Premio sfascia-Sud caccia a chi vince

Venerdì 18 marzo 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Proposta: istituiamo un premio al “Più fantasioso danno al Sud”. Per riderci su, non per piangerci su e tanto meno addosso. Esempio l’assicurazione auto. Che al Sud costa fra un terzo e il doppio di più rispetto al resto d’Italia perché si farebbero più incidenti. Si dice che si fanno anche più truffe: ma allora punisci il truffatore e non anche me che sono perbene ma ho il difetto di abitare dove c’è il truffatore. Quanto agli incidenti, è il solito sentito dire tanto per dare ragione a Einstein: è più facile disintegrare l’atomo che un pregiudizio. Perché le città dove si fanno più incidenti sono nell’ordine Firenze, Prato, Genova, Lucca, Pisa. Nessuna delle quali sembra sotto il Garigliano.

 Per eliminare questa discriminazione, si è pensato alla “Tariffa Italia” che avrebbe assicurato più giustizia. Uno sconto che non sarebbe valso per tutti ma per i meno sfasciacarrozze e con la scatola nera a bordo per controllarne ogni momento di guida. Quando sembrava che l’ordine fosse stato riportato sotto il cielo, ecco l’emendamento cancella-tutto dello stesso Pd che aveva voluto cancellare il dagli-al-Sud. E, ahinoi, di un parlamentare pugliese forse ignaro che le province di Brindisi e Taranto sono fra le più penalizzate dal caro-assicurazione. Corsa a rimediare con subemendamenti che emendino l’emendamento. Ecco perché la premessa del riderci su, vuoi spararti?

 Ma l’emendante pugliese non creda di aver già vinto il premio sopra detto. Perché c’è una forte concorrenza all’aeroporto di Bari. Dove segnalano che un’agenzia di auto a noleggio le fitta solo a chi ha un garage assicurato in città perché il territorio sarebbe ad alto rischio di furti. Fosse così, e lo facessero anche altrove, ciccia. Poi però vai a vedere anche queste classifiche e scopri ciò che il pregiudizio non avrebbe mai fatto credere. E’ vero che la città in cui scompaiono più auto è Napoli, ma dopo vengono Roma e Milano, dove non pare che chiedano il garage obbligatorio. Come nessuno chiede una caparra (fino a mille euro) per chi con autonoleggio viene dalla Campania alla Puglia come avvenuto manco fosse un viaggio dall’inferno all’inferno.

 Così continuiamo a farci del male. Un frutto marcio del comodo concetto del Sud che non lo salva nessuno. E che quindi resti così com’è, immutabile (se pure) come l’alternarsi della notte e del giorno. E lesionato. Il premier Renzi va sulla Salerno-Reggio Calabria a inaugurare una nuova galleria e dice: non taglio nastri ma pregiudizi. La speranza è che si riferisse ai pregiudizi contro il Sud, oltre al pregiudizio che l’Italia non sappia fare opere pubbliche.

 Ma se le sa fare, non condanni il Sud a farsi il segno della croce ogni volta che si mette in viaggio. E se cortigiani glielo hanno tenuto nascosto, sappia che la velocità media dei treni al Sud non supera i 60-65 chilometri orari, cioè di due gatti (che vanno a 36 chilometri orari a testa). E sappia che se vuole portare, come ha detto, l’alta velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria, non riduca la presunta fantascientifica nuova linea fra Bari e Napoli al grande miracolo di due binari con molti tratti a mezza alta velocità. E sappia che fra Bari e Roma ogni giorno ci sono la miseria di due frecce, che non saranno rosse neanche se si andasse a fare un pellegrinaggio a padre Pio. E che la Puglia in particolare non se lo merita, perché la fantascienza la fa davvero: con una sua azienda che fa dialogare fra loro i computer della sonda che sta andando su Marte.

 Se in Italia sono a corto di esempi quando si parla di Sud, si sappia che c’era in Europa un Sud ritenuto non meno immobile e perdutamente immodificabile. Ma chiunque sia andato in quel Sud del Sud che è l’Andalusia sa che ha preso un’alta velocità ferroviaria appena sbarcato all’aeroporto di Madrid e si è ritrovato in due ore a Siviglia. Sbarchi a Roma e veda in quanto tempo arriva a Bari: infatti non ci viene. Non ne parliamo di Reggio Calabria (nonostante il miracolo annunciato dell’inaugurazione dell’autostrada a Natale). Ché se poi volesse infilare vie interne alla caccia di gioielli di borghi, faccia pure ma sappia che con quei treni se l’è andata a cercare.

 Fosse stato un bel lenzuolone sotto l’Emilia Romagna, questo Sud non sarebbe rimasto Sud. Ma quando sei allungato come una biscia, non collegare non è solo una distrazione ma una premeditazione. E non è per favorire qualcuno, ma il premio “Più fantasioso danno al Sud” bisognerebbe darlo a chi non ci ha pensato. O forse ci ha pensato, una scelta ideologica per sparpagliare 20 milioni di persone ed evitare che si accorgessero di essere tante. Ma qui siamo alla fantapolitica (si spera). E per tenere divisa l’Italia e non farla crescere come potrebbe col Sud ci pensa già e abbondantemente la politica.