Ahi ahi Morandi in ginocchio da te

Sabato 24 settembre 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

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Chissà se Gianni Morandi è un idealista, uno convinto che il mondo è tutto anime pie e partite del cuore. Ma fa tenerezza questo ragazzone 70enne cui da piccolo avranno detto di non mettere le dita nel naso ma da grande nessuno ha detto di stare alla larga da Facebook. Non solo va a prendere il latte di domenica (senza farsi mandare dalla mamma). Ma poi forse per dimostrare di essere normale come una signora Maria, mette sul “social network” la sua foto con la busta in mano. La mette cioè in un posto in cui vagano sanguinari figuri più pericolosi di un leone a dieta. I quali, scopertisi improvvisamente timorati di Dio, lo mitragliano di insulti ai cui confronti un Salvini o un Grillo sono dei cherubini.

 LAVORO DI DOMENICA Morandi vergognati. La colpa? Non solo è andato a comprare in uno di quei templi dello schiavismo dell’uomo sull’uomo che sarebbero i supermercati. Ma di esserci andato nel giorno in cui i lavoratori sfruttati avrebbero dovuto riposare e non possono farlo. Impediti di andare a messa e deportati fra scaffali debordanti di peccato e casse mangiasoldi debordanti di capitalismo. Anche se nessuno può garantire che, se non fossero state di turno, quelle vittime del sistema avrebbero più onorato il Signore in chiesa o più un risotto ai frutti di mare al ristorante. Dove notoriamente i camerieri non sono robot ma cristiani di turno. E senza che nessun moralista della domenica abbia mai evitato di prendere un caffè in un bar dove, non meno notoriamente, a servirlo c’è un banconista impossibilitato anch’egli di andare a messa.

 Non solo Morandi è sempre sorridente perché è il bravo figlio che ogni mamma vorrebbe come genero. Ma è anche più educato di un lord inglese, foss’anche perché così il copione prevede. Insomma, uno come noi, anzi tutto il contrario. Fatto sta che, invece di dire ai suoi killer del web di pensare alle domeniche loro, risponde che riteneva il supermercato 7-giorni-su-7 un servizio utile. Che andarci il dì di festa è normale in tanti altri Paesi anche con meno pezze al culo del nostro, e dove anzi sono h24, aperti anche di notte. E infine, invece di augurare ai sopradetti killer ancòra più disoccupazione, dice che non lo farà più, si dovesse mangiare viva la fisarmonica. Morandi vergognati di più.

 Lui che è un calciatore sempreverde come la sua voce, ha fatto ciò che un attaccante non dovrebbe mai fare: sfracellarsi contro facce da assassini alla Chiellini e Bonucci. Sono anzitutto quelli che la Domenica è santa ma poi se ne stanno al caldo se piove. Quelli che la Domenica è santa ma li becchi al lungomare a caccia di polpi crudi (e, perché no, di una Peroni ghiacciata). Quelli che la Domenica è santa ma non distinguono madre Teresa di Calcutta da padre Pio. Quelli che la Domenica è santa ma l’ultima volta che li hanno visti in chiesa il presidente della Repubblica era Saragat. Quelli che la Domenica è santa ma se non ci fossero matrimoni e funerali sarebbero più sconosciuti al parroco di un idraulico per il fisco. Quelli che la Domenica è santa ma non si rendono conto che non ci sono più i dinosauri. E che neanche il Signore se la prenderebbe se il Settimo Giorno in cui Egli riposò fosse sostituito dal Quarto o dal Quinto (a parte che ci sono tanti orari di messe che sarebbe giustificato solo un eremita sul Tibet). Morandi avrebbe dovuto rispondere che se la Domenica è santa, oggi è più santo un posto di lavoro che una domenica.

 ODIATORI DI FACEBOOK Poi il Nostro è andato a rompersi il muso contro quelli che se non stai su Facebook non sei nessuno anche se sei Morandi. Quelli che se ogni giorno non piazzi almeno una foto o un video pensano che devi stare malato o i carabinieri hanno bussato a casa tua alle 5 del mattino. Quelli che se un giorno salti di dire genialate tipo quanto sono buoni i panzerotti di zia Carmela, Zuckerberg ti ricorda che non ti fai sentire da almeno un giorno. Quelli che, se non ti consegni al fatuo conto dei “mi piace” (anche se comunichi che la nonna è schiattata) o alla gogna degli insultanti di professione, sei più inesistente di Balotelli in campo. E Quelli che aspettano il primo a tiro per vomitare un accumulo di livore, di voglia di insultare, di impulso a far male, di rigurgito di fanatismo di fronte ai quali l’Isis è un Ordine francescano. Odiatori di professione. Coperti dall’anonimato. E impegnati a dar ragione all’Umberto Eco il quale poteva pure non essere Umberto Eco per capire che il web è anche il regno di idioti che prima potevano esibirsi solo in cantina.

 Insomma Morandi avrebbe dovuto cantarla che non si può sofisticheggiare con la domenica in un Paese in cui uno su mille ce le fa. Anche perché quelli che la Domenica è santa ora frequentano più lo zolfo di Internet che l’incenso degli altari. Invece si è consegnato come un ronzino, lui che un tempo andava a cento all’ora. In ginocchio da loro.