Mo’ viene Natale . Ollio batte Stanlio

Sabato 24 dicembre 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

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Pure il panettone, ci dovevano avvelenare. A parte il fatto che le paste di mandorla meridionali sono centomila volte meglio del panettone settentrionale, ma lasciamo stare. La guerra è stata scatenata da un noto marchio. Il quale in una pubblicità tv dice che il suo panettone è tanto tradizionale da essere a base di farina, zucchero, burro, uova, uvetta e soprattutto senza tofu e alghe. Uno sfottò ai vegani, quelli secondo i quali mangiare carne e derivati della carne è come offendere san Nicola. E che quindi girano alla larga  dal burro e dalle uova del panettone. Avendo invece orgasmi alimentari solo con piatti a base appunto di tofu tritato, alghe essiccate, papaya, seitan, bacche di goji (andare a vedere su Google cosa sono). Più sfregiante di un Vaffa di Grillo la loro risposta allo spot tv, risposta da film dell’orrore: visto che siete carnivori, perché per Natale non vi mangiate anche pulcini tritati vivi e mestruo di pollo?

 CARNIVORI E VEGETARIANI Il fatto è che la più feroce guerra attuale è quella delle diete. Con bande che vorrebbero vedere il nemico appeso per i piedi o al supplizio del palo. Non solo carnivori contro vegetariani. Ma appunto anche vegani, frugivori, macrobiotici, smoothisti, crudisti, gluten free, no carb, localivori, germoglisti (tornare su Google, prego). Ciascuno con la sua verità assoluta, la sua etica nel campo della dietetica. Ciascuno con la sua mistica religiosa non solo del rispetto del creato ma anche della lancetta della bilancia. Ciascuno col suo vangelo gastronomico come unica via verso l’immortalità o almeno la longevità. Con nuove sette alimentari ogni giorno. Con corredo inevitabile di scismi, eresie, abiure, sinistre Pd come per Renzi. Con una invasione barbarica di diete. E soprattutto con una schiera di dietologi-guru che trattano quelli di Masterchef come attentatori dell’Isis.

 Se un tempo si diceva che sei ciò che mangi, ora si dice che sei ciò che non mangi. Dando ragione all’antropologo Marino Niola: nel nostro mondo il grande nemico non è più la fame ma l’abbondanza. Mondo soprattutto occidentale (poveri a parte). Ricordando che se prima la bocca lorda di sangue animale (e rutti acclusi) era il segno di successo nella vita, ora è segno di insuccesso da suicidio perlomeno sociale. Che non si traduce solo nel peso ma anche nel disprezzo proprio e altrui. Ora il magro non è più una quaresima mentre il grasso è il peccato. Stanlio batte Ollio. Tanto che c’è una nutrizionista americana la quale fa esorcismi per far uscire la ciccia dal corpo delle sue clienti come se fosse il diavolo.

 VAI COL CAPITONE Naturale che non ne passasse indenne neanche il Natale, anche se fino a poco fa era un cessate il fuoco, una tregua in omaggio al cenone. Così ai vegani anti-panettone uno studio tedesco ha ricordato che, esempio, i pesci non provano dolore quando muoiono. Quindi anche loro si possono fare tranquillamente il capitone. Mentre di fronte a bestemmie come la bistecca fiorentina vegana, i produttori hanno detto basta con queste furbate. Perché in alcuni supermercati questa falsa bistecca appare per consentire ai vegani di conservare il nome ma non il contenuto. La bistecca falsa è chiamata fiorentina pur essendo fatta di chorizo di soya (chiedere ancòra a Google che caspita sia). E c’è anche una falsa mortadella per consolare col suo nome chi ritiene un assassinio anche mangiare il miele perché fatto dalle povere api. E poi ci sono quelli che vanno avanti solo con mele a colazione, pranzo e cena, ayatollah che si nutrono (diciamo) esclusivamente di frutta, anzi  monofrutta. Mistero della fede.

 A furia di considerare il cibo più malattia che benessere, siamo passati dalla gioia alla psicosi. Così i supermercati  vendono ormai cibo con la sottrazione: non solo senza lattosio o senza glutine, ma senza grassi (appunto) e senza olio di palma (unica concessione per la Nutella perché è dio). E sempre più finiamo nelle mani di santoni che più sono ignoranti di scienza più fanno fedeli. Fregandocene per gli allarmi verso certe diete dall’effetto yo-yo, quando smetti torni come prima. Così come dimentichiamo che il corpo non è adatto agli esperimenti, vediamo come ci va.

 La conclusione è che noi italiani siamo in Europa quelli che si pesano più di frequente, ogni mattina prima la bilancia poi il dentifricio. E per fare i vegani o i monofruttisti abbiamo abbandonato la dieta mediterranea tanto più quanto è adottata dagli altri. La dieta che ci dà il record dei centenari. Mentre l’Italia è solo sesta nella classifica mondiale delle cucine più gustose e sane. E abbiamo i bambini più obesi (Puglia in testa, ahi ahi). E anzi pare che non vogliamo neanche più cucinare, tutti arresi ai precotti perché non abbiamo tempo. Meno male che mo’ viene Natale per sfrasciare, vi sembra coscienza che dobbiamo fare l’esame di coscienza proprio adesso?