Mamma e politica non fanno rima

Sabato 19 marzo 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

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Quanta ipocrisia attorno alle donne. Metti questa storia della Giorgia Meloni sulla candidatura a sindaca di Roma. Prima dice no perché come farebbe a sette mesi di gravidanza a fronteggiare la città più corrotta d’Italia, Cloaca Mundi? Poi dice sì perché la cosa più importante insieme al compare Salvini è far capire a Berlusconi che rien ne va plus, il tempo per lui è finito. Ma c’è da giurarci che sotto sotto a 39 anni avrebbe voluto farsi la sua tranquilla, e felice, gravidanza. Quando però il candidato di Berlusconi, Bertolaso, le dice che deve pensare a fare la mamma, e quindi che può smammare, si capisce che di lei mamma non frega niente a nessuno e tanto meno a Bertolaso. E che aveva ragione il vecchio saggio Formica, quello della politica “merda e sangue”.

 IL PICCOLO MELONI Così questo bambino non ancòra nato sta vivendo un’anteprima del mondo sul quale sgranerà tanto d’occhi. E fortuna che gli insulti alla mamma siano esondati dalla fognatura di Internet quand’ella annunciò di avere lui nella pancia: perlomeno non li ha sentiti. Ma sentì quando la mamma annunciò urbi et orbi di essere in attesa durante il Family Day, la grande adunata contro la legge che avrebbe dato diritti civili alle coppie di fatto e ai gay. Quindi anche a lei, che coppia di fatto è non essendo sposata. Particolare francamente irrilevante, e fatti loro, essendo fra l’altro così mezza Italia. Ma a parte la Cloaca Massima che il genere umano riesce a essere sulla rete, le hanno fatto pagare il sospetto di aver voluto annunciare la lieta novella per condizionare il voto sulla legge. E qui ricompare il vecchio saggio Formica.

 Dire che la politica non si dovrebbe combattere a botte di uteri e di sesso è come dire che in italiano non si scrive ho stato. Ma dire che la politica dovrebbe diventare grande è come dire che Balotelli dovrebbe di tanto in tanto sorridere. Il fatto è che sempre più spesso ci vanno di mezzo le donne, solito anello debole e argomento alla portata anche dell’ultimo imbecille quando si schizza fango. Metti questa volta Milano. Dove la candidata dei Cinquestelle al Comune si è improvvisamente tirata fuori dicendo di non sentirsi portata, che fare il sindaco di Milano non è la stessa cosa che farsi cinque caffè al giorno, che così e colà.

 Legittimo anzi onesto, visti tutti quei sindaci che avrebbero dovuto dire la stessa cosa ma non l’hanno detta. Poi però è venuto fuori il maschilismo travestito da politica, o la politica travestita da maschilismo. Aveva cominciato il boss Grillo a dire alla Patrizia Bedori che la trovava robustella. Tu pensi: robustella di temperamento. No, robustella di chili. Poi si sono messi i lacchè del boss a chiarire: robustella come brutta grassa e obesa. Con ulteriore specificazione in casalinga e disoccupata quindi sfigata. Quindi meritevole di essere buttata fuori a calci in culo (testuale). Il fatto è che erano gli stessi lacchè che l’avevano scelta in quelle primarie non ai gazebo ma on line cui pare abbiano partecipato in 74, in pratica quattro amici al bar.

 LA VERA GUERRA Via la Bedori colpevole politicamente di essere donna e robustella pure. Facendo dire alla ministra Boschi che non chiederanno mai a un candidato uomo di ritirarsi perché non telegenico, altrimenti non si capirebbero Gasparri o Fassino. O meno che mai glielo chiederebbero perché, senti senti, deve fare il padre, visto che il padre con i figli è una varia ed eventuale perché s’accolla tutto la donna. La Boschi pur gratificata anch’ella di political sessismo dal senatore Morra (altro cinquestelle) come ministra che sarà ricordata più per le sue forme che per le riforme. E vai.

 Che questi maschi poverelli facciano schifo, è più certo di una parata di Buffon. E fanno schifo tanto da maschi che da politici, quando non hanno altri argomenti. Anche se, diciamocelo una volta per tutte, hanno consenso sociale nonostante tutte le campagne di piazza a base di fiori e di giuramenti solenni. Si sentono ganzi, dritti. E tali in parecchi li considerano. Ma quando c’è la politica di mezzo, neanche le donne scherzano, visto il fuoco amico sulla Meloni da parte di pasionarie ex alleate di centrodestra. Giuda di sesso per trenta denari di stagione.

 E’ incredibile come da Neandhertal in poi non ci sia stato alcun serio progresso in tema. Tanto da confermare che quella dell’uomo sulla donna sia la più autentica e longeva guerra di potere. In Italia ne uccidono ancòra una ogni due giorni. E continuano a fare tanto più pena quanto più lo perdono, questo potere. Vedi la campagna pubblicitaria antitrivelle in vista del referendum contro l’estrazione di petrolio in Adriatico. Trivella tua sorella, con una trivella sulla sagoma di una donna a novanta gradi. Molto fine. Resta solo la speranza (ma non più di quella) che, se siamo rimasti a questo punto di creatività, una risata prima o poi li sotterri.