Pochi figli molto onore

Sabato 28 febbraio 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Chissà cosa ne avrà detto il papa. Quello del Discorso del Coniglio: non fate più di tre figli se non potete sfamarli. Poi compare al Festival di Sanremo la famiglia Anania, la più numerosa d’Italia. Non una famiglia ma una squadra di calcio: due genitori e 16 figli. Siccome i due si sono sposati nel 1993, e siccome i ragazzi hanno dai 19 mesi ai 20 anni, per la Legge della Conseguenza la signora è stata sempre incinta. E siccome i due produttori di forze fresche per la patria hanno attualmente 46 anni lui e 42 lei, e siccome sono stati fidanzati otto anni (senza sesso, assicurano) per la medesima Legge della Conseguenza si sarebbero messi insieme a 12 anni lei e 16 lui: due anticipatari.
 CULLE VUOTE I 16 figli si chiamano: Marta, Priscilla, Luca, Maria, Giacomo, Lucia, Felicita, Giuditta, Elia, Beatrice, Benedetto, Giovanni, Salvatore, Bruno, Domitilla, Paola. Nove femmine, sette maschi. Uno stress anche trovargli i nomi. E alla domanda scontata: scusi, ma come fate ad andare avanti?, la risposta è stata che c’è la Provvidenza. Va bene, ma come si mette quando arriva la fine del mese? Sempre la Provvidenza, più i 3500 euro di stipendio di lui. Che è vero che fa l’equivalente del vecchio bidello (dopo anni di precariato) all’Accademia delle belle arti di Catanzaro, ma arrotonda con gli assegni familiari. Lei ovviamente casalinga, immaginando un po’ daffare quotidiano se calcoliamo solo, diciamo, colazione, pranzo e cena, non ne parliamo delle mutande da lavare e dell’aiuto per i compiti della scuola. Magari niente vestiti firmati per la truppa né ultimo smartphone. Ma senza il decisivo intervento dello Spirito santo, grazie anche alle giornaliere frequentazioni della parrocchia, non sarebbe questione di outlet o di vestiti sia pure rivoltati.
 Poi escono i dati sulle nascite in Italia l’anno scorso, e si scopre che mai sono state così poche dall’Unità, cioè in 153 anni: 509 mila. Al Sud addirittura per la terza volta dalla medesima fatidica Unità i morti hanno superato i nati, lo stesso Sud degli Anania. Un baby sboom. E mica perché i genitori di bambini mai nati non amino la famiglia. Ma perché la amano troppo per farne un luogo di penitenza, quand’anche la Provvidenza non fosse un monopolio della sola conigliata calabra.
 L’Italia con sempre meno culle è la stessa in cui a 30 anni non hai ancòra un lavoro e vivi a casa di mamma. E se un lavoro ce l’hai, devi indovinare se ce l’avrai fra qualche mese perché, per carità, i governi dicono che questo lavoro fisso è tanto noioso, meglio l’adrenalina di non sapere mai che fine farai. E’ la stessa Italia in cui per ottenere un mutuo il posto fisso però devi averlo, stavolta non più noioso. E’ l’Italia della mia compagna e del mio compagno, perché per dire mia moglie e mio marito devi poter staccare un minimo di assegnino e non solo per le bomboniere.
 TRINCEE DI GUERRA L’Italia è poi l’Italia in cui se ipotizzi di avere un sedicesimo dei figli degli Anania, cioè il monofiglio, la madre incosciente rischia di passare da precaria a disoccupata, anzi a sfiduciata perché ha altro da fare che cercarsi un altro lavoro. E se proprio un lavoro ce l’ha, deve tornarci al più presto spezzata di gambe perché non è che stiamo all’estero dove per due anni può fare solo la mamma. E non è che ci sia l’asilo nido pubblico pronto, anzi al Sud ce ne sono cinque volte meno che al Centro Nord perché mica il Sud è Sud per niente. E uno non ce la fa a pagarsi l’asilo nido privato con gli 80 euro di Renzi perché se ne sono già andati per le tasse. E se non c’è il pronto soccorso dei nonni, chi lo scarrozza questo pupo se tu non devi abbandonare la posizione come nelle trincee di guerra? Figurati che anche gli immigrati, quelli più indiziati di far arrabbiare il papa, ora cominciano a considerare i figli più una povertà che una ricchezza.
 Un tempo quest’Italia era più misera ma i figli li faceva perché domani sarebbe andata meglio, non peggio. Il futuro. Ora non investe neanche chi i soldi ce li ha, li manda alle Cayman o in Svizzera. Poi ti spunta il battaglione degli Anania da Catanzaro e ti chiedi se non siano degli irresponsabili. Vivono con 218 euro mensili a cranio: fate voi. Se non sono irresponsabili, certo sono più responsabili quelli che non li imitano. Perché loro sono raccomandati Lassù, per gli altri c’è la promessa della ministra Lorenzin di una campagna di “incoraggiamento demografico”. Pensa tu.