La tenacia dello scienziato è il vero < tutto >

Lunedì 19 gennaio 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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LA TEORIA DEL TUTTO – di James Marsh. Interpreti: Eddie Redmayne, Felicity Jones, Charlie Cox. Biografico, Gran Bretagna, 2014. Durata: 2h 3 minuti.
 
Quale l’origine dell’Universo? Creazione di un Dio o Big bang della scienza? Mettendo insieme roba difficile come la fisica quantistica, la legge della relatività (Einstein), i buchi neri e altro, si dovrebbe avere “La teoria del tutto” in grado di spiegarla. O di avvicinarci alla spiegazione, dato che dell’affascinante mistero dell’Universo, cioè della vita di tutti noi, non conosciamo più del dieci per cento.
 Ma se lo conosciamo, è anche grazie al genio dell’inglese Stephen Hawking, il maggior astrofisico vivente (ha 73 anni), per trent’anni professore a Cambridge. Purtroppo conosciuto, oltre che per i suoi studi che ne hanno fatto una star internazionale, per la sua tremenda malattia neurodegenerativa. Per la quale gli davano due anni di vita. Ma alla quale è sopravvissuto, benché da giovanissimo lo costringa all’immobilità su una sedia a rotelle e a parlare solo attraverso la voce metallica di un computer.
 La sua straordinaria storia è questo film, fra quelli che hanno avuto più candidature all’Oscar, ed è prevedibile che ne prenderà. Anzi la struggente storia della tenacia di un uomo eccezionale ma soprattutto di un amore senza il quale forse mai sarebbe diventato quello che è stato. L’amore della compagna di università Jane, conosciuta poco prima del suo male, rimasta con lui a sostenerlo e accudirlo come solo le donne sanno. Con l’aggiunta di tre figli nonostante tutto. Fino all’ingresso in scena di un musicista e al suo implicito consenso a liberare lei dal logorante sacrificio dopo un quarto di secolo.
 Commozione e lacrime quanto ammirazione per i protagonisti. Cui l’eccellente Eddie Redmayne dona sofferenza, sguardi perduti e malinconici ma anche ironia che gli hanno già guadagnato il Golden Globe, premio per il miglior attore della stampa americana specializzata. Ma non da meno l’intensissima Felicity Jones, dagli occhi d’amore e di una forza sconosciuta. Col rischio del melodrammatico non sempre evitato dal regista James Cox, ex autore di documentari (e già Oscar per questo) ma che comunque tiene inchiodata la sala per due ore, ed è quanto in fondo conta.
 Tratto dal libro “Verso l’infinito” (Piemme) scritto dall’ex moglie, pare che il film sia stato da lui approvato. Ma il cui limite è più l’agiografia che il viaggio nelle stelle per capirne di più. E’ però tale la calamita dei buoni perduti sentimenti, è tale il suo universo morale, che le stelle possono attendere.