Ti dico < ti amo > solo se c’č la TV

Sabato 27 agosto 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

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Sì, ti sposo, ma l’essenziale è che lo sappia mezzo mondo. Nel senso che se non ci sono almeno un migliaio di “mi piace”, un centinaio di condivisioni e una parata di cuoricini su Facebook, non se ne parla nemmeno. Questo l’amore al tempo di Internet, sentimento intimo come può esserlo una partita di calcio al Bernabeau di Madrid o un concerto all’Arena di Verona. Ma non riguarda solo la domanda di matrimonio o, addirittura, quella dichiarazione d’amore che avviava il fidanzamento e che oggi è attuale come un brontosauro. Oggi che ci si prende e ci si lascia con un messaggino. Nulla di tutto ciò che ci riguarda ha senso se non si costringono gli altri a saperlo, e viceversa, partendo dal cappuccino e cornetto d’inizio giornata e finendo al decimo spritz sotto le stelle di Cisternino. La vecchia liberatoria espressione “ma chi se ne frega” è più scomparsa di un buongiorno al posto del salve.

 NON SOLO ALLE OLIMPIADI Vedi le appena concluse Olimpiadi di Rio. Figurati che istigazione a delinquere dovevano essere sapendo che dall’altra parte c’erano tre miliardi di spettatori. Così Qin Kai, cinese bronzo nel tuffo sincronizzato, che sùbito dopo la premiazione di lei, He Zi, argento nel trampolino, le si inginocchia davanti e le chiede la mano e lei fa ok alle telecamere con la stessa faccia sorpresa che si può avere dopo aver visto un “Via col vento” per la ventesima volta. Niente bacio, anello non inquadrato: il marketing e soprattutto la tv hanno tempi veloci, altro giro altra corsa. E non fa notizia che la medesima He Zi in seguito faccia sapere che in verità deve pensarci: lo show è già fatto, tutto il resto è noia.

 E così dopo tutti gli altri, con la stessa improvvisazione con cui un attore recita un copione. Il pallanuotista australiano Tyler Martin si disegna sul toracione “Marry me, Ash”, insomma richiesta di nozze alla compagna di squadra Southern (non pervenuta la risposta, ma l’essenziale è che siano contenti gli sponsor). E poi tutta la sfilza delle unioni civili. Cominciando dal bacio gay fra due ragazzi al segnale convenuto durante la cerimonia di apertura, e guarda caso con la tv che becca proprio loro. E continuando con Marjorie Enya, volontaria che dopo la premiazione del rugby a 7 ha preso il microfono lì pronto all’uso chiedendo alla giocatrice brasiliana Izzy Cerullo di sposarla.

 E ancòra. L’inglese Tom Bosworth, sesto nella 20 km di marcia, è una schiappa ma diventa qualcuno chiedendo la solita mano al suo compagno Harry Dineley e dove? Ma sulla spiaggia di Copacabana, non nella loro stanza d’albergo. La nostra nuotatrice Rachele Bruni, che dedica il suo argento alla fidanzata Diletta davanti ai fotografi. Deve essere sembrato uno sfigato cherubino il Niccolò Campriani che, benché razzoli due ori sparando con la grazia di un airone e la ferocia di un serial killer, si limita a baciare la fidanzata senza neanche un Tiffany (fittato) in mano.

 PANNI SPORCHI IN INTERNET E’ l’amore al tempo di Internet e dei Giochi. E fossero solo i Giochi. Nei palazzetti (anzi palazzoni) del basket americano da anni davanti all’amata e in favore di obiettivo si inginocchiano quei marcantoni alti due metri e mezzo e dal tonnellaggio di un Tir. E che dire del calcio? Ormai non c’è Dybala o Icardi o Berardi che al gol non si faccia un giro di campo mimando cuoricini. O che come il pupone Totti non ciucci o s’ingravidi col pallone sotto la maglietta dedicando l’impresa a qualche proprio neonato sparso nel mondo (prima che l’intelligentissimo giornalista lo intervisti chiedendogli appunto a chi lo dedica, quel gol).

 La parola d’ordine non è discrezione ma esibizione. Non conta nulla fare ma fare sapere. E non soltanto amori o gol, ma anche (se non soprattutto) quei panni sporchi che un tempo si lavavano in famiglia ma che ora non vengono puliti se non si lavano in piazza. Maestra universale in questo quella Maria De Filippi che qualcuno definisce genio del male temendo di dispiacerle ma non avendo capito nulla né della vita né della De Filippi. Con la tv del buco della serratura prima, quando si andava a spiare gli altri senza farsene accorgere. E con quella sfacciata e sguaiata ora che cerca (e trova abbondantemente) chi si butti i pesci in faccia con la stessa allegria di una mellonata d’agosto. Mentre su Internet tutti ti raccontano tutto di sé, dalla pepata di cozze al Lido Bianco, al bambino che ha messo il primo dentino, al nuovo cane di casa, al seno quarta misura.

 Il pittore pop Andy Warhol previde che prima o poi ciascuno avrebbe avuto il suo quarto d’ora di celebrità. Grazie alla tv, non conoscendo ancòra Facebook&Compagni. Probabile che da artista amante del bello pensasse a una buona celebrità. Ma gli indici di ascolto sono indici di ascolto. E in tanta ressa sfonda solo chi sfonda gli altri anche col peggio. La vita come palcoscenico, e non si salvi chi può.