Scegli il posto per nascere

Venerdì 20 gennaio 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Ma di che stiamo parlando? Grancassa per la decisione di fornire gratis il vaccino contro la meningite. Giusto, vista la psicosi per i casi mortali e la corsa alle Asl. Magari ci si poteva chiedere perché in farmacia non c’era e poi è ricomparso quando il governo si è visto costretto a comprarlo in massa. Comunque opportuna esenzione, parte di un piano che riguarda i cosiddetti Livelli essenziali di assistenza da garantire a tutti. A tutti i cittadini e a tutte le regioni. Ma rivisti dopo ben 15 anni e riguardanti una serie di 110 malattie rare e sei croniche. Più protesi, prodotti dietetici e la procreazione medicalmente assistita.

 Non per guastare la festa, ma questo significa qualcosa. Significa che almeno dal 2001 tali livelli essenziali di assistenza non erano garantiti allo stesso modo per tutte le regioni. Altrimenti la ministra Lorenzin non avrebbe parlato di parificazione da Nord a Sud. Ma parificazione non meno lontana del pianeta Plutone, dato che non è stata toccata la madre di tutte le diseguaglianze sulla salute della gente. E cioè il criterio col quale sono assegnati alle regioni i fondi statali per la sanità. Che privilegiano le regioni con più anziani, insomma quelle del Nord, come a suo tempo ben sapeva il ministro Calderoli, volpe varesina e leghista doc. Cosicché un anziano ricco di Pavia riceve più di un anziano povero di Crotone colpevole di essere nato in Calabria. Sperando che non dipenda da questo il recente abbassamento di tre anni e mezzo della vita media al Sud. 

 Poi certe regioni del Sud ci mettono di loro per fare malasanità, ma il punto di partenza è quello. E fosse solo sanità. Negli altri campi sociali del Welfare, non si parla di prestazioni essenziali ma di fabbisogni standard. Per i quali il delitto è troppo grosso anche per uno Sherlock Holmes. Col frutto del federalismo fiscale più marcio di un formaggino scaduto. Come ha certificato non qualche ultrà del Sud, ma una sconcertante e sconcertata relazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio, presentata dall’economista Alberto Zanardi.

 Cosa rivela il dossier? Che il federalismo fiscale ha funzionato e funziona al contrario: toglie ai Comuni delle regioni più povere e dà ai Comuni delle regioni più ricche. Finora un sospetto e non solo a naso, visto il primo capolavoro di questo federalismo: aumento delle tasse locali al Sud e aumento invece che diminuzione della spesa pubblica. Ma non solo. Prevedeva un fondo di perequazione per garantire un iniziale pari punto di partenza prima che ciascuno facesse da sé. E’ stato questo a convincere il Sud fiducioso a non fare barricate contro il federalismo, quand’anche ne fosse stato capace.

 A questo fondo contribuiscono i Comuni in base al loro incasso tributario. Ovvio che vi debbano maggiormente contribuire i Comuni più ricchi. Che tali sono magari perché più bravi ma anche perché la storia così è andata e l’Italia è il regno delle diseguaglianze. Città non a caso Milano, con tutto l’onore al merito. Milano dovrebbe versare al fondo 400 euro per abitante. Dovrebbe. Perché poi in effetti ne versa solo 50 riprendendosi 350. Perché? Ecco il trucco da far impallidire il mago Houdini. Perché se un Comune ha alta capacità fiscale essendo più ricco, essendo più ricco fornisce più servizi ai suoi cittadini, e fornendo più servizi significa che ha più bisogni, e quindi le sue tasse se le tiene come se fosse povero.

 Garantito che non l’hanno inventata in un reparto neurodeliri ma nel premiato reparto conservazione diseguaglianze. Però se criterio del bisogno deve essere, potrebbe andar bene al Sud in altri campi. Contrordine: dove converrebbe al Sud, si cambia criterio. Esempio gli asili nido pubblici. Che il Sud ne abbia più bisogno, è certo quanto il no dell’attrice Meryl Streep a Trump. Ma in questo caso per non darsi troppe noie, il governo Renzi decide di applicare il criterio della spesa storica. Dove si spendeva ics, si continua a spendere ics perché sarebbe la prova che ne hanno bisogno. Dove si spendeva meno di ics, si continua a non spenderlo perché significa che non ne hanno bisogno. Risultato: al Nord asili nido per il 20 per cento dei bambini, al Sud per il 4 per cento. Figli di un dio minore che così imparano a non nascere nel posto sbagliato.

 Questo Zanardi bisognerebbe denunciarlo per disturbo della quiete pubblica. E lasciamo stare le università, meno finanziate quelle con più fuoricorso senza vedere se al Sud uno lo diventa perché deve lavorare al bar per poter studiare. E i finanziamenti alle strade provinciali e metropolitane, non solo in base al loro numero ma maggiori dove ci sono più lavoratori occupati che evidentemente le consumerebbero di più: indovina dove? Per la serie, peggio per te che hai meno lavoro. Poi fanno le classifiche sulla qualità della vita e il Sud è sempre in fondo. E dove volevi che stesse, con un teatrino simile?