I rifiuti sono di destra o di sinistra ?

Venerdì 5 agosto 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Cominciò Adriano Celentano a dire ciò che è rock e ciò che non è rock. Ora è l’ambientalismo a dire ciò che è di sinistra e ciò che è di destra. Metti il caso dei rifiuti, l’Hiroshima italiana. Fra discariche e termovalorizzatori, cosa è di destra e cosa di sinistra? Risposta ovviamente ideologica. Nel senso che chi decide ragionando e non a prescindere è più raro di un leone vegetariano. Così è emergenza soprattutto ogni estate quando l’immondizia puzza da immondizia. E soprattutto al Sud, bisogna dirlo, anche se Roma è indegna capitale anche in questo.

 Il caso della Puglia è poi uno scampolo di teatro dell’assurdo. Solo giudici provvidenziali e sempre più ondivaghi hanno sbloccato il blocco di una discarica di Modugno deciso dalla Regione la quale poi non sapeva dove mettere i rifiuti per effetto del suo stesso blocco. Anche questi rifiuti avrebbero preso la via di regioni del Nord più animate da senso degli affari che da spirito di beneficenza. Come del resto già avviene da Brindisi verso l’Emilia e dalla Bat verso il Veneto. A prezzo tanto caro da poter dire che così il Sud finanzia il Nord. Facendolo con le maggiori tasse a carico dei suoi cittadini e più per rinviare il problema che per risolverlo. E Nord che ringrazia perché dà sonore lezioni al Sud insegnando come si smaltiscono rifiuti senza danneggiare l’ambiente mentre il Sud né smaltisce rifiuti né salva l’ambiente.

 Termovalorizzatori che brucino i resti delle angurie? No: sono di destra. Ma allora almeno gli impianti di compostaggio, quelli dai quali si ricava pure energia e sono moderatamente di sinistra. Però in Puglia sono insufficienti. E del resto per attivarli ci vuole quella raccolta differenziata ancòra lontana non tanto dai parametri europei ma dai parametri della decenza. E che non decolla non solo perché il bravo pugliese si scoccia ad usare quattro contenitori diversi. Ma perché se li usa poi non ci sono impianti sufficienti per riciclare le buste di plastica o la carta del pesce o il vetro delle Peroni. Così l’alternativa è buttare tutto nel sugo delle discariche. Con nessuna vestale dell’ambiente che si chieda mai se inquina più un termovalorizzatore o una discarica, cosa è più di destra e cosa più di sinistra.

 Ma non solo i rifiuti, anche se viviamo un tempo in cui si produce più spazzatura che pensieri sensati. Vedi questo tormentone della Xylella, più ricorrente degli insulti di Salvini. Siamo tanto all’ultimo ultimatum da sospettare che possa essere come sempre il penultimo. O almeno così devono sperare in Regione di fronte ai soliti rompiscatole d’Europa che chiedono semplicemente di sterminare una volta per tutte il batterio prima che il batterio stermini gli ulivi. Ma gli ulivi sono di sinistra, anzi sono la nostra anima. E abbatterne qualcuno malato per salvare gli altri deve essere considerato di destra. Mentre la stessa procura di Lecce ha dato il via libera a qualcosa che si faccia ma finalmente si faccia. E mentre la qualunquistica Xylella è ora arrivata fino in Valle d’Itria essendo insensibile tanto al grido di dolore che al bla bla dei gran sacerdoti. Chissà se gli indecisi a tutto sono più di destra o più di sinistra.

 E così anche il Tap, quel lungo tubo che vorrebbe portare il gas dall’Asia fino a Melendugno. Il gas è di destra, il turismo è di sinistra. Bene. Il che significa che nessuno è andato a vedere se si vedrà mai un tubo di quel tubo subacqueo. E se per caso il tubo non sia una dose minima da accettare in cambio, esempio, di servizi che non facciano vagare i sempre più innamorati turisti per tutto il Salento prima di riuscire ad arrivare a mare. La conclusione può essere un “no” al tubo. Ma una conclusione, non una anticipazione.

 Il premier Renzi è preso (metaforicamente) a pomodori dai tarantini che non vogliono più l’Ilva. Che l’Ilva sia anche una fabbrica di morte, lo dicono purtroppo le cifre che non sono né di destra né di sinistra. Ma occorre proporre qualcosa di serio al posto del truce gigante che dà lavoro a tanti invece di lasciare la gente a una guerra fra poveri. Il governatore Emiliano ha proposto di liberarlo dal carbone, ma occorre che qualcuno ne sostenga i costi mentre in gran parte si continua a far finta di spendere anche i (pochi) soldi che ci sono per la bonifica. E nessuno ha spiegato come l’economia verde possa, carta alla mano, sostituire l’acciaio.

 Il sospetto è che alla fine l’emergenza metta d’accordo destra e sinistra. Non conviene riparare la buca in strada. Conviene che la strada si rompa del tutto in attesa dell’emergenza e di un bell’appalto molto più costoso, politicamente molto più remunerativo e affidato magari senza gara, visto che con l’emergenza i tempi stringono. Così si evitano le trappole elettorali delle decisioni di destra o sinistra. Così anche l’indecisione è il passaporto di ogni mancato sviluppo.