Si fitta tutto anche la vita

Sabato 30 Maggio 2015 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Un tempo si leggeva “Fittasi” solo per le case. Ora lo puoi fare per qualsiasi cosa: dicci ciò che ti serve e te lo daremo. Devi offrire una cena e vuoi fare bella figura? Ti fittiamo la tovaglia pizzo Cantù, i piatti in oro zecchino, i bicchieri in cristallo di Boemia, le posate d’argento (non d’oro perché fanno una brutta fine). Se hai un salone un po’ abbattuto, ti riempiamo le vetrinette di vasi cinesi, ti sistemiamo le pareti con Impressionisti francesi, ti piazziamo un tappeto con cinquemila nodi a centimetro quadrato, una lampada da museo di New York, fiori da 25 euro l’uno, un televisore 4D che si accende e spegne con gli occhi e non dà Bruno Vespa. Finita la cena, può tornare la casa da impiegato statale applicato aggiunto. Unica avvertenza: non invitare più gli stessi di quelli di quella sera se non vuoi finire a pernacchie. ADDIO ALLA PROPRIETA’ E’ il tempo della vita in fitto, a che vale avere roba da hotel cinque stelle che ti serve solo tre volte, se pure? Ma non c’è solo la cena per fare l’imbonimento e tutti a parlarne in società. C’è la panzerottata con la signora di Bari vecchia che te ne fucila dodici al minuto e si porta tutto lei dalla massa alla friggitrice per fare anche le sgagliozze. Ma puoi fittare anche il pizzaiolo col miniforno a legna per la serata pizza e birra. E il casaro che seduta stante attorciglia bocconcini dolci come lo zucchero, con un sovrapprezzo ti porta anche una tetta di mucca per il latte dal produttore al consumatore. Ma se hai voglia di beccare qualche soldo e non ti preoccupano gli sconosciuti, detto fatto. Organizzi una tavolata in casa con libero accesso per chi vuol pagarne il (modico) prezzo e approfittare dell’occasione per conoscere gente. In inglese si chiama “home restaurant”, ristorante in casa, e si può dirlo così perché è più “in”. Fra l’altro non si pagano le tasse, chi verrà a vedere se Ciccio e Carmela non sono tuoi amici di scuola? Non solo però la tavolata. Ora si fittano le case per pochi giorni, quando tu stai fuori e non ti serve o hai una stanza in più tutta arredata. E se hai un balcone vista mare e una coppia vuole festeggiare il compleanno con gli amici, cedi il salone per una sera e tu te ne vai al bar. C’è chi si attrezza con un videoproiettore, può servire una sede riservata per un incontro d’affari e i tipi non vogliono andare nel solito albergo dove sta sempre uno che ti becca. Poi tutto il settore auto, si chiama “car sharing” o auto in comune. Vai su Internet e prenoti un tragitto (anche cittadino) su un’auto in cui ci sono altri che vanno nello stesso posto: grande risparmio anche di traffico e inquinamento. Ovvio che non devi avere la puzza al naso, con quello sì con quello no. Ma ci sono siti che formano anche equipaggi su misura, non metterebbero mai sulla stessa auto un tifoso dell’Inter e uno della Juve. PAROLA D’ORDINE: CONDIVIDERE Ci sono i Gas, che non sono una nuova fonte di energia ma i Gruppi di acquisto solidali. Persone che si danno appuntamento e vanno a fare la spesa tutte insieme, se comprano trenta chili di spaghetti lo sconto glielo devi fare. C’è il cosiddetto “Co-housing”, condomini di un palazzo o di un parco che scambiano colf o bambinaie, fa due ore da te e poi viene da me. Ci sono mamme che avendo tempo libero fanno l’asilo in casa, si tengono i bambini delle altre a modico prezzo. Ci sono i condomini che creano sale da giochi comuni, o che organizzano minilezioni di inglese per la scala A e la scala B. Ci sono le banche del tempo, il fiscalista offre il suo tempo per aiutarti a pagare la Tasi e il medico si sdebita col suo per curarti il raffreddore. C’è il “co-working”, fai il tuo lavoro fianco a fianco con altri che ne fanno un altro senza avere un ufficio ciascuno, anzi dandosi una mano. E ci sono quelli che mettono in Rete video con proprie minilezioni su materie varie al servizio degli studenti che zoppicano. Non ci guadagnano sùbito, ma si fanno un nome. Ci sono gruppi di appassionati che organizzano visioni riservate al cinema nei giorni e negli orari in cui non si vende un biglietto. La filosofia è che nulla deve essere sprecato e tutto deve essere condiviso nell’interesse di tutti. Partita dall’America, ora in arrivo da noi. Non solo resistenza alla crisi, ma nuovo stile di vita. A una condizione: che ciascuno si fidi dell’altro. Esattamente il contrario dell’Italia. Repubblica fondata sulla fregatura reciproca.