Attenti al nome da mettere al figlio

Domenica 25 gennaio 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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IL NOME DEL FIGLIO – di Francesca Archibugi. Interpreti: Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Valeria Golino, Michaela Ramazzotti, Rocco Papaleo. Commedia, Italia, 2015. Durata: 1h 29 minuti.
 
Ritratto di costume italiano in un interno. Dove si ritrovano una sera quattro familiari e un vecchio amico di famiglia. Combinati fra loro in modo tale che, appena parla uno, si inalberano gli altri. E attraverso tipi e contro-tipi si capisce anche il Paese.
 Alessandro Gassman è un immobiliarista cialtrone, burlone, tanto col pelo sullo stomaco quanto ovviamente col Suv e il Rolex. Anche un po’ di centro-destra. Sicché, quando annuncia il nome che vuole dare al figlio nascituro, scatena soprattutto il cognato Lo Cascio, professore universitario, intellettuale di sinistra, frustrato e afflitto da complesso di superiorità, con una casa tanto arruffata quanto radical chic ma soprattutto piena di libri. La moglie è Valeria Golino, due figli, sfiancata e sfiorita, insegnante di scuola media dove trova clandestini fuochi preclusi dall’astinenza sessuale del marito. La cognata Michaela Ramazzotti, coatta e stralunata scrittrice di romanzi erotici tanto bruttarelli e semicopiati quanto vendutissimi (contrariamente a quelli del cognato che non se li fila nessuno). E Rocco Papaleo, musicista, amico di tutti da sempre, un po’ confessore un po’ preso in giro da tutti e da tutti considerato troppo dolce per non essere gay.
 Così la cena si trasforma in un festival di incomprensioni, rancori, incompatibilità, scontri, cinismi quanto in fondo di affetti delusi da brava gente che vorrebbe e potrebbe godersela ma non ci riesce. Insomma la sintesi di una società che sembra aver smarrito le pur buone ragioni per stare insieme. E che si aggroviglia su sé stessa senza sapere come e perché. Non siamo più come prima: prima non c’è più.
 Chi pensa a un film deprimente si sbaglia. Ché invece film delizioso è, un quadro godibilissimo e divertente per quanto possa sembrare una disperante sconfitta della ragione e del buon senso. Ovvio che lo spettatore vi si ritrovi. E ovvio che ciascuno degli indovinatissimi protagonisti (in particolare Gassman e la ineffabile Ramazzotti) è ciascuno di noi.
 Tratto dalla commedia francese “Le prénom” (poi film “Cena fra amici”), la regista Francesca Archibugi ne ha tanto movimentato l’impianto teatrale da ricavarne una specie di thriller emotivo e psicologico, con continui colpi di scena e qualche eccesso di flashback. Sulla scia di “Carnage” di Polanski, più uno strepitoso Lucio Dalla. Conclusione? Basta prendere qualcosa dalla vita reale di ogni giorno senza necessità di una trama e senza finale (Cecov dixit). Ecco qui, detto e fatto.