Se i tedeschi diventano< terroni ’ndernescional >

Mercoledì 17 dicembre 2014 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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La tecnica è sempre la stessa, per far diventare meridionale qualcuno. Meridionale, nel senso di arretrato anche se non lo era. Ci è riuscita l’Unità d’Italia con il Sud. Ma meno nota è la storia di un altro successo del genere dei Savoia: quello sulla Sardegna. Che da essere una terra ricca e “feracissima”, la seconda isola del Mediterraneo, fu ridotta alla povertà da quando finì sotto le grinfie del Piemonte. Correva l’anno 1720. Fino al punto che, completata l’opera, del Regno di Piemonte e Sardegna, quale era, si parlò solo come Regno di Piemonte. Con un altro passaggio tipico del sistema conosciuto poi dal Regno delle Due Sicilie: farti perdere, col nome, l’identità quanto la dignità. Cancellarti.
 Che ne parli Pino Aprile, è scontato. E’ stato infatti il giornalista-scrittore pugliese a divulgare la storia dalla parte dei vinti che nessun vincitore aveva mai raccontato, col suo fortunato best seller “Terroni” (cui sono seguite altre tre uscite in tema, sia per completare l’opera di conoscenza sia per completare la denuncia). Ma non solo la Sardegna. Si può far diventare meridionale qualcuno anche nel resto d’Europa. Esempio la Germania anzitutto col suo Est, visto quanto colà avvenuto dopo la riunificazione con l’Ovest. Si possono creare insomma i “Terroni ‘ndernescional”, i terroni internazionali detto alla terrona, titolo del nuovo libro di Aprile appena uscito (Piemme, pag.251, euro 16,50).
 Una evoluzione della specie. Nel senso che il meccanismo di sottomissione e spoliazione è talmente collaudato che se ne sta accorgendo tutta la sponda del Mediterraneo al cospetto della sponda nordista del continente in una Unione che è piuttosto Disunione. La Grecia, anzitutto. E il Portogallo. Ma la stessa Italia al cospetto dei diktat di una Merkel, la cancelliera che spesso si muove come se stesse alla testa di quello che qualcuno definisce sinistramente Quarto Reich. E per l’Italia una beffa della storia, sibila Aprile, visto che ora è trattata come essa trattò il Sud quando Italia divenne.
 La menzogna può arrivare fino alla sofisticazione. Fino al punto che, dopo aver creato la “Questione sarda” (come poi fece con la “Questione meridionale”), il Piemonte depurava ogni dato economico o sociale che lo riguardava dei dati molto peggiori da esso stesso creati in Sardegna. Presentandosi con un livello di sviluppo che non aveva, anche perché aveva fatto di tutto per cancellarlo nell’isola. E studi alla mano, Aprile dimostra come i Savoia ebbero in Sardegna le stesse colpe che poi attribuirono ai Borbone: a cominciare dalla mancanza di libertà, dalle carceri e dalle forche, loro che con la coscienza sporca proclamavano di scendere al Sud per liberarne i meridionali. Si vide quali tecniche molto poco liberali furono adottate contro i cosiddetti briganti, a cominciare dalle fucilazioni.
 La Sardegna subì tali rapine che ancòra nel 1950 era la regione meno coltivata e più disboscata d’Italia. Fino alla guerra alla sua lingua e alle sue tradizioni (la cancellazione). Eppure non c’erano stati i Borbone. E oggi la Sardegna è l’unica regione italiana senza un’autostrada, al di là degli splendori veri o presunti di una Costa Smeralda colonizzata a sua volta da stranieri. Ha industrie chiuse. E se si vuole parlare anche per l’isola di responsabilità esclusive delle sue classi dirigenti, ebbene queste furono sabaude prima e italiane dopo.
 Quanto alla Germania, la disinformazione ha diffuso l’informazione secondo cui l’ex Germania Est è ormai più o meno nelle condizioni dell’Ovest. Quindi benedetta riunificazione. Anche di questo, Aprile fa giustizia, e neanche sommaria. Il divario dei tedeschi orientali non è diverso da quello fra Nord e Sud d’Italia, pur essendo stati prima i più ricchi fra i Paesi comunisti. E pur avendovi l’Ovest devoluto risorse almeno venti volte superiori a quelle della Cassa del Mezzogiorno. Ma a nulla serve, se serve a farti diventare consumatore e non produttore, se serve a farti diventare assistito tranne poi incolpartene. Se serve a farti addirittura rimpiangere il Muro e a farti diventare terrone. In questo caso terrone ‘ndernescional.
 La conclusione è che così un popolo si arricchisce a danno di un altro. Certo, per arrivare ai giorni nostri, l’Italia sta facendo di tutto per mettersi dalla parte del torto, fra debito pubblico e corruzione. Ma come il suo peccato nei confronti del Sud è un peccato originale, così ora ne soffre nei confronti del Nord. Beffa della storia. A dimostrazione, ripete opportunamente Aprile, che si può essere sempre ridotti a sudisti di qualcuno. Un giorno Napoli. Un altro Roma. Un altro ancòra Atene. E Lisbona. Infine la Berlino riunificata mai ridiventata capitale.