Ecco a voi le cosiddette mezzecalze del Sud

Venerdì 4 novembre 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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E diamola una botta di fiducia ai ragazzi del nostro Sud. Ricordando per esempio che il miglior giovane imprenditore web 2015 è un ingegnere informatico di Noci, 27 anni, per giunta laureato a Bari. Il quale Domenico Colucci un giorno si trova alla Rinascente di Milano e tanto gli scappa da dover sùbito cercare un bagno in quei sette piani. Non racconta se ce la fece in tempo. Ma la sua drammatica emergenza gli fa chiedere perché i sistemi di navigazione (i noti Gps) non debbano funzionare anche al chiuso. Detto fatto l’invenzione di un navigatore in grado di guidarti in fiere, musei, aziende, stazioni, aeroporti e, ovvio, grandi magazzini bagni compresi. Senza collegamento a Internet e con un margine di errore di mezzo metro. Fino a portarti, per dire, davanti allo scaffale con i tarallini preferiti.

 A Dublino, durante una gara del settore, non funzionava il wi-fi, come se durante una partita di calcio non funzioni il pallone. Si rivolsero a lui e risolsero. Non ne parliamo dei premi. E anche delle richieste da tutto il mondo. Col più recente contratto concluso con una metropolitana in Sudcorea dopo quella di Roma, e poi con Vinitaly di Verona, Art Exange Museum di San Francisco, Regione Puglia, ospedale di Modena, Smau di Berlino. Azienda ora costituita fra l’altro con altrettanto giovani colleghi informatici pugliesi. E, soprattutto, io resto al Sud, assicura Domenico: in Puglia dove la qualità della vita è alta, i costi inferiori, c’è l’università e insomma non vedo motivo per andarmene. Tranne che allargarsi in altre sedi.

 E’ del resto la stessa Puglia dove due trentenni costruiscono l’aereo superleggero più veloce del mondo. La Puglia di tal 22enne salentino Gianluigi Parrotto che si inventa le mini-pale eoliche e riceve ordinativi da mezzo pianeta, essendo le sue di un metro e mezzo a confronto di quelle immani torri tanto brutte quanto indigeste per gli stessi ambientalisti. La Puglia di tal Vito Lomele di Conversano, il quale partendo dalla cucina di casa e da un preistorico Commodore 64, ti tira su un’azienda che diffonde nel mondo dieci milioni di offerte di lavoro aggiornate in tempo reale e ha 30 milioni di visitatori on line al mese. La Puglia di tal Max Ciociola di Manfredonia che mette insieme l’archivio di parole di canzoni più grande al mondo, basta cliccare sul telefonino ed è sùbito musica, maestro.

 Né è solo Puglia. Vedi la classifica delle start up, le piccole imprese innovative che partono da un’idea divorante e a volte diventano grandi come quelle viste. Campania quinta in Italia. E Puglia decima, davanti a regioni come Liguria, Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino. E vedi la Carica dei Cervelloni, studenti dai 15 ai 18 anni recentemente premiati. Fra iPad ed equazioni, altro che asini. E uno che vuol fare il medico ha in  testa di scoprire cure da lasciare il segno. Auguri.

 Sono soprattutto legati alla propria terra. E non per il filo d’erba e il timballo della mamma. Ma perché vogliono aiutarla a crescere, magari con i loro piedi leggeri in giro alla conoscenza del mondo ma poi con ali tornanti. Non sempre sapendo cosa vogliono ma volendo sempre andare a cercarlo. Provando di nuovo, sbagliando di nuovo, sbagliando meglio. Mettendosi insieme perché oggi si lavora in gruppo o niente. Pensando in grande e soprattutto pensando differente, e non perché lo dicono i manuali che insegnano a vivere in dieci lezioni.

 Epperò epperò può sembrare il racconto di un mondo che non c’è. Roba da fantasy di fronte alle cifre della disoccupazione dei giovani al Sud, anche se la loro è oggi una generazione sacrificata dall’egoismo degli anziani ad ogni latitudine. Di fronte alle cifre dei giovani che partono dal Sud, anche se i giovani partono da tutt’Italia. Di fronte a vite che rischiano di essere sprecate e a lauree svilite in un call center o facendo i pony express. Di fronte a troppe banche che gli battono una mano sulla spalla e amen davanti a proposte troppo più in là della palude circostante. Fino al punto che addirittura dal Bangladesh debbano chiedersi perché l’Italia non finanzia col microcredito le start up più promettenti invece di lasciarle morire come sogni all’alba. Come ha detto appunto il “banchiere dei poveri”, Muhammad Yunus, il bengalese Nobel per la pace.

 Una multinazionale giapponese delle telecomunicazioni con 240mila dipendenti e 95 miliardi di fatturato ha stabilito una sua nuova sede a Cosenza per affiancare  una start up calabrese specializzata nella sicurezza informatica. A Cosenza dopo Tokio e Palo Alto nella Silicon Valley californiana. A Cosenza dove ci sono gli ingegneri informatici usciti dalla locale università. E a Napoli la Apple fondata da Steve Jobs e l’altro colosso tecnologico Cisco hanno deciso di insediare le loro sedi europee. Ma allora questi giovani del Sud sono delle mezze calze o semplicemente non trovano chi si accorga di loro?