Segreti in un posto bellissimo

Mercoledì 2 settembre 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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IN UN POSTO BELLISSIMO – di Giorgia Cecere. Interpreti: Isabella Ragonese, Alessio Boni, Paolo Sassanelli, Piera Degli Esposti, Feisal Abbaoui. Commedia, Italia, 2015. Durata: 1h 43 minuti.

 Cuore di donna al microscopio. E’ quello di Lucia che “In un posto bellissimo” come Asti (accidenti) vive la sua serena non-vita. Specchiato marito ingegnere, figlio, negozio di fiori con una socia, perbenismo che si taglia a fette. Una di quelle famigliole non –famigliole nelle quali si scambiano sì e no due parole, non si ride più, il massimo della trasgressione è una gita al lago. E quando fai sesso guardi il soffitto. Ma non ci fai caso e ritieni di essere felice mentre i giorni vanno.

 Finché il turbamento prende le sembianze di una relazione extraconiugale di lui. Già esaurita, ma quanto basta perché la calma piatta di Lucia si annuvoli profonda ancorché senza sussulti nella noiosissima provincia. Vi contribuisce la casuale conoscenza con un venditore ambulante nordafricano. Verso il quale la strana attenzione è forse l’attrazione verso lo straniero: cioè un altro mondo possibile, un altro posto nel mondo al di là del proprio presunto posto bellissimo (e fra l’altro un po’ leghista). Cosa avverrà? Intrigante suspense.

 Non un tema nuovo, inquietudine di giovin signora, inconscio da affidare a Freud. Ma se a scandagliarlo è la regista e co-autrice Giorgia Cecere, anche il già visto si tinge di interesse. Cecere pugliese di Castrignano del Capo. Già sceneggiatrice di Winspeare in “Sangue vivo” e “Il miracolo”, oltre che assistente di Amelio in “Porte aperte” e “Il ladro di bambini”. Già segnalatasi per l’esordio con “Il primo incarico”. E ora qui alla conferma nella capacità di capire i segreti delle donne: quante con la cenere sul fuoco come Lucia?

 Coinvolgente film intimistico al femminile cui dà volto e intensità una brava Isabella Ragonese, affiancata da un odiosetto Alessio Boni, più la misura del barese Paolo Sassanelli e la faccia un po’ da schiaffi dell’immigrato Feisal Abbaoui. L’insistenza nei toni pastello del film, se rende la routine di un ambiente umano e cittadino spento, non allenta però l’attesa. Specchiamoci in Lucia e Andrea, e avremo un po’ la nostra stessa foto.