Non solo un incidente il prete e il boss

Venerdì 30 dicembre 2016 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Associazioni benefiche. Il rischio è considerare così le mafie. E non è un caso che a lanciare l’allarme sia stato il procuratore della repubblica di Lecce, Cataldo Motta, che in 40 anni le ha conosciute bene. Perciò il parroco di Grumo Appula che invita i fedeli a partecipare alla messa di suffragio per un boss non è solo un incidente di percorso. Perché celebrare siffatta messa poteva essere anche un atto di misericordia della chiesa. Ma invitarvi pubblicamente i cittadini voleva dire comprometterli, cancellare il confine fra il bene e il male. Banalizzare e creare partecipazione. E la partecipazione è la prima forma di consenso. A un signor mafioso, cosa vuoi che sia. Lui uguale a noi.

 Che molto amor proprio abbia voluto spacciare finora la Puglia come indenne dalla criminalità organizzata, non ci sono dubbi. Autotutela al servizio di un’immagine che vuole la regione isola a sé in un Mezzogiorno da sempre vittima di questa presenza (vittima non complice). Una Puglia terra fra le più belle al mondo così come eletta da organizzazioni planetarie del turismo. Che questo faccia piacere, sarebbe masochismo da Guiness dei primati negarlo. Ma dovrebbe dispiacere e non lasciare indifferenti sapere che proprio il turismo è fra i settori sui quali la malavita ha puntato gli occhi per propri affari: che sono il primo passo per distruggerlo.

 Non ci sono in Puglia né Cosa nostra, né ‘ndrangheta né camorra, perlomeno non nelle forme che la colpevole assenza dello Stato ha fatto prosperare in Sicilia, Calabria, Campania. Ma è igienico non dimenticare che sono recentissimi gli arresti a Bari per voto di scambio, che è la forma più subdola e pericolosa di infiltrazione della malavita organizzata nella buonavita organizzata. Nelle sue istituzioni, nel ganglio prezioso della democrazia e dell’amministrazione che regolano l’esistenza di tutti. Ed è igienico ricordare che dal 1991 ad oggi sono stati nove i Comuni pugliesi sciolti per mafia. Ultimi Cellino San Marco e Monte Sant’angelo solo nel 2014 e nel 2015.

 E’ igienico altresì ricordare che solo qualche settimana fa minorenni armati di mitra hanno rapinato una sala giochi a Bari. Minorenni col mitra, come quelli della “paranza dei bambini” della quale parla Roberto Saviano e che terrorizzano quartieri di Napoli dove lo Stato è meno presente di loro. Ed è igienico ricordare che quest’anno è stato tutto un rincorrersi di operazioni con le quali forze dell’ordine e magistratura hanno inferto ai clan colpi sonori con centinaia di arresti. L’ultima due giorni fa a Conversano. Dovendosi però riconoscere che rivelano la pericolosità di presenze delle quali la regione è forse lontana dal liberarsi.

 La chiesa rappresentata dal vescovo Cacucci ha risposto con inusitata ed esemplare durezza alla iniziativa sospetta del parroco di Grumo accusato di avere interessi privati per via di un fratello imprenditore nel campo delicatissimo dell’ambiente. La gente parla di marcio sotto l’altare. Ma è passato poco da quando durante la festa patronale a Valenzano una mongolfiera è salita al cielo con tanto di nome di una famiglia notissima ai tribunali. Tipo inchino di certe statue a certi balconi. E si sa come la religione sia il tentativo delle cosche per acquisire benemerenze indebite dal cielo pur essendo scomunicate. Ma anche di acquisire considerazione fra la gente: cosa vuoi che abbiano fatto, in fondo vedi che brave e pie persone sono. Magari fanno del bene a tutti. A botte di sangue e di violenza.

 Bisogna evitare che prenda piede il consenso sociale verso i mafiosi, ha detto il procuratore Motta. Perché purtroppo può passare l’illusione che gli ammazzamenti siano problemi loro ma che in fondo le mafie siano meglio dello Stato perché danno lavoro a chi non ce l’ha (magari anche mitra ai bambini). E che i clan siano quelli ai quali ci si rivolge per un prestito (usura), per una buona parola (in cambio di silenzio), per una mediazione da padrini. Bisognerebbe raccontarlo in quel mercato ortofrutticolo di Bari dove sono stati scoperti a imporre i loro sacchetti di plastica di peggiore qualità e di maggior prezzo. O a quei negozi di quartiere cui impongono fornitori e merci fino a costringerli a cedersi a loro. O bisognerebbe raccontarlo a quegli ambulanti che durante i concerti di Vasco Rossi a Bari si sono visto imposto il pizzo. O alle aziende edili a rischio attentati se non assumono chi gli intimano. O a quei bandi di gara pubblici i cui vincitori sono sempre aziende sporche.

 Bisogna impedire che uno Stato pur censurabilissimo al Sud perda il controllo del territorio. E che lo prenda l’anti-Stato. Se avviene, è la fine. E’ il sottosviluppo non lo sviluppo. E’ la morte civile non la dignità. Ci sono parroci ammazzati dalla mafia per aver resistito. Ora ne capitano di altri che a chi ammazza dedicano messe pubbliche come a benefattori.