E continuano ancora a chiamarla Alta Italia

Venerd́ 20 marzo 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Ma al Sud buttano la carta per terra. Anzi evadono anche di più le tasse, dice il governatore veneto Zaia in una trasmissione televisiva. E figuriamoci se il conduttore gli chiede (e si chieda): ma come è possibile che le cifre evase siano più alte dove ci sono più poveri (al Sud) e meno alte dove ci sono più ricchi (al Nord)? Infatti al Sud è più alto il numero degli evasori (evasione di sopravvivenza, disse lo stesso ex presidente dell’Agenzia delle entrate, Befera), ma al Nord è molto più alto l’importo evaso, ciò che conta.

Così la carta per terra. Scarso senso civico, senz’altro, anche se bisognerebbe andare a vedere perché. Magari è senso cinico, come precisa il professor Cassano (ora parlamentare): reazione cinica, appunto, a tutto ciò che al Sud manca perché del Sud non importa nulla a nessuno. Ma non per fare “benaltrismo” (c’è sempre ben altro di peggio rispetto a ciò di cui si parla), però anche l’ultimo scandaluccio con tanto di scambio di appalti, di Rolex e di assunzioni con arresti annessi è avvenuto al Centro Nord, dove non si butta la carta per terra. E anche uno del Centro Nord è quell’Antonio Gozzi re dell’acciaio arrestato in Belgio per ennesima sospetta tangente e già noto al Sud per aver detto che a Taranto non c’è alcun veleno dell’Ilva che ammazza la gente.

Non è una consolazione per nessuno ricordare che da Tangentopoli in poi (Tangentopoli compresa) tutti gli scandali politico-finanziari di questo MalPaese sono avvenuti dove non buttano la carta per terra. E che è di gran lunga il Centro Nord dall’esemplare senso civico a distinguersi per i sistematici furti ovunque ci siano soldi pubblici: da Expo15 di Milano al Mose di Venezia, dal terremoto dell’Aquila alle grandi opere, passando per certi buchi della celebrata sanità lombarda che se scoperti al Sud sarebbero stati catalogati appunto come solito Sud.

Un’Italia marcia, 69ma nella classifica mondiale della moralità, preceduta in Europa solo da Bulgaria e Grecia. Ma con le condanne per corruzione precipitate in dieci anni da 1159 a 186, quelle per concussione da 555 a 56. Come se i farabutti fossero spariti. Anzi tanto meno condanne quanto più si ruba, come se non fosse più reato. Anzi visto che ci siamo, depenalizziamo anche le tangenti così risparmiamo sulle spese per la giustizia. Mentre la legge sugli appalti è stata rifatta 59 volte con 600 modifiche per consentire di continuare tranquillamente a spartirseli fra amici. E ci sono voluti gli ultimi presunti eccellenti in prima pagina per rispolverare quella legge contro la corruzione stranamente rimasta bloccata per due anni. Anzi stranamente un corno, visto quanti condannati e rinviati a giudizio e indagati e loro avvocati ci sono in parlamento. Autotutela.

Però al Sud buttano la carta per terra. Più che cattiva stampa sul Sud, interessata stampa. Nel senso di strumento di un blocco di potere tosco-padano (si diceva un tempo) che attraverso i luoghi comuni sul Sud vuol conservare il potere al Nord. Che significa, ad esempio, un Renzi il quale dice che al Sud la ripresa economica non c’è? E’ capo del governo italiano o c’è una parte d’Italia altrimenti italiana? Dovrebbe sapere ciò che ha di recente denunciato la Svimez (Associazione per lo sviluppo industriale del Sud). E cioè che lo Stato da lui rappresentato copre per il 50 per cento il fabbisogno dei Comuni del Sud e per il 300 per cento quello dei Comuni del Nord. Sei volte di più, mica un’insalata.

 Così andando le cose, sfido io che la ripresa al Sud non c’è. Le città sono i luoghi in cui oggi si produce il reddito, cioè la ricchezza o la povertà. Il solo 50 per cento del fabbisogno coperto significa meno scuole, meno asili, meno bus, meno assistenza per anziani e disabili, meno case popolari. Anche per questo la gente frustrata butta la carta per terra, non vede attorno a sé la stessa cura che le si chiede. Ma la Svimez dice (purtroppo) di più: al Sud anche più tasse locali. Perché non essendo la matematica un’opinione, se lo Stato taglia di più, devi tassare di più per fornire almeno i servizi indispensabili, ammesso che non lo siano tutti. I burocrati lo definirebbero il “combinato disposto” del sottosviluppo.

 Eppure ci sono tante capacità, tante eccellenze, tante qualità al Sud che ti chiedi cosa sarebbero se non dovessero aspettare vent’anni per avere l’allacciamento alla fogna e altrettanto per una strada. Se non avessero sindaci o amministratori spesso impresentabili ma non più di buona parte della classe dirigente italiana anche se si accusa solo loro. E’ il Sud che non si ritiene solo un divario col Nord, benché si faccia di tutto perché ci sia. E’ il Sud senza il quale anche questa ripresa economica nazionale durerà molto poco fino alla prossima crisi. Perché una quattro cilindri che funziona a due non potrà mai correre più di un triciclo.