divertenti.
 Insomma questo film non è un cinepanettone, anche se il panettone c’entra. Il problema vero è un altro: come sopravvivere a ogni maledetto Natale?