Trump, il porcone che ha già vinto

Sabato 22 ottobre 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Date agli uomini un altro Trump e saranno completamente rovinati. Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti non sta facendo al suo partito il danno maggiore. Lo sta facendo al genere umano maschile. E non perché lo espone a una figuraccia al cui confronto quelle dell’Inter in campionato sono momenti di gloria. Ma perché lo espone al contrario. All’idea, ipocrisia a parte, che basta con questa rimonta delle donne che stanno stringendo l’uomo all’angolo come un pugile suonato. Anche perché si fa sùbito a dire Trump. Ma se vogliamo sapere la verità, linguaggio e miliardi altrettanto a parte, quando un uomo ha una donna davanti quasi sempre continua a pensarla sessualmente come lui proprio sapendo che non è più aria. Il contropiede dell’impotenza.

 UOMINI COME LUI Insomma Trump è tutt’altro che l’unico cattivo esempio benché nessuno si azzarderebbe a dirlo. Specie in quell’America puritanissima ma nei cui college universitari una studentessa su cinque è molestata. Trump sta rimandando l’esame di coscienza dei maschi pur sapendo che non è che il violentatore o il femminicida lo fanno perché hanno avuto un raptus. Ma perché non accettano che il mondo cambi. E che loro non possano continuare credere che le donne si facciano sottomettere come se nulla fosse. Lo fanno perché non accettano di non poterlo fare più.

 Figuriamoci che un tipino, o tipaccio del genere può diventare presidente americano. E se non lo diventa, non è perché ha sempre quella cosa nella testa né perché non è (probabilmente) stupido. Essendo lui metà di un Paese nient’affatto scandalizzato dalle sue imprese anche se sono più tragiche che ridicole. Ne è un interprete. E il Trump-pensiero è un campionario di fronte al quale i film di Tinto Brass sono come i chiostri di un convento.

 Qualche scampolo? “Ho provato a scoparla, mi sono gettato su di lei. Io sono attratto dalle belle donne, le bacio sùbito. Quando sei una star ti lasciano fare, puoi fare tutto. Le afferro dalla f. (pussy, in inglese)”. “Non importa ciò che scrivono i giornali, se al fianco hai una gnocca”. “Se non fossi suo padre, le chiederei di uscire con me (parlando del posteriore della figlia prediletta Ivanka, 34 anni)”. “E’ incredibile a letto, non vuole che lo dica ma lo è (parlando della terza moglie Melania, 46 anni)”. “Non le comprerei mai gioielli decenti, li potrebbe usare per negoziare il divorzio (parlando di Ivana, la prima moglie)”. “Quelli che mi contestano sono invidiosi del mio pene (parlando in un comizio)”. “Nei rapporti con le donne non ho limiti di età, cioè ho limiti non come quel deputato che si faceva le dodicenni”. “Una donna senza tette non può avere il privilegio di stare con me”. “Sesso con una nera? Dipende da quanto è nera”.

 E i racconti delle vittime. Nancy O’Dell, Miss America: “Non riuscì a portarmi a letto e poi tentò di farmi licenziare dalla mia tv perché ero incinta”. Miss Utah 1997, Temple Taggart: “Mi baciò direttamente sulle labbra. E io pensai: che schifo”. Jill Hart, promotrice di concorsi di bellezza: “Dopo averci provato ed essere stato respinto, mi seguì a cena e mi allungò le mani sotto il tavolo”. Alicia Machado, miss Universo 1996: “Mi chiamava miss Piggy, grassa. Sono caduta in depressione. Ho sofferto di anoressia e bulimia per cinque anni”. Elisabeth Beck, avvocata: “Rosso in viso mi disse che era disgustoso quando mi vide allattare”.

 BANALITA’ DEL MALE Ancòra. Quando frequentava l’accademia militare di New York, Trump era un mito perché portava al campus ragazze sempre diverse. Ma secondo i giornali ci sono state anche “Trump girls”, modelle e concorrenti dei suoi concorsi di bellezza (che non gli servivano certo per fare i soldi che ha) le quali facevano cadere il costume a un suo solo cenno, sedotte da jet privati, casinò e hotel di lusso. E durante la selezione finale di Miss Universo irrompeva nei camerini delle concorrenti per trovarle nude. E chi lo ha conosciuto ha raccontato che non si vede come un vecchio sporcaccione (70 anni)  ma come un macho irresistibile per il suo potere economico e per quello sessuale. Tra insulti, gaffe, parolacce. Definendo le donne grasse (appunto). Gnocche (appunto). Cagne. Sciatte, Avide.

 Donne oggetto del piacere, si diceva in anni che sembravano lontani ma evidentemente non lo sono. E lui una banalizzazione del male: la banalità del riccone che non se ne fa scappare una. Trump parla come un cartone animato. Ha i capelli arancione come un clown. Si muove come una marionetta. Strabuzza gli occhi come un tacchino. L’attore Robert De Niro ha detto che è un maiale e che vorrebbe prenderlo a pugni. La consolazione sarebbe definirlo uno spaccone fuori tempo. Il problema è che la sua testa fallica di istigatore sta facendo perdere il tempo per finirla ai tanti (troppi) imbecilli come lui. Da questo punto di vista ha già vinto, e tutti noi perso.