La mala-Italia dei furbacchioni

Sabato 10 gennaio 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Arrabbiatura d’inizio anno (ammazzamatite di Parigi a parte). Per favore fateci sapere chi potrà ancòra rispettare la già pochissimo rispettata legge in Italia. Un Paese in cui il governo (il governo) dice che se evadete le tasse non oltre il 3 per cento non andate più in galera, se mai qualcuno ci è andato. Ve la sbrigate col raddoppio della sanzione amministrativa, se mai ha terrorizzato qualcuno. Col doppio della spesa da parte dello Stato per incassarla. E magari un biglietto di scuse. Giustamente si è scritto che è come entrare in banca e dire, in alto le mani, datemi il 3 per cento di quanto è in cassa tanto non è una rapina. E poi, una cosa è il panettiere che su mille euro ne evaderà 30, altra il finanziere che su 10 milioni ne evaderà 300 mila.
 EVASIONE LEGALIZZATA Ovvio quindi che la norma farà piacere agli evasori. E ovvio che la presente filippica c’entri poco col fatto che potrebbe essere stata partorita per riabilitare il condannato Berlusconi e farlo ricandidare (norma messa e ritirata dal premier Renzi, tanto mettendola ha fatto piacere a Berlusconi, togliendola ha fatto piacere agli anti Berlusconi, e poi si chiedono perché è odiata la politica).
 In questo Paese diversamente civile, del resto, non si fa da secoli la riforma della giustizia perché conviene a tutti (o quasi) che ci sia ingiustizia. A cominciare dalla prescrizione. Che grazie a un buon avvocato azzeccagarbugli e a qualche puntuale errore di notifica da parte del tribunale, si fa scattare a comando e chi si è visto, si è visto. E a seguire gli indulti vari perché le galere sono sovraffollate, non costruendosene altre più per continuare con gli indulti che perché manchino i soldi. Tranne poi indignarsi per le condizioni (orribili) dei reclusi che ne escono peggio di come sono entrati.
 Ma questo è un Paese cattolico. E a causa del cattolicesimo, diceva Machiavelli, siamo diventati senza religione e cattivi. Paese che sfrutta il perdono come password per qualsiasi malefatta, tanto poi bastano tre pater-ave-gloria. Per ricominciare fino al prossimo pentimento. E assoluzioni come chiavi elettroniche che aprono tutto, a cominciare dalle porte del paradiso. Col miracolo di trasformare l’illecito in lecito, il reato in “non costituisce reato”, il fatto in “il fatto non sussiste”.
 Ecco così i vigili urbani di Roma ammalarsi di capodannite, non da meno di autisti Amtab di Bari, o di spazzini (pardon, operatori ecologici) di Napoli. Ovviamente una congiura mediatica, cioè di giornali e tv, anzi sono pronti allo sciopero generale con Cgil-Cil-Uil che, non sapendo cosa difendere, la difendono. Mentre la ministra Madia fra un panettone e una estetista proclama che ci saranno severissime sanzioni, facendo tremare più la decenza che gli interessati. E Castel del Monte è chiuso per “avverse condizioni meteo”, compreso il sole freddo.
 LADRI E CIALTRONI E intanto a Bergamo, squadra di calcio dell’Atalanta, rientra fra i ranghi quel tal Andrea Masiello accusato di essersi venduto una fetta non di panettone ma di campionato del Bari. Pentito quanto bastato a scontare molto meno del minimo sindacale e a riprendere a giocare. Mentre il Bari boccheggia ancòra. E i tifosi vogliono chiedergli i danni perché devono digerirsi la serie B dopo aver essersi abbonati in quasi 15 mila allo stadio convinti di essere di A. E litigando con quello stesso Sciaudone che l’anno scorso era il mito che con un po’ di Facebook e un po’ di sceneggiate Internet quasi ce lo portava il Bari in A.
 Roba da outlet, scusate, di fronte all’esemplare professionismo dei ladri di Tangentopoli, Expo15, Mose di Venezia, Mafia Capitale. Di fronte a quelli delle Regioni che con i soldi nostri si sono comprati i vibratori a luci rosse, le mazze da baseball, le mutande verdi per essere della Lega Nord anche in quel punto lì. Roba da saldi di outlet di fronte agli scandali del Monte dei Paschi di Siena, della Banca Carige di Genova, della Parmalat. Tutta gente che si è fatta il conto costi-benefici, rubo tanto, mi condannano (?) a tanto, esco e me la godo.
 E però, lasciatecelo dire, il campionissimo dell’Italia diversamente civile, dell’Italia di cuore e perdonista, dell’Italia delle prescrizioni e degli indulti, dell’Italia del 3 per cento di furto legalizzato è quel soggetto che ha costruito il viadotto fra Agrigento e Palermo: crollato dopo appena una settimana. Rispetto a tutto il resto, quella è davvero un’opera d’arte.