Indovina chi viene sull’altare?

Mercoledė 18 febbraio 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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NON SPOSATE LE MIE FIGLIE! – di Philippe de Chauveron. Interpreti: Christian Clavier, Chantal Lauby e tanti altri. Commedia, Francia, 2014. Durata: 1h 34 minuti.
 
Oltre che il titolo, conta il sottotitolo: “4 matrimoni, 2 facce da funerale”. O il titolo francese che si traduce così: “Cosa abbiamo fatto al buon Dio” per meritarci tutto questo? Laddove il tutto questo è avere tre fichissime figlie e vederle sposate a un ebreo, a un musulmano, a un cinese. Tutti francesi acquisiti ma francesi per modo di dire: è la globalizzazione, bellezza. E che, soprattutto, c’entrano come frigoriferi al Polo Nord con le aspettative dei signori Verneuil: borghesi, tradizionalisti, cattolici, molto cattolici. Con lui perdipiù gollista, sottilmente razzista ed elastico come un caporale di giornata.
 Perché è chiaro che con quei tipi lì è una guerra continua di abitudini, di modi di fare, di parlare, addirittura di mangiare tanto quanto è una guerra continua dei tre fra loro. Pensa che a Natale (che non è Natale per tutti tre) la mamma deve comprare tre tacchini cotti nei tre modi diversi dei generi.
 Meno male che c’è una quarta figlia rimasta finora indenne dalla contaminazione. E sulla quale i due benpensanti genitori ripongono il loro desiderio di rivalsa verso la società multietnica che li ha condannati a una punizione così severa. Finché arriva anche questo annuncio di matrimonio: con Charles. Della Costa d’Avorio. Cioè negro. Il che innesta un finale turbolento e a sorpresa.
 Che spasso questo film, uno strepitoso susseguirsi di gag, battutacce, gaffe, incompatibilità, situazioni fra il comico e il grottesco. Senza mai cattiveria, anzi con intelligenza. E con l’humour che serve per capire se stessi e affrontare con meno tensione il problema dell’integrazione. Che quanto tragico possa essere lo abbiamo visto con la strage di Parigi. Avvenuta quando il film era già uscito, quasi una premonizione. Anzi una beffa del caso ha voluto che uno fra i protagonisti si chiami Coulibaly come l’autore del sanguinoso assalto al supermercato ebraico.
 E’ stato il film più visto in Francia nel 2014, sesto incasso di sempre per quel Paese (150 milioni di euro). Grazie al suo garbo nell’affrontare un tema così delicato e alla capacità di ridere di se stessi. Grazie alle interpretazioni, a cominciare da quelle dei due irresistibili coniugi sessantenni (Clavier e la Lauby). Nonostante un pizzico di ovvietà e di vogliamoci tutti bene, in fin dei conti. Anche se è politicamente molto scorretto un ultimo ringhio: meno male che non c’è una quinta figlia, altrimenti sarebbe finita a un rom.