Vedi che bulle si salvi chi può

Sabato 4 luglio 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

“Tanto gentile e tanto onesta pare, la donna mia, quand’ella altrui saluta”. Sì, bravi, sonetto del 26mo capitolo della “Vita Nova” di Dante. “Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta, e par che sia una cosa venuta dal cielo in terra a miracol mostrare”. Tranne la definizione di “cosa”(cosa sarà lei), il sommo poeta se l’è cavata nella definizione di genere, come si dice ora. Né ai suoi tempi aveva le femministe fuori della porta ad aspettarlo se si fosse allargato. Ma il fatto è che oggi sono le donne stesse che chiederebbero se si sente bene chi scrivesse roba simile su di loro. E non perché ormai a difendersi ci pensano da sole. Ma perché sono all’attacco da tempo. E poi perché tutto dimostra che, onestà a parte, non solo quelle tanto gentili sono più rare del panda cinese, ma fanno di tutto per non esserlo.

 VIOLENZA FEMMINILE Uno (o una) potrebbe dire: vedi questo rottamato di maschietto che si occupa degli altri (anzi altre) invece di recitare un amen per se stesso. Ma è cronaca, non guerra dei sessi. Metti il bullismo: non bisogna ricorrere alle statistiche per capire che oggi è molto femminile. Incontra una squadraccia di ragazzotte 14enni-15enni per strada (se proprio non ti riesce di schivarle), e fatti un’idea. E non perché ora che è estate vanno girando come al Lido Smeraldo. Ma perché la più silenziosa sembra appena uscita da una Curva Sud e la più chiassosa è più un impianto wifi che un essere umano. E poi spintoni, sberleffi, gestacci. Soprattutto sguaiate risate da sordità temporanea, altro che venute “dal cielo in terra a miracol mostrare”.

 Non ne parliamo al bar, dove gli uomini ormai sono in trincea. Donne sempre più in combriccola fra di loro. Perché le ex sfigate che prima uscivano da sole in mancanza di chi se le filasse, sono ora delle satanasse indipendenti che hanno lasciato mariti o compagni davanti alla tv. E perché di tutto si preoccupano, tranne di ciò che potrebbero dire quei benpensanti che prima le costringevano sempre in difesa. Non hanno più bisogno del consenso per vivere, ora lo danno loro per far sopravvivere gli altri. Per promuovere o bocciare chi prima promuoveva o bocciava loro. Con ironia o commiserazione che affetterebbero un bisonte.

 Ma non è solo folklore. Tutti i dati dicono che oggi un violento su tre è una ragazza. Sui social network tipo Facebook e Twitter quanto a scuola. In gran parte donne contro donne. Con una aggressività che non è più schiaffi o capelli strappati. Ma è quella persecuzione psicologica che fa più male dei lividi. Quella che deride, isola, emargina la compagna malcapitata tagliandola fuori da ogni dialogo, dalle feste, dai gruppi di WhatsApp, dalle uscite insieme. Quella che ti circonda in aula di un silenzio crudele. Quella che in troppi casi ha portato alla umiliazione di vedersi sbeffeggiate e insultate e perseguitate dai video o dalle foto sul web. Fino ai troppi casi di suicidio. Il tutto per un ragazzino conteso, per una minorità fisica, perché brave che non fanno copiare. Un bullismo delle relazioni che priva la vittima, dicono gli psicologi, del riconoscimento altrui: senza il quale, a quell’età, non si resiste.

 SEMPRE PIU’ IN CARRIERA Ma ora si mette anche il fumo. Recente ricerca: uomini promossi, donne rimandate. Fumo, femminile plurale. Nel senso che nelle donne sta aumentando la dipendenza dalle sigarette e diminuendo negli uomini. Ciascuno è libero di appestarsi come vuole se non appesta gli altri, per carità (il Guastafeste non vuole beccarsi agghiaccianti minacce come in passato). Ma questi sono i numeri. Con l’aggiunta che, secondo i medici (non il Guastafeste), quando le donne fumano venti sigarette è come se ne fumassero trenta dati i loro polmoni più piccoli e la ridotta superficie respiratoria. Ma anche l’aggiunta che, se le donne fumano di più, è perché hanno più responsabilità, più incarichi stressanti: sono più in carriera. Più colte e studiose e sempre più proiettate verso il futuro.

 Ma non solo carriera. Sempre più spesso in famiglia a lavorare sono solo loro. Una su otto, e ancòra in aumento dopo l’aumento degli ultimi anni. Un record. Compreso il ritorno a fare le colf, le collaboratrici domestiche finora quasi tutte dell’Est. Conferma che quando sul ponte sventola la bandiera del bisogno, le prime a farsi in quattro sono sempre loro. Mentre a chi si chiede se i maschi sono diventati il sesso debole, la caritatevole risposta è: vede, non è problema di debole o forte, diciamo che va così man mano che si fa più importante l’intelligenza che la forza fisica. Tanto per far capire che magari le nostre donne non c’entreranno più granché con Dante. Che non saranno più d’umiltà vestute. Che picchiano come zampognare. Ma che quando si tratta di miracol mostrare, è meglio non perdere troppo tempo a cercare altrove. Il miracol son loro, nonostante le vajasse.