Io te lo vieto tu infischiatene

Sabato 26 settembre 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Io le sigarette te le vendo. Anzi te le vendo quanto più le tasso per guadagnarci il massimo possibile. Ma se tu le compri, ti dico che sei uno scemo. Non è una gag ma ciò che avverrà da questo fine settembre in Italia. Quando il ministero al ramo diffonderà uno spot televisivo rivolto agli 11 milioni di italiani trattati da scemi (in quanto fumatori). Sarà il siculo Nino Frassica a parlare a nome dello Stato spacciatore. Il quale tanto ci tiene ai suoi scemi garantiti da aver sempre conservato il monopolio invece di liberarsi di un commercio del quale pare sia il primo a vergognarsi.

 SIGARETTE E COLOSSEO Ma è l’Italia, bellezza. Dove dopo l’ennesimo sciopero al Colosseo con conseguente figuraccia planetaria, il governo giustamente dice basta. Con un decreto si include il turismo fra i servizi essenziali come sanità, trasporti, sicurezza. Ci vorrà una autorizzazione preventiva per evitare che un pugno di custodi lasci tre ore sotto il solleone gente venuta da ogni parte del mondo. Ignorando però che una legge già c’era e che bastava applicarla. Ma che se fosse stata applicata non avrebbe potuto esserci il colpo di teatro del decreto per far capire chi comanda qui. Così come bastava pagare il giorno prima e non il giorno dopo gli straordinari non pagati ai pur insensibili custodi. Mentre la Camusso leader Cgil, che non perde occasione per non capire mai il resto d’Italia, dice che è uno strano Paese quello in cui non si può fare una riunione sindacale. Ma non finendo, signora, sui giornali di tutta la Terra.

 Siamo un Paese con la testa in fumo in cui tutti fanno finta di fare quanto gli spetta in una recita collettiva. Il fumo, appunto. Lo stesso Stato che dà dello scemo alle sue vittime fa finta di pensare alla loro salute. Così per uno spazio doppio dell’attuale i pacchetti di sigarette saranno tatuati peggio dei poveri calciatori milionari. Vi appariranno foto shock con messaggi da apocalisse. Il fumo causa ictus e instabilità. Il fumo aumenta il rischio di impotenza. Il fumo causa il 90 per cento dei casi di cancro ai polmoni con le sue 70 sostanze dannose. Il tuo fumo può nuocere ai tuoi figli, alla tua famiglia, ai tuoi amici.

 E poi. Divieto di fare un salto nel Paese vicino per comprare tabacco a prezzo migliore. Divieto di acquisto su Internet, per impedirlo ai minorenni senza presentare la carta d’identità. Eliminati i pacchetti da dieci più ambiti dai minorenni medesimi perché meno costosi. E no per i minorenni anche le sigarette elettroniche con nicotina. Inoltre, udite udite: niente sigarette non solo nei reparti pediatrici degli ospedali (mentre ora si fuma senza pudore) ma anche negli spazi esterni (cercate di entrare in ginecologia e neonatologia del Policlinico di Bari e vedete se fuori non è una tutta una nuvolaglia tossica).

 PAESE FUORILEGGE Infine, e meno male: niente fumo in auto se ci sono bambini o donne incinte. Anzi potrebbe scattare il proibito fumare comunque alla guida, con multa da 161 a 646 euro. Tenendo conto della distrazione conseguente: mani che vanno e vengono dal volante, e cicca dal finestrino come fanno tutti ma proprio tutti. In questo caso benedetto rigore, per carità. Con un’unica certezza: che mai proprio come in quest’ultimo caso scatterà una ammuina da Guiness dei primati. Ve la vedete una intemerata pattuglia che, annusato fumo, parta alla spietata caccia del trasgressore il quale nel frattempo ha già seminato la sigaretta dal sopradetto finestrino? Un bis del divieto di cellulare al volante, tanto ignorato da chiedersi se ci sia mai stato.

 Il problema dell’Italia non è che sia un Paese senza legge, ma che è un Paese fuorilegge. In una tacita serena intesa fra chi le leggi le emana, chi dovrebbe farle rispettare, chi non le rispetta. Poco santa trinità. Basta non disturbarsi a vicenda. Non dimentichiamo che a Bari sono stati proibiti gli sguardi di sfida, manco fosse un film western. E proibiti gli assembramenti di più di tre persone evidentemente considerati sediziosi. Non si dovrebbero buttare le gomme da masticare per terra e tanto meno il pomodoro della focaccia e meno che mai lasciare la bottiglia della Peroni sul muretto. Ma sono tutti considerati nobili caratteri della baresità, e di che vogliamo parlare.

 In questo Paese è ancòra vietato calpestare le aiuole (in Alto Adige di calpestare i funghi), a Vicenza di sedersi sulle panchine se si hanno meno di 70 anni, a Eraclea (Venezia) di fare castelli di sabbia, a Milano di usare elettrodomestici dalle 23 alle 7, ore consigliate dalle aziende per risparmiare elettricità. A Bari sopravvive un cartello preistorico: E’ vietato servirsi della scala portando biciclette o pacchi ingombranti. Ora tutta la severissima e giustissima batteria contro il fumo. Totò diceva “ma mi facci il piacere”: il fatto è che lo prendevamo per uno che faceva solo ridere.