Lascia tutto quel vuoto e avrai creato il Sud

Venerdì 19 giugno 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Basta guardare la carta geografica. Vede, dice un industriale del Sud a uno del Nord, la differenza è lì. Se io cerco di organizzare un incontro coi miei colleghi a Cosenza, devo anzitutto capire come possono arrivarci. E poi, chi ho attorno? Da Napoli devono fare la Salerno-Reggio Calabria, e non aggiungo altro. Da Potenza idem. Non ne parliamo da Bari: tratto della cosiddetta superstrada jonica, deviazione verso la Calabria, imbocco della stessa famigerata autostrada.

 Beh, ci sono i treni, obietta il nordico. Ma non vorrai scherzare: sai qual è la velocità media dei treni al Sud? Cinquantotto chilometri orari, più incredibile dei pinguini all’equatore. Eppure è così, se non ci credi prendi orari di partenza e arrivo e fatti un po’ di conti. Gli aerei non li consideriamo neanche, lì siamo alle Comiche finali, visto che per andare da una qualsiasi città del Sud a un’altra bisogna prima passare per Roma. La conclusione è che i miei colleghi mi manderanno a dire grazie, bella iniziativa, ma avevo un altro impegno.

 E non è solo la riunione fra industriali, che pure poteva portare a qualche accordo, a qualche iniziativa economica comune. Magari solo alla conferma di esistere. All’orgoglio di andare avanti nonostante tutto. Pensiamo al turismo, fra la Puglia e la Campania, ad esempio. Pensiamo ai giovani che vogliono cimentarsi insieme in una nuova idea comune. Pensiamo ai pendolari del lavoro e dei servizi. Pensiamo a chiunque giustamente afferma che il segreto oggi è fare rete. E non solo su Internet, sulla quale del resto bisogna farsi prima il segno della croce per la lentezza: c’è molta più banda larga al Nord che al Sud.

 Se tu invece il tuo incontro vuoi organizzartelo a Brescia, arrivano velocemente da Milano e Bergamo, da Verona e Bologna. E la differenza non è che, per dire, Bologna non è Caserta e Bergamo non è Crotone. E’ nel fatto che anche grazie ai collegamenti Bologna è Bologna e Bergamo è Bergamo, e Caserta è Caserta e Crotone è Crotone. Cioè il Nord esiste e il Sud no. Nel senso che il Nord lo vedi (e lo raggiungi) da una parte all’altra, lo riconosci sulla cartina. E’ lì. Il Sud no, un vuoto, anche se l’area di Napoli ha la più alta densità nazionale di popolazione e di Comuni.

 Perché il Sud sia Sud come il Nord è Nord manca quello che i tecnici chiamano tessuto connettivo, l’area di collegamento che unisce i puntini. Puntini che potrebbero essere tutti di sviluppo mentre così sono in gran parte di sottosviluppo. A pelle di leopardo, si diceva un tempo. Ma non per un destino cinico e baro. E’ vero che il buon Dio deve aver fatto il Sud il settimo giorno quando riposava, o in un momento di distrazione tanto lo ha fatto allungato e periferico. Ma nell’era in cui si è andati sulla Luna, non è un problema avvicinare le distanze se ne dai i mezzi. Se c’era un sistema per far diventare meridionale il Sud, era non dargli strade, treni, aerei. Missione compiuta.

 Certo, è bello apprendere che il Frecciarossa 1000 entro l’anno filerà a 350 chilometri l’ora. Tutto luccicante, i ferrovieri sembrano maggiordomi. Pensa che si chiama Mennea, la Freccia del Sud, anche se correrà solo al Nord. Perché il Sud non l’avrà anche se la Costituzione dice che non deve esserci differenza se sei nato in una parte o nell’altra d’Italia. Anzi pensa che l’avranno al Nord anche coi soldi del Sud, con le tasse e i biglietti pagati dal Sud. Il Sud paga per le comodità del Nord.

 Del resto non la sentiamo da oggi la storiella “Prima il Nord”. Italia spezzata in due, al Sud i diversamente italiani. Il 98,8 per cento degli investimenti delle Ferrovie al Nord, l’1,2 al Sud. Matera ancòra unica città italiana dall’Unità senza le Ferrovie dello Stato, così impara a fare la capitale europea della cultura. Ma non solo gli investimenti. Anche la spesa corrente, quella per pensioni, sanità, sicurezza: al Sud non più del 60 per cento di quella del Nord. Proprio quando per ridurre il divario si dovrebbe fare il contrario. Aspettando che la cosiddetta “locomotiva del Nord” si tiri appresso anche il Sud. Meno male che la storia (non il lamento del Sud) ha dimostrato quanto sia un inganno l’assicurazione che facendo crescere sempre più i ricchi, anche i poveri avranno la loro parte. Andatelo a dire ai premi Nobel che ci hanno riso sopra.

 Per tutto questo la ripresuccia italiana non aggancia ancòra il Sud. E’ l’allarme dell’Istat e della Banca d’Italia, non di qualche piagnone e borbonico per giunta. Il quale Sud però, capace di tutto nonostante tutto, che ti fa? Ti crea 29 mila nuove imprese, la spinta più robusta del Paese. E riduce più del Nord la sua sia pur altissima disoccupazione. Facendo capire cosa sarebbe se non si continuasse con “Prima il Nord”. E facendo capire cosa sarebbe l’Italia intera se il terrone Mennea non tornasse a correre solo da una parte. Ma che dire: così si vuolse il suicidio nazionale.