Meravigliosa dannata estate

Sabato 20 giugno 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Odio l’estate, cantava il grande Bruno Martino. L’estate che ha creato il nostro amore, per farmi poi morire di dolore. Accidenti. Non c’è anno in cui la stagione più bella non cominci con gli incubi più brutti. A partire dalla prova specchio più scioccante di un incontro improvviso con l’onorevole La Russa (esiste ancòra, esiste ancòra). Per continuare con una raffica di sedute dalla estetista non meno angosciante della prova specchio. Le cerette a sangue. La dieta da anoressia fulminante. La consapevolezza tombale che di anno in anno fai sempre più schifo. Che la tua pancia somigli più a uno scaldabagno che a una pancia. E il sospetto atroce che gli altri siano sempre più in forma di te perché non hanno un cavolo da fare e possono andare al tennis mentre tu dici che cammini molto.

 FORZATI DEL MARE Ma sono solo le prime piaghe dello spietato capitolo mare. La corazza di protezione 50 mentre tu vuoi essere abbronzata come Belen che sta sempre in vacanza a riposarsi chissà da quale lavoro. Il suggerimento contrario di prendere un po’ di sole contro l’osteoporosi altrimenti questo inverno te ne accorgi. L’insolazione perché il primo giorno non ti sei messo la pezza bagnata in testa tipo re Abdul dell’Arabia Saudita. Il sudore che ti fa colare come una fontana e avvampare come una prugna. La crema che ti lascerà sempre scoperto quel centimetro quadrato che ti manderà al reparto grandi ustionati. La crema che con la sabbia ti farà impanato come una mozzarella in carrozza. La sabbia da deserto del Gobi che ti finisce negli occhi e l’ombrellone che alla prima folata devi inseguirlo per tutta la marina. La spiaggia libera che essendo libera per tutti ha l’effetto collaterale di decine di schifosi piedi altrui in bocca. Il lido esclusivo che è tanto esclusivo da auto-escluderti dopo la prima botta di una piadina e una Coca a 25 euro.

 Segue il capitolo aria condizionata. Che se c’è ti surgela come un merluzzo e se non c’è ti appesta come un baccalà norvegese. Le liti con chi non la vuole e dice che siete tutti malati e se avete i calori andate a mettere le mani nell’acqua fredda. Le risse in ufficio. Tutto l’inverno sottozero senza un raffreddore e metà luglio la bronchite stizzosa. La tua macchina che non ha l’aria condizionata ma non puoi tenere neanche lo spiffero se no ti fai una settimana a letto con la lombaggine sparata. L’auto decapottabile che d’estate è ancòra peggio perché il solleone ti picchia in testa come un involtino alla brace e non è come nei film in California.

 LUPI MANNARI Terzo capitolo, vacanza. Dove andiamo quest’anno? Eh. Dobbiamo fare presto perché non importa dove andiamo ma l’essenziale è bloccare i voli. Quelli hanno pagato il low cost 75 euro perché non so com’è ma a febbraio avevano già scelto l’Egitto e dopo hanno fatto gli attentati. Ma sì, quest’anno andiamocene all’avventura, un posto un posto lo troviamo sempre e meno male che c’era il centro per richiedenti asilo se no ci facevamo la notte come lupi mannari. Che godimento la tenda a contatto con la natura, con le lucertole, con le zanzare, con i vermetti che entrano nel panino. Però per una volta potremmo starcene a casa, non sai quanto è bella la città deserta e senza confusione, in fondo per il pane e il latte il primo supermercato aperto è solo a 50 chilometri di distanza. E speriamo a Gesù che lo spaghetto aglio e olio non mi faccia l’acido perché la farmacista per il Malox dice che a lei la città deserta le fa venire la depressione. In televisione ci guardiamo per la ventesima volta “Via col vento”, mica sempre quei Ballarò che stanno solo a litigare. Un bel gelato per stare freschi freschi anche se fa venire più sete di un’acciuga. E che delizia l’anguria, per digerirla non ci vogliono più di tre giorni.

 Quarto capitolo, qualche consiglio. Non buttate cicche se non volete sentire al telegiornale che mezza foresta Umbra si è deforestizzata pare per autocombustione. Fate partenze intelligenti quando non le fanno tutti gli altri anche se ci sono più intelligenti del previsto e le fanno tutti incolonnati alle 5 del mattino mentre quando non ci sono intelligenti non c’è in giro nessuno. Non c’è niente di meglio di una bella sagra in paese con quell’aria genuina come una mozzarella che comincia a diventare blu. Andate a trovare in villa gli amici che stanno soli anche se non hanno detto a nessuno che stavano in villa proprio per restare soli. Non fate guidare chi ha bevuto il Cuba libre anche se chi guida non dovrebbe essersi fatto più di tre Peroni. Fate vedere di leggere un libro perché non potete dire di non avere tempo come in inverno tanto nessuno vi chiederà com’è perché anche gli altri stanno facendo finta di leggerlo.

 Soprattutto, per favore non odiate l’estate come Bruno Martino, lui era un triste incapace di apprezzare tutte le gioie dell’estate testé promesse come una minaccia.