Come evitare un tragico Natale

Sabato 19 dicembre 2015 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Qual è l’articolo più scemo che si può fare prima di Natale? L’articolo sul Natale. Quello che ogni anno giuriamo che quest’anno no, non lo scrivo. Ma rimandiamo sempre il proposito all’anno prossimo. Ecco perché il caro Lettore se lo sta per sorbire anche quest’anno. Perché anche il Lettore è come lo scrivente: ogni anno dice che questo sarà un Natale diverso, ma poi finisce sempre per farlo come quello dell’anno prima e a rimandare all’anno dopo il proposito di non farlo come quello dell’anno prima. Fantozzi allo stato puro. Perché, per chi non l’avesse ancòra capito dopo 2015 anni, questa è la vera magia (diciamo) del Natale.

 DAL CENONE AI PARENTI Limitiamoci all’essenziale. Non essendo il Guastafeste un esperto culinario, dato che non distingue un cocktail di scampi da un capitone alla brace, è invece forzatamente esperto di pause fra le 35 portate durante il terrificante cenone natalizio. Quando il problema principale è cosa dirsi. Fra gente arrivata spesso dai cinque continenti, a cominciare dai cugini coi quali ti sei visto una sola volta alla prima comunione di uno di loro 42 anni, 5 mesi, 16 giorni fa. Ovvio che su tutti i giornali siano fioriti in questa vigilia le più dettagliate istruzioni anti-gaffe nel dialogo forzoso coi parenti mezzo serpenti, anzi del non-dialogo.

 La nuova regola è alla 007: informarsi prima con chi avremo a che fare, tanto più che quelli con cui avremo a che fare lo hanno fatto anche loro. Controllare il loro profilo Facebook, dove da due parole che scrivi, chessò, augurissimi Francesco, sono capaci di farti un identikit ché manco tu hai mai scoperto di essere come giustamente ti dicono loro. Ai giovani non chiedere mai se hanno il fidanzato/a perché, a parte che non sono cavoli tuoi e non si chiama più fidanzato/a, si sono appena lasciati con propositi di suicidio/omicidio reciproci. Non chiedere neanche a che punto sono con gli esami all’università perché sono a cattivo punto. Non gli dite nemmeno, scappa dall’Italia, tanto hanno già prenotato Ryanair ma la vivono come una vendetta contro gli anziani e se glielo dicono proprio gli anziani gli fanno perdere la vendetta. Si consiglia di non pontificare coi giovani su X Factor specie se crediamo che sia una versione pidocchietta di Sanremo.

 Con i vegani non parlate di osso buco. E con i grandi anziani (da 80 in su) non commentate lo scandalo delle pompe funebri che si informano su chi sta per andarsene per arrivare per primi. E se sono loro a dirvi che hanno l’artrosi, meglio non specificare che è una malattia progressiva e deformante e ci vorrà il bastone. In generale tenetevi sul generale indipendentemente dall’età. La durata di un cenone è lunga. E calcolate che dopo ci può essere anche la tombola notoriamente piacevole come l’estrazione di un dente. Se proprio siete a corto di ispirazione, parlate male del governo ché va sempre bene.

 REGALI DA NEURODELIRIO Natale ovviamente significa anche regali, specie quando vi siete accordati con tutti che quest’anno niente regali. Ma il regalo è più inesorabile di una pioggia acida dopo aver portato la macchina al lavaggio. E anche se il regalo è della categoria “basta il pensiero”, se sommi tutti i “bastailpensiero” finisci lo stesso alla neuro. Ed inutile proporsi di non ridursi all’ultimo momento, proposito che ha le stesse possibilità di successo di una dieta davanti a un cannolo siciliano. Né state a lamentarvi di ricevere la decima sciarpetta di lana della vostra carriera natalizia, tanto è la decima che vi hanno riciclato e che voi riciclerete: il Natale è una partita di giro. Ci sono sciarpette che hanno fatto il giro del mondo e dei colli.

 Vieppiù non credete alla solita odiosa coppia giuliva che incontrate e che vi dice, noi abbiamo già fatto tutto: uno spumante, uno spumante per il commercialista li farà sempre spezzare di gambe alle 17,30 del 24. E non vi illudete di scegliere l’orario intelligente come le partenze dell’estate per andare per negozi. Non si è mai saputo a memoria d’uomo (e di donna) di regali di Natale senza la macchina in doppia fila con i lampeggianti accesi, un occhio nel negozio e uno alla strada per sgamare i vigili, il bambino lasciato a bordo per lanciare l’allarme e dimenticato lì tre quarti d’ora finché il commesso completa la confezione regalo, la telefonata proprio in quel momento di quelli che spuntano solo a Natale per fare gli auguri.

  E quanto agli auguri, vi è piaciuto il cellulare?, e ora tenetevi la cofanata di sms di auguri tutti copiati dalle citazioni su Internet, e di una brillantezza pari a quella di una patata novella. E tutti formato standard per un numero di vittime pari solo a quello che anche voi vi preparate a fare. Il Natale, parliamoci chiaro, è roba da sventurati. Ma è troppo bello per eliminarlo. Essenziale è non andare troppo veloci e comportarsi come se fosse già carnevale.

Qual è l’articolo più scemo che si può fare prima di Natale? L’articolo sul Natale. Quello che ogni anno giuriamo che quest’anno no, non lo scrivo. Ma rimandiamo sempre il proposito all’anno prossimo. Ecco perché il caro Lettore se lo sta per sorbire anche quest’anno. Perché anche il Lettore è come lo scrivente: ogni anno dice che questo sarà un Natale diverso, ma poi finisce sempre per farlo come quello dell’anno prima e a rimandare all’anno dopo il proposito di non farlo come quello dell’anno prima. Fantozzi allo stato puro. Perché, per chi non l’avesse ancòra capito dopo 2015 anni, questa è la vera magia (diciamo) del Natale.

 DAL CENONE AI PARENTI Limitiamoci all’essenziale. Non essendo il Guastafeste un esperto culinario, dato che non distingue un cocktail di scampi da un capitone alla brace, è invece forzatamente esperto di pause fra le 35 portate durante il terrificante cenone natalizio. Quando il problema principale è cosa dirsi. Fra gente arrivata spesso dai cinque continenti, a cominciare dai cugini coi quali ti sei visto una sola volta alla prima comunione di uno di loro 42 anni, 5 mesi, 16 giorni fa. Ovvio che su tutti i giornali siano fioriti in questa vigilia le più dettagliate istruzioni anti-gaffe nel dialogo forzoso coi parenti mezzo serpenti, anzi del non-dialogo.

 La nuova regola è alla 007: informarsi prima con chi avremo a che fare, tanto più che quelli con cui avremo a che fare lo hanno fatto anche loro. Controllare il loro profilo Facebook, dove da due parole che scrivi, chessò, augurissimi Francesco, sono capaci di farti un identikit ché manco tu hai mai scoperto di essere come giustamente ti dicono loro. Ai giovani non chiedere mai se hanno il fidanzato/a perché, a parte che non sono cavoli tuoi e non si chiama più fidanzato/a, si sono appena lasciati con propositi di suicidio/omicidio reciproci. Non chiedere neanche a che punto sono con gli esami all’università perché sono a cattivo punto. Non gli dite nemmeno, scappa dall’Italia, tanto hanno già prenotato Ryanair ma la vivono come una vendetta contro gli anziani e se glielo dicono proprio gli anziani gli fanno perdere la vendetta. Si consiglia di non pontificare coi giovani su X Factor specie se crediamo che sia una versione pidocchietta di Sanremo.

 Con i vegani non parlate di osso buco. E con i grandi anziani (da 80 in su) non commentate lo scandalo delle pompe funebri che si informano su chi sta per andarsene per arrivare per primi. E se sono loro a dirvi che hanno l’artrosi, meglio non specificare che è una malattia progressiva e deformante e ci vorrà il bastone. In generale tenetevi sul generale indipendentemente dall’età. La durata di un cenone è lunga. E calcolate che dopo ci può essere anche la tombola notoriamente piacevole come l’estrazione di un dente. Se proprio siete a corto di ispirazione, parlate male del governo ché va sempre bene.

 REGALI DA NEURODELIRIO Natale ovviamente significa anche regali, specie quando vi siete accordati con tutti che quest’anno niente regali. Ma il regalo è più inesorabile di una pioggia acida dopo aver portato la macchina al lavaggio. E anche se il regalo è della categoria “basta il pensiero”, se sommi tutti i “bastailpensiero” finisci lo stesso alla neuro. Ed inutile proporsi di non ridursi all’ultimo momento, proposito che ha le stesse possibilità di successo di una dieta davanti a un cannolo siciliano. Né state a lamentarvi di ricevere la decima sciarpetta di lana della vostra carriera natalizia, tanto è la decima che vi hanno riciclato e che voi riciclerete: il Natale è una partita di giro. Ci sono sciarpette che hanno fatto il giro del mondo e dei colli.

 Vieppiù non credete alla solita odiosa coppia giuliva che incontrate e che vi dice, noi abbiamo già fatto tutto: uno spumante, uno spumante per il commercialista li farà sempre spezzare di gambe alle 17,30 del 24. E non vi illudete di scegliere l’orario intelligente come le partenze dell’estate per andare per negozi. Non si è mai saputo a memoria d’uomo (e di donna) di regali di Natale senza la macchina in doppia fila con i lampeggianti accesi, un occhio nel negozio e uno alla strada per sgamare i vigili, il bambino lasciato a bordo per lanciare l’allarme e dimenticato lì tre quarti d’ora finché il commesso completa la confezione regalo, la telefonata proprio in quel momento di quelli che spuntano solo a Natale per fare gli auguri.

  E quanto agli auguri, vi è piaciuto il cellulare?, e ora tenetevi la cofanata di sms di auguri tutti copiati dalle citazioni su Internet, e di una brillantezza pari a quella di una patata novella. E tutti formato standard per un numero di vittime pari solo a quello che anche voi vi preparate a fare. Il Natale, parliamoci chiaro, è roba da sventurati. Ma è troppo bello per eliminarlo. Essenziale è non andare troppo veloci e comportarsi come se fosse già carnevale.

Qual è l’articolo più scemo che si può fare prima di Natale? L’articolo sul Natale. Quello che ogni anno giuriamo che quest’anno no, non lo scrivo. Ma rimandiamo sempre il proposito all’anno prossimo. Ecco perché il caro Lettore se lo sta per sorbire anche quest’anno. Perché anche il Lettore è come lo scrivente: ogni anno dice che questo sarà un Natale diverso, ma poi finisce sempre per farlo come quello dell’anno prima e a rimandare all’anno dopo il proposito di non farlo come quello dell’anno prima. Fantozzi allo stato puro. Perché, per chi non l’avesse ancòra capito dopo 2015 anni, questa è la vera magia (diciamo) del Natale.

 DAL CENONE AI PARENTI Limitiamoci all’essenziale. Non essendo il Guastafeste un esperto culinario, dato che non distingue un cocktail di scampi da un capitone alla brace, è invece forzatamente esperto di pause fra le 35 portate durante il terrificante cenone natalizio. Quando il problema principale è cosa dirsi. Fra gente arrivata spesso dai cinque continenti, a cominciare dai cugini coi quali ti sei visto una sola volta alla prima comunione di uno di loro 42 anni, 5 mesi, 16 giorni fa. Ovvio che su tutti i giornali siano fioriti in questa vigilia le più dettagliate istruzioni anti-gaffe nel dialogo forzoso coi parenti mezzo serpenti, anzi del non-dialogo.

 La nuova regola è alla 007: informarsi prima con chi avremo a che fare, tanto più che quelli con cui avremo a che fare lo hanno fatto anche loro. Controllare il loro profilo Facebook, dove da due parole che scrivi, chessò, augurissimi Francesco, sono capaci di farti un identikit ché manco tu hai mai scoperto di essere come giustamente ti dicono loro. Ai giovani non chiedere mai se hanno il fidanzato/a perché, a parte che non sono cavoli tuoi e non si chiama più fidanzato/a, si sono appena lasciati con propositi di suicidio/omicidio reciproci. Non chiedere neanche a che punto sono con gli esami all’università perché sono a cattivo punto. Non gli dite nemmeno, scappa dall’Italia, tanto hanno già prenotato Ryanair ma la vivono come una vendetta contro gli anziani e se glielo dicono proprio gli anziani gli fanno perdere la vendetta. Si consiglia di non pontificare coi giovani su X Factor specie se crediamo che sia una versione pidocchietta di Sanremo.

 Con i vegani non parlate di osso buco. E con i grandi anziani (da 80 in su) non commentate lo scandalo delle pompe funebri che si informano su chi sta per andarsene per arrivare per primi. E se sono loro a dirvi che hanno l’artrosi, meglio non specificare che è una malattia progressiva e deformante e ci vorrà il bastone. In generale tenetevi sul generale indipendentemente dall’età. La durata di un cenone è lunga. E calcolate che dopo ci può essere anche la tombola notoriamente piacevole come l’estrazione di un dente. Se proprio siete a corto di ispirazione, parlate male del governo ché va sempre bene.

 REGALI DA NEURODELIRIO Natale ovviamente significa anche regali, specie quando vi siete accordati con tutti che quest’anno niente regali. Ma il regalo è più inesorabile di una pioggia acida dopo aver portato la macchina al lavaggio. E anche se il regalo è della categoria “basta il pensiero”, se sommi tutti i “bastailpensiero” finisci lo stesso alla neuro. Ed inutile proporsi di non ridursi all’ultimo momento, proposito che ha le stesse possibilità di successo di una dieta davanti a un cannolo siciliano. Né state a lamentarvi di ricevere la decima sciarpetta di lana della vostra carriera natalizia, tanto è la decima che vi hanno riciclato e che voi riciclerete: il Natale è una partita di giro. Ci sono sciarpette che hanno fatto il giro del mondo e dei colli.

 Vieppiù non credete alla solita odiosa coppia giuliva che incontrate e che vi dice, noi abbiamo già fatto tutto: uno spumante, uno spumante per il commercialista li farà sempre spezzare di gambe alle 17,30 del 24. E non vi illudete di scegliere l’orario intelligente come le partenze dell’estate per andare per negozi. Non si è mai saputo a memoria d’uomo (e di donna) di regali di Natale senza la macchina in doppia fila con i lampeggianti accesi, un occhio nel negozio e uno alla strada per sgamare i vigili, il bambino lasciato a bordo per lanciare l’allarme e dimenticato lì tre quarti d’ora finché il commesso completa la confezione regalo, la telefonata proprio in quel momento di quelli che spuntano solo a Natale per fare gli auguri.

  E quanto agli auguri, vi è piaciuto il cellulare?, e ora tenetevi la cofanata di sms di auguri tutti copiati dalle citazioni su Internet, e di una brillantezza pari a quella di una patata novella. E tutti formato standard per un numero di vittime pari solo a quello che anche voi vi preparate a fare. Il Natale, parliamoci chiaro, è roba da sventurati. Ma è troppo bello per eliminarlo. Essenziale è non andare troppo veloci e comportarsi come se fosse già carnevale.