06/12/2020
Collegàti da remoto orrore in agguato

Sabato 5 dicembre 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Da remoto. Anche chi è indenne dal virus, non è indenne dalla vita da lontano. Per cui si ritrova a dover somigliare a Pippo Baudo anche chi farebbe bene a non apparire nemmeno in foto. Invece Zoom, Teams, Meet ci sono diventati più familiari della spesa al mercato. Perché non c’è più riunione di lavoro, non c’è più seminario, non c’è più meeting, non c’è più tavola rotonda, non c’è più conferenza che si facciano consumando le scarpe, cioè andando e incontrando come abbiamo fatto da Adamo e Eva in poi. Tutto in videochiamata, in Skype, in webinar. Col Covid ci vediamo e ci diamo appuntamento stando ciascuno a casa sua. Perché non ci sentiamo al sicuro neanche a un chilometro di distanza e più mascherati che al carnevale di Putignano. Quindi il modo più opportuno per stare vicini è non starlo. Parlandoci viso a viso solo grazie a uno di quegli ordigni tecnologici che amiamo come un vampiro può amare uno spicchio d’aglio.

 INQUADRATURA, CHE PROBLEMA Il fatto è che un tempo in tv ci facevano andare solo i telegenici, o al massimo chi non considerava una telecamera peggio di una rettoscopia. Ora davanti all’occhietto blu del computer o del cellulare ci va anche chi dovrebbe uscire solo di sera e a lampioni spenti. Per cui fioccano le istruzioni per l’uso in proporzione pari a certe criminali esibizioni cui si deve ogni giorno assistere. Col comune senso del pudore più vilipeso di un immigrato da Salvini. Anzitutto l'inquadratura, che gli esperti consigliano da <piano americano>, come si dice nelle scuole di giornalismo, e che non c’entra niente con Trump e i suoi capelli fosforescenti. Insomma mezzobusto, come quelli dei telegiornali. Anzi come gli ex dei telegiornali, visto che oggi è tutta una gara a chi si inventa le posizioni più da circo.

 Quindi volto più busto fino al limite della pancetta, che sarebbe indecente anche con una armatura alla Carlo V. Quindi niente faccioni da luna piena che ti incombono addosso e sembrano sputacchiarti anche via cavo. E niente teste tagliate alla Maria Antonietta né menti più dimezzati di un condono fiscale. Consigliano di evitare giacca e cravatta, che per la verità non si usano più neanche in una udienza privata dal papa. Meglio camicia e maglioncino, assolutamente vietati certi peli sul petto che si attorcigliano come polpi e niente catenazze d’oro alla Gomorra. Escluse anche t shirt con le braccia tatuate come quelle dei calciatori. Per le donne, riservare il rosso a Capodanno e il grigio alla Giornata degli sfigati. Un gioiello può concentrare l’attenzione su se stesso e non è detto che sia un male. Trucco quanto basta salvo intese come dicono al governo. Comunque sorridere sempre per evitare l’effetto Fassino detto Cipresso.

 Luci tanto più fondamentali quanto più si attenta all’autodecoro con quelle sbagliate. Se è poca sembri più butterato che nel Decamerone. Se è troppa ti fanno una aureola che neanche padre Pio. La giusta misura per camuffare rughe e occhiaie, tranne un cerone che però rischia di sciogliersi in diretta con l’effetto lacrima da clown. Oggi suggeriscono le <light ring>, lampade ad anello che ringiovanirebbero anche un centenario. Meglio in fondo illuminare lo sfondo, anche se qui il problema è un altro. Nessuno si farebbe riprendere in camera da letto con la Madonna addolorata dietro. Né in cucina con la pentola a vapore per lo stufato di rape. Infatti la stragrande maggioranza ha alle spalle una libreria anche se l’anno scorso la metà degli italiani non ha letto neanche un libro.

 DIMMI CHE LIBRERIA HAI In poco meno di un anno se ne sono viste più che su una rivista da arredamento. Con quelle dai libri più ordinati di un plotone di marines. Quelle stropicciate con libri messi tanto truculento da far sospettare una regia alla Quentin Tarantino. Quelle comprate su Internet come arazzi a metro col colore giusto per il salotto cremisi. Quelle con tante targhe di foto che sembrano soprattutto una cappella votiva. Massimo Cacciari ne ha una che sembra quella mitologica di Alessandria d’Egitto e grazie che ha quella testa che non sarebbe vuota. Enrico Letta è stato beccato con una collezione di Topolino alle spalle. Ultime notizie: davanti a una libreria è apparso anche Antonio Cassano.

 Evitare sulla scrivania bicchieri di plastica, scottex usati, teste di Mussolini, vasetti con decine di matite più appuntite che usate. Non parlare rantolando come Peter Gomez. Non parlare quando parlano gli altri come ai talk show televisivi. Ovviamente non bere a canna alla bottiglia e non mettere le dita nel naso, che non si possono mettere se hai la mascherina. Guardare in camera altrimenti sembri strabico e mostri il profilo peggiore. Evitare di far passare la zia alle spalle come nel film di Checco Zalone. Niente sbattere di piatti in cucina né sciacquone in azione. Perché dire da remoto non vuol dire fare come se stessi a casa tua.