Un figlio quasi prete

Lunedì 13 aprile 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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SE DIO VUOLE – di Edoardo Falcone. Interpreti: Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante. Commedia, Italia, 2015. Durata: 1 ora 24 minuti.

 

“Se Dio vuole” può capitare che un figlio un giorno comunichi: mi voglio fare prete. Ma come prete, con una brillante carriera medica davanti? E una ricca famiglia con attico di fronte a Castel Sant’Angelo?Al massimo avremmo sospettato che fosse gay, e ci saremmo rassegnati perché comunque è amore anche quello. Ma poi prete con un padre ateo e progressista, e una madre ex sessantottina, seppur appassita e frustrata. Sono guai che capitano nella vita.

 Ma il prof. De Luca, scostante e autoritario nonché famoso cardiochirurgo, non si arrende. Deve dissuadere il figlio. La cui folgorazione scopre essere colpa di un sacerdote da strada, di quelli seguiti da stuoli di incantati giovani. E allora si mette in azione soprattutto quando sa che la macchina del fango può dargli una mano, visto che il sopradetto equivoco sacerdote si è fatto anche il carcere e non sembra uno stinco di santo. Così comincia il duello fra il diavolo e l’acqua santa, con tanti colpi di scena e un esito non prevedibile. Proprio non prevedibile.

 Originale idea per una commedia all’italiana, finalmente poco all’italiana: niente parolacce, niente sbracamenti kafonal, niente imitazione della tv, a parte la inesorabile colata di dialetto romanesco. Merito del regista esordiente Edoardo Falcone, sceneggiatore stanco di scrivere per gli altri.

 Senonché, dopo un avvio brioso a colpi di gag, proprio la sceneggiatura tradisce le buone intenzioni, con situazioni abbastanza improbabili e superficiali, dalla madre ex sessantottina che passa dal vino alle piazze, all’altra figlia oca giuliva che si consegna alla fede (memorabile la battuta al marito che le regala un vangelo: non mi dire come va a finire la storia, se no perdo il gusto). In fondo non si capisce come lo stesso sacerdote predicatore sia tanto magnetico visto le scempiaggini che predica, né è meno labile la presa che può aver avuto sul ragazzo aspirante suo collega.

 Laddove il racconto tentenna, e il cinismo rischia di scivolare nel buonismo, lo regge la brillante prova corale dei protagonisti: dal solito strepitoso Giallini (il padre) a Gassman (il sacerdote), alla Morante (la madre) più un macchiettistico contorno familiare. Film gradevole e divertente, comunque. Se Dio vuole, questo ci fa sperare che non si debba vivere di solo (pur non disprezzabile ma ubiquo) Claudio Bisio.          

 

 

 

 

 

SE DIO VUOLE – di Edoardo Falcone. Interpreti: Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante. Commedia, Italia, 2015. Durata: 1 ora 24 minuti.

 

“Se Dio vuole” può capitare che un figlio un giorno comunichi: mi voglio fare prete. Ma come prete, con una brillante carriera medica davanti? E una ricca famiglia con attico di fronte a Castel Sant’Angelo?Al massimo avremmo sospettato che fosse gay, e ci saremmo rassegnati perché comunque è amore anche quello. Ma poi prete con un padre ateo e progressista, e una madre ex sessantottina, seppur appassita e frustrata. Sono guai che capitano nella vita.

 Ma il prof. De Luca, scostante e autoritario nonché famoso cardiochirurgo, non si arrende. Deve dissuadere il figlio. La cui folgorazione scopre essere colpa di un sacerdote da strada, di quelli seguiti da stuoli di incantati giovani. E allora si mette in azione soprattutto quando sa che la macchina del fango può dargli una mano, visto che il sopradetto equivoco sacerdote si è fatto anche il carcere e non sembra uno stinco di santo. Così comincia il duello fra il diavolo e l’acqua santa, con tanti colpi di scena e un esito non prevedibile. Proprio non prevedibile.

 Originale idea per una commedia all’italiana, finalmente poco all’italiana: niente parolacce, niente sbracamenti kafonal, niente imitazione della tv, a parte la inesorabile colata di dialetto romanesco. Merito del regista esordiente Edoardo Falcone, sceneggiatore stanco di scrivere per gli altri.

 Senonché, dopo un avvio brioso a colpi di gag, proprio la sceneggiatura tradisce le buone intenzioni, con situazioni abbastanza improbabili e superficiali, dalla madre ex sessantottina che passa dal vino alle piazze, all’altra figlia oca giuliva che si consegna alla fede (memorabile la battuta al marito che le regala un vangelo: non mi dire come va a finire la storia, se no perdo il gusto). In fondo non si capisce come lo stesso sacerdote predicatore sia tanto magnetico visto le scempiaggini che predica, né è meno labile la presa che può aver avuto sul ragazzo aspirante suo collega.

 Laddove il racconto tentenna, e il cinismo rischia di scivolare nel buonismo, lo regge la brillante prova corale dei protagonisti: dal solito strepitoso Giallini (il padre) a Gassman (il sacerdote), alla Morante (la madre) più un macchiettistico contorno familiare. Film gradevole e divertente, comunque. Se Dio vuole, questo ci fa sperare che non si debba vivere di solo (pur non disprezzabile ma ubiquo) Claudio Bisio.          

 

 

 

 

 

SE DIO VUOLE – di Edoardo Falcone. Interpreti: Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante. Commedia, Italia, 2015. Durata: 1 ora 24 minuti.

 

“Se Dio vuole” può capitare che un figlio un giorno comunichi: mi voglio fare prete. Ma come prete, con una brillante carriera medica davanti? E una ricca famiglia con attico di fronte a Castel Sant’Angelo?Al massimo avremmo sospettato che fosse gay, e ci saremmo rassegnati perché comunque è amore anche quello. Ma poi prete con un padre ateo e progressista, e una madre ex sessantottina, seppur appassita e frustrata. Sono guai che capitano nella vita.

 Ma il prof. De Luca, scostante e autoritario nonché famoso cardiochirurgo, non si arrende. Deve dissuadere il figlio. La cui folgorazione scopre essere colpa di un sacerdote da strada, di quelli seguiti da stuoli di incantati giovani. E allora si mette in azione soprattutto quando sa che la macchina del fango può dargli una mano, visto che il sopradetto equivoco sacerdote si è fatto anche il carcere e non sembra uno stinco di santo. Così comincia il duello fra il diavolo e l’acqua santa, con tanti colpi di scena e un esito non prevedibile. Proprio non prevedibile.

 Originale idea per una commedia all’italiana, finalmente poco all’italiana: niente parolacce, niente sbracamenti kafonal, niente imitazione della tv, a parte la inesorabile colata di dialetto romanesco. Merito del regista esordiente Edoardo Falcone, sceneggiatore stanco di scrivere per gli altri.

 Senonché, dopo un avvio brioso a colpi di gag, proprio la sceneggiatura tradisce le buone intenzioni, con situazioni abbastanza improbabili e superficiali, dalla madre ex sessantottina che passa dal vino alle piazze, all’altra figlia oca giuliva che si consegna alla fede (memorabile la battuta al marito che le regala un vangelo: non mi dire come va a finire la storia, se no perdo il gusto). In fondo non si capisce come lo stesso sacerdote predicatore sia tanto magnetico visto le scempiaggini che predica, né è meno labile la presa che può aver avuto sul ragazzo aspirante suo collega.

 Laddove il racconto tentenna, e il cinismo rischia di scivolare nel buonismo, lo regge la brillante prova corale dei protagonisti: dal solito strepitoso Giallini (il padre) a Gassman (il sacerdote), alla Morante (la madre) più un macchiettistico contorno familiare. Film gradevole e divertente, comunque. Se Dio vuole, questo ci fa sperare che non si debba vivere di solo (pur non disprezzabile ma ubiquo) Claudio Bisio.