Con un film imperfetto e coinvolgente rivive il < miracolo > Tornatore

Lunedì 1 febbraio 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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LA CORRISPONDENZA – di Giuseppe Tornatore. Interpreti: Jeremy Irons, Olga Kurylenko. Drammatico, Italia, 2015. Durata: 1h 56 minuti.

 

L’amore non conosce confini. Nel senso che ci si può amare anche senza toccarsi, guardarsi negli occhi, annusarsi. Per corrispondenza, appunto. Perché l’amore è capace di tutto, anche di muovere il sole e le altre stelle. Ciò che capita a Ed Phoerum (Jeremy Irons), anziano celebre professore di astrofisica, e a Amy Ryan (Olga Kurylenko), sua giovane bella studentessa fuoricorso, quando lui deve lasciare la corrusca Edimburgo per un giro di conferenze in California. Un’ultima intensa notte in albergo e poi tutto (o quasi) continua a distanza, on line.

 Inizia allora un incessante quanto straniante rapporto tecnologico quotidiano fatto di skype, iPhone, mail, sms e tutto l’armamentario del genere. E’ lui a cercare continuamente lei nel suo nomadismo oltreoceano, un assedio e una ossessione fino al limite del melenso. Cui lei non si sottrae, come sempre quando due amanti sono lontani. Il film è in gran parte questo dialogo a una voce. Finché un giorno in cui lei va ad assistere a una conferenza che lui avrebbe dovuto tenere sostituito da un collega, all’improvviso ascolta l’invito a un minuto di silenzio e l’annuncio che il professor Phoerum è morto.

 Il mistero si tinge di angoscia, essendosi fra l’altro lui un minuto prima dichiarato affettuosamente geloso perché lei ascoltava un altro. E continuando lui nel tempo seguente a farsi sentire come prima, a inondarla di doni, a inseguirla di rose, ad anticipare i suoi passi di bigliettini, a sconvolgerla di lettere, a farle trovare ovunque suoi dvd con inalterata voce di passione. Un thriller, come sempre nel più recente Tornatore, da “La sconosciuta” a “L’ultima offerta”.

 Se Internet è impagabile nel tenere chiunque in contatto a botte di computer e cellulari, chi potrà garantire dall’eventuale inganno del mondo virtuale? E’ questa la genialità del regista siciliano premio Oscar, sondare quell’universo dell’etere cui sempre più affidiamo noi stessi, fino anche al sesso. E capire se sia un passo in avanti o indietro. Interrogarsi se “La corrispondenza” sia un destino come se un giorno dovessimo vedere un film prendendo una semplice pillola.

 Sarà solo una traccia di carta a svelare la verità alla disperata stranita Amy. Una traccia materiale, non a caso. Un disincanto che comunque non inaltera la potenza dell’amore senza limiti e senza tregua che continua a vivere. Nella condizione difficile di kamikaze quale in fondo è, lavorando appunto da spericolata stuntwomen nel cinema. Kamikaze non meno di Tornatore, data la sfida non facile e claustrofobica del suo film.

 Per capirci: film tanto imperfetto quanto coinvolgente. Grazie soprattutto alla nuova star ucraina Olga Kurylenko, non apparendo il divo Jeremy Irons al naturale se non nelle scene iniziali. Discrete e sobrie le musiche dell’87enne Ennio Morricone, partner dai tempi di “Nuovo cinema Paradiso”. Quando il cinema scommette sui temi della vita, e qui della vita già nel futuro, il cinema fa il suo mestiere, e benedetto sia.