Il MalPaese dei < figli di >

Sabato 25 aprile 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Manco la bocca deve aprire. Se in Italia sei un potente, devi comportarti da potente: specie se ti vengono a raccomandare qualcuno. Oggi si dice segnalare. Magari non apri la bocca, ma alzi il telefono. Meglio, di questi tempi, se si vanno a prendere un caffè. Perciò, più che sul lavoro, è un Paese fondato sulla raccomandazione. Né il potente può comportarsi da impotente, altrimenti a cosa serve? Naturalmente tutti a fargli i moralisti addosso, tranne poi ricorrere a lui in caso di bisogno riprendendo a fare i moralisti sùbito dopo. PADRI POTENTI Perciò bisogna stare attenti alle indignazioni. Come quella che ha attraversato lo Stivale dalle Alpi a Lampedusa per la faccenda del figlio di Lupi. Sistemato fra gli amici dei lavori pubblici ma cosa ci vuoi fare se hai fatto Ingegneria civile e ti ritrovi un padre ministro delle Infrastrutture? Sono disgrazie che capitano nella vita. Non è stato fatto un sondaggio per capire quanti italiani lo hanno disapprovato, ma la stragrande maggioranza avrebbe gridato allo scandalo facendo allo stesso modo alla prima occasione. Fra l’altro al Lupi figlio uno fra quegli amici aveva regalato un Rolex da 10mila euro. E, quando è stato scoperto, il Lupi padre ha detto che se l’avesse saputo avrebbe sconsigliato di accettarlo, ovviamente non sospettando nulla quando lo ha visto al polso del figlio. A parte il fatto che nessuno fa un regalino simile senza andare a vantarsene per capitalizzare, altrimenti è un fesso. Insomma questo è un Paese di “tengo famiglia” nel quale tiene più famiglia chi tiene più padre. Specie nella politica, servizio privato per se stessi più che servizio pubblico per gli altri. Esempio più urticante il Trota figlio del Bossi senza nessun’altra eccelsa qualità se non il cognome. Per non parlare del ministro Mastella che fa cadere il governo quando la moglie ha guai giudiziari perché la moglie di un ministro non deve avere guai giudiziari. Tutto si può quindi dire, tranne che il merito da noi conti più del quattro di spada. Così ha molte più probabilità di diventare primario ospedaliero il figlio del primario e notaio il figlio del notaio. Figuriamoci che è diventato direttore generale del Censis il figlio di quel De Rita che, da direttore dello stesso centro di ricerca, si è sempre pronunciato contro il familismo, il “tengo famiglia”. Ovvia la risposta che il figlio è bravo e competente, ma magari poteva fare il fisico nucleare. MERITO E SPINTARELLA Questa la mancanza dell’ascensore sociale che consentirebbe a chi viene dal nulla di diventare qualcuno. E di essere ingegnere anche se il padre era muratore. Invece molti giovani scappano dall’Italia perché il posto che desideravano e per il quale si erano dannati di studi era stato già assegnato. A cominciare dall’università, dove ci devono essere padri a rapida riproduzione di Dna di qualità, visti quanti figli si trovano a ereditarne le scrivanie. Per non parlare dei casi di amichette e dintorni perché la carne è carne. Con immaginabile abbattimento del livello generale, perché il raccomandato o segnalato taglia la strada al bravo ma figlio di nessuno. Ovviamente con tutte le eccezioni e senza sparare nel mucchio eccetera eccetera. Il fatto è che la raccomandazione rischia di diventare legittima difesa o guerra preventiva nel Paese in cui anche il più innocente deve qualcosa alla politica. Nel Paese non autosufficiente più assistito della Terra. In cui devi concedere ciò che ti chiede il politico che ti fa assistere. Ma anche nel Paese fra i più corrotti della Terra, nel quale basta che allunghi una busta per scalare la classifica. E in cui bisogna avere le amicizie che contano altrimenti sei un Donchisciotte o un poeta. E in cui per qualsiasi cosa (o quasi) che si fa contano più le relazioni che le competenze. Con chi te la fai più che come lo fai. Per questo i nostri ragazzi fanno le valigie. Soprattutto per quella America considerata il paradiso delle opportunità, di chi può farsi da sé senza che qualcuno lo faccia per lui. E tuttavia poi ti accorgi che i prossimi candidati alla presidenza potranno essere Hillary Clinton moglie dell’ex presidente Bill e Jeb Bush figlio e fratello dei due ex presidenti George senior e George junior. Anche lì dinastie al potere. Anche lì mogli d’arte. Anche lì lei non sa di chi sono figlio io. Anche lì naso turato. Decadimento etico planetario come già avvenuto nei secoli. Fermate il mondo, voglio scendere.