La falsa estate che ci raccontano

Sabato 13 agosto 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

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Dimmi che estate racconti e non ti dirò che sei. Perciò non ci si venga a dire che quest’anno è cambiata l’abitudine di trasformare le spiagge in ristoranti cinque stelle. E soprattutto che si sarebbe passati dalle orge mangerecce stile antica Roma a più penitenziali usi da trappisti. Dando ad esempio l’addio alle lasagne in favore delle insalate, come sostiene la Coldiretti, magari dopo un sondaggio telefonico di quelli che nessuno ammetterebbe mai di riempirsi come una mongolfiera ma di nutrirsi come una quaresima tanto per sostenere lo stomaco.

 NIENTE LASAGNA Ché poi bisogna intendersi anche sull’insalata. Che se fosse una caprese, uno pensa a mozzarella, pomodoro e basilico, non aggiungendo che quella è una caprese-base. Ma una caprese-base è come un’auto senza sedili. Dovendosi corredare di capperi, olive, cereali, carotine, tarallini, olio, aceto balsamico più mandorle che fanno bene alla circolazione. Non meno accessoriabile quella macedonia spacciata solo come frutta mista così come il pluridecorato Bottura sarebbe solo un ristorante e non una gioielleria con pasti a partire da 300 euro. E con la macedonia non vuoi metterci la panna? E un po’ di rum che ti tiene su? E perché, del gelato fiordilatte che ne dici? Così la macedonia di frutta non è più una macedonia di frutta ma un attacco terroristico. E così l’insalata di pollo. E così l’insalata di mare, sempre e solo punti di partenza.

 Scomparsa solo dai sondaggi sarebbe così la lasagna, un nonsenso come andare al mare non in costume da bagno ma col cappotto. Scomparsa sarebbe la parmigiana di melanzane, ma di melanzane fritte perché quelle al forno sono sciapite come una fagiolata senza diavolicchio. Scomparsa sarebbe la mitica frittata, compagna non solo di battigia ma di indimenticabili gite scolastiche in mezzo al pane. Frittata con le uova ormai tanto in minoranza da essere finite dallo psicanalista. E frittata solo occasione per rimpinzarla più di un trolley d’agosto. E con i commensali (pardon bagnanti) che pare brutto lasciare senza una peperonata, prosciutto a punta di coltello, provoline morbide morbide, burrata, crudità. E anguria in quantità da invaso del Pertusillo. E il dolce, ché senza sarebbe un orgasmo interrotto. E il limoncello, altrimenti sarebbe una giornata stonata come una campana, e che aggiunto alle Peroni ghiacciate fanno cinquanta punti in meno sulla patente. Caffè per tutti.

 LIBRI IN SPIAGGIA Ma non è la sola estate truffaldina di racconti e resoconti. C’è una formula più spacciata della droga a Gallipoli e secondo la quale si sarebbe rimborsati se non ci si fosse abbronzati. Una polizza d’assicurazione sulla settimana tutto compreso per chi ci va sperando di imitare Briatore e torna somigliando a Nosferatu. Con l’omaggio di week end di riparazione per chi si aspettava il sole dei tropici e si è trovato un autunno da Val Padana. E con tutta una serie di incentivi tipo addirittura il fitto di un’ora di conversazione per chi è più solo di un faro in Atlantico e più taciturno di un eremita sul Tibet. Con biblioteche al lido, cioè libri, pensa tu per il popolo occidentale più ignorante e meno lettore del mondo. Con l’opzione biglietto ridotto per il solo tramonto in spiaggia. E riduzioni anche per chi dona il sangue essendo già non una donazione di sangue ma una rapina a mano armata i prezzi in Italia più alti del Mediterraneo.

Ma perché, dei signori cani non vogliamo parlare in questo elenchino di estate alla carta, nel senso di solo sulla carta? Essendo i cani più stimati degli umani, per loro le offerte sono più sicure di quelle che prenoti una casa e non ne trovi neanche la piantina. Così è tutto uno sbracamento di yoga e relax, di lettoni e vagoni riservati, di coccole e di cotillons più per i cani che per i loro padroni. Con fontanelle d’acqua “dog bar” (bar da cani) più basse visti che i clienti non sono tutti alani. E con liste di attesa ché se ogni italiano avesse un cane, a casa d’estate ci resterebbe solo zia Maria che ha la scogliosi e non è neanche un cane.

 Poi l’estate delle chiacchiere da giornali è quella delle presunte baruffe stagionali nonne contro nonne per chi si deve tenere i nipotini (con le mamme delle mamme che accoppano le suocere). E infine l’estate dei giornali in crisi di astinenza di Salvinate sguazza raccontandoci gli amori estivi dei piccoli a 11 anni quando un tempo si giocava con la trottola detta “verruzzo” e ora invece trottolerebbero con le compagnucce in fiore. Con Paolo, padre di Irene, il quale dice che l’ha vista baciarsi sul dondolo e chissà perché ce lo vuole far sapere, magari perché ci sarà un X Factor anche per questo. Mentre lo psicologo pronto all’uso ci spiega che nei giovani il sentimento di colpa è sparito e la soglia del proibito si è abbassata. Detta dell’Italia abusiva h24, non si sa dove sia la notizia.