Il matrimonio come Re Mida

Sabato 23 Maggio 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Se tutta l’Italia si sposasse, uscirebbe dalla crisi. Non c’è nulla che muova l’economia come un matrimonio, altro che edilizia e mattone. Perché il matrimonio è come il sabato del villaggio, continua a passare per il giorno più bello della mia vita. Continua a passare per il giorno da ricordare, quello che quando vai a rivederne foto e filmino, non puoi trattenere le lacrime (di genere non specificato). E non vorrai che per il giorno più bello della mia vita, e per il giorno da ricordare, e per il giorno che quando rivedi foto e filmino ti viene proprio da piangere, non vorrai che non si facciano le cose alla grande. Di fronte al matrimonio, non esiste Italia paurosa e senza fiducia nel futuro. Di fronte al matrimonio esiste solo l’Italia che spende. SPESE DA COLLASSO La fabbrica del matrimonio si mette in moto un paio di anni prima, perché se non ti decidi un paio di anni prima non ce la fai. E non perché in due anni fra lei e lui può succedere di tutto e quindi è meglio accelerare. Non ce la fai perché rischi di non avere il presupposto fondamentale di ogni matrimonio: che non è l’amore, ma la sala. Vedi sperduti nelle campagne centri ricevimenti con terrificanti colonnati neoclassici, centri che ci vogliono tre Tom Tom per raggiungerli, centri che ti chiedi come campano e chi mai andrà a infilarsi lì. Campano con i matrimoni. Perché il matrimonio è come re Mida, tutto ciò che tocca diventa oro. Un centro ricevimenti nel quale non andresti neanche se fossi Indiana Jones, con il matrimonio diventa un ambiente raffinato nel cuore della natura. E un menu da piatti inquietanti che un interista non propinerebbe mai neanche a un milanista, col matrimonio diventa una proposta tanto esclusiva da spernacchiare Masterchef. Anche le masserie non sono più masserie in cui si fa agriturismo e ti svegli col gallo, le masserie sono diventate inesorabili catene di montaggio di matrimoni. Per i quali puoi noleggiare di tutto, anche colombe che si alzano in volo quando arrivano gli sposi, anche un arcobaleno che spunta a mezzogiorno, anche una madonnina che piange e tutti a dire che è contenta anche lei. Il matrimonio è l’abito di matrimonio che per lei non può essere un abito così ma un abito che si va a prendere nell’atelier perché alla francese fa figo. E poi l’altrettanto francese bouquet (più o meno un mazzo di fiori). E la coroncina in testa come Miss Italia. E il trucco antisquaglio in caso di pianto a fontana. E le damigelle tutte combinate come Biancaneve. Anche per lui il matrimonio è l’abito da cerimonia che se non è (ringraziando Iddio) lo smoking, è un abito seminormale che siccome però è da cerimonia, devi fare dieci prove prima che diventi più o meno come quello che hai a casa. Anche la scarpa, la camicia, la cravatta devono essere da matrimonio se no la gente che deve dire. SUDARIO DI TERRORE Il matrimonio è fiori ovunque, e mica fiori qualsiasi, non te ne vorrai uscire a un matrimonio con le rose dei bengalesi nei bar. Il matrimonio è fiori che vai a scovare dove non è mai apparso l’uomo e se non hai i droni non ci arrivi, e con certi nomi che non ce la farai mai a ripetere neanche col traduttore automatico. Fiori in chiesa, fiori in municipio, fiori nella sala, fiori nei bagni perché anche quelle fatte lì sono da matrimonio. Il matrimonio è la confettata che non è più quei confetti bianchi di un tempo che non si danno neanche alla Caritas. Il matrimonio è il fotografo specializzato in pose da matrimonio, generalmente da impediti mentali, e il matrimonio è il filmino con regie horror da cinepanettone. Il matrimonio è auto da matrimonio, è luminarie, è fuochi d’artificio, è il trio musicale che finché non arriva a “Siamo i vatussi” non sfonda e le anzianotte non possono ballare come marionette. Il matrimonio è la bomboniera (che i baresi dicono bamboniera), in genere un coso tanto inutile che bisogna far riapparire nel salone solo quando vengono in visita gli sposi. Il matrimonio è partecipazione e invito, e quando arriva la busta un sudario di terrore scende perché tutti sperano solo nella partecipazione dovessimo stare a fare il regalo anche a questi. Fatta le somme, il matrimonio è una macchina da soldi anche per chi non li ha, anzi soprattutto. E non è che per questo la gente non si sposi perché oggi va di più il divorzio. Anzi si sposa la seconda volta e la ruota gira. Gira anche altro, ma è il matrimonio, bellezza.