24/10/2020
Dammi la mascherina tieniti il professore

Sabato 17 ottobre 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Per fortuna stavolta siamo salvi dai <congiunti> e dalle <rime buccali>. Ma nelle raccomandazioni anti-contagio ci hanno piazzato delle <attività motorie> a tendenziale rischio di guerre civili. Cosa vuol dire? Però non si può avere tutto dalla vita e tantomeno quando il maledetto virus ci gira attorno. Del resto un altro Dpcm è, Decreto presidente del Consiglio dei ministri, non una lezione di italiano della Crusca. E lasciamo stare le solite Santanché e il non meno rieccolo Di Battista che parlano di dittatura sanitaria del governo. Sono elementi del paesaggio come i cassonetti in strada. Non ci attendiamo affatto altre conferenze stampa quotidiane del capo della Protezione civile, avrà tanto da fare. Come a marzo, quando si snocciolavano morti come tabelline e sono riusciti nella mirabolante impresa di non farci capire cosa fosse un tampone. Né perché ogni due parole apparisse un <di cui>.

 VIRUS IERI E OGGI Saremmo lieti se ogni trasmissione tv non avesse qualcosa come il vino della casa, il virologo, l’infettivologo, l’epidemiologo, il pandemiologo, il disastrologo di fiducia. Dio salvi la libertà di espressione, ma ci difenda da quella di impressione. Soprattutto quando, oltre che intristirci ad ogni santa ora del giorno, erano leoni più contro i colleghi che contro il Corona. E frequentavano più le tv che gli ospedali. Rassicurandoci con i picchi che dovevano ancòra arrivare e con le terapie intensive che scoppiano manco fossero petardi di Natale. Non ci mancherebbero ora i professor Galli autoeletti numeri uno. E quanto alla professoressa Capua, è tanto signorile ma sappiamo già tutto del suo libro. Come tutti sappiamo che l’unica soluzione non sarà l’esperto ma il vaccino: altrimenti non staremmo a imprecare prendendosela lui comoda per almeno altri sei mesi.

 Per favore prima che faccia notte si dica una parola unica, definitiva e irrevocabile sulle mascherine. Non essendo ancòra chiaro quale fa passare ma non fa entrare, quale fa entrare ma non passare, quale non fa passare né entrare, quale fa sia passare che entrare. Non chiediamo un trattato di fisica quantistica ma uno sforzo unitario nel Paese in cui per andare d’accordo in due ce ne deve essere solo uno. Lasciamo stare l’immane impresa di far capire agli italiani che devono mascherare sia il naso che la bocca altrimenti è utile come un impermeabile nel deserto. E lasciamo stare la non meno memorabile impresa di far capire che se proprio non la vuoi mettere, va’ a fare l’eremita in una grotta del Tibet: ci sono voli dal costo di un pacchetto di sigarette ma togliti sùbito di torno. Nessun dubbio che debba essere più mascherato di Zorro l’idraulico che ti viene in casa, si fa pagare tanto senza fattura che cecarlo vorresti altro che volto scoperto.

 LA TORTA ALTRUI Se sempre in casa devi festeggiare il compleanno, è <raccomandato> che faccia due o tre feste da sei presenze cadauna, se proprio non puoi evitare di invitare anche i procugini più numerosi di una colonia di conigli. Numero massimo non negoziabile. E se senti che dalla vicina di casa ne sono entrati di più di un reggimento, che fai, telefoni ai carabinieri con una spiata tipo Germania Est? Sarebbe tuo dovere civico oltre che legittima difesa, tanto quelli poi si fanno l’autodenuncia con la foto su Instagram perché non c’è festa senza farlo sapere al resto del mondo. Ma se lo fai tu così impara per il suo cane che abbaia, non è vendetta né delazione, è segnalazione. Anche se ci vorrebbe un carabiniere per ogni torta e ogni prosecco. Nessun problema per i matrimoni con non più di trenta invitati visto che oggi il peggio che ti possa capitare nella vita è essere invitato a un matrimonio.

 Senza mascherina se fai jogging, perché altrimenti non respiri l’ossigeno ma la tua anidride carbonica che anche se è tua ti crepa lo stesso. Ma anche se hai i pantaloncini e le scarpette come Bolt ma a un certo punto, invece di correre, ti riposi camminando cianotico se no arriva il 118, è multa o no? Nel dubbio meglio darsi all’ippica. Fregati i giovani assembrati davanti ai bar e poi vanno a contagiare gli adulti solo perché mettere la mascherina sarebbe da sfigati. Ma ora alle 21 tutti dentro e seduti e alle 24 tutti a nanna perché la discoteca piace anche al virus e nemmeno i buttafuori sono un vaccino. Addio feste altro che festa privata in un ospedale di Bari e ci mettono pure, infatti, la foto su Facebook. A scuola andando a scuola perché la vita e non solo non la puoi imparare da un computer. Ed è sempre meglio un banco anche senza compagno di banco.

 Insomma i 165 articoli più gli 84 decreti attuativi sono digeribili come seppie ripiene a colazione e gradevoli come una lavanda gastrica. Ma contro il killer, questo e altro. La ricreazione dell’estate è finita. Si parlava di seconda ondata, facciamo i bravi e affogheremo lui. E per favore, un po’ di bromuro a Trump.