29/06/2021
Gustati le notti magiche in futuro più che il calcio avremo....spezzatino

Sabato 13 giugno 2021 da < La Gazzetta del Mezzogiorno>

Gustati le notti magiche finché sei in tempo. Panzerotti, anguria&amici (numero limitato, please) come quando un certo Schillaci era l’idolo nazionale. Perché allorché il calcio ritornerà col campionato, potremmo vedercelo servito all’ora di pranzo o della merenda o dell’aperitivo o della buonanotte. Più il lunedì e il venerdì e chissà se non il martedì, che tutto sono tranne giorni che invogliano. Un po’ è avvenuto anche finora, ma per un paio di partite, una tantum. E non ne parliamo se riaprono gli stadi, la vita familiare diventerebbe uno spezzatino anch’essa. Evoluzione o involuzione della specie. Visto che ormai perché una partita di calcio esista non basta solo un pallone se non c’è anche una tv. Il più bel gioco del mondo è diventato, semmai, il più bel programma televisivo del mondo. Manco fosse un “Soliti ignoti” qualsiasi.

 PARTITE OGNI GIORNO Il fatto è che il calcio, tanto paga 31 milioni di euro l’anno a Ronaldo, tanto è più indebitato di uno sfigato alla roulette. E se non ci fosse appunto la tv, sarebbe solo un c’era una volta. Roba da anni più belli della nostra vita alla Renato Zero. E se Dazn del ricchissimo ucraino Len Blavatnik paga 850 milioni per avere le partite del campionato di serie A, non lo fa propriamente con lo spirito francescano del benefattore. E se le trasmette tutte allo stesso orario, tu ti abboni solo a quella della squadra del cuore, quella che un tempo se vinceva ti bevevi uno Stock 84 per la gioia. E da ricchissimo il Blavatnik finisce al Monte di pietà. Quindi partite a pezzetti come una macedonia.

 Lasciamo stare la pace familiare, più rara di un costume da bagno al Polo Nord, sia pure col riscaldamento globale. Ma anche la pace televisiva, cioè cosa vedere. Con prevedibile obbligo di due apparecchi. E video e vita da separati in casa. Più il raddoppio di spesa, visto che un pugno di squadre di volta in volta finiranno su Sky. Tutto tranne la Rai, l’unica che si prende il canone ma anche l’unica che sembra vivere sulla Luna. Non pervenuto. E se un tempo stavamo accovacciati davanti alla radio del “Calcio minuto per minuto”, ora avremo il “Calcio ora per ora e giorno per giorno”. Che sarà gradito come un valzer in discoteca. Visto che il calcio è cosa hanno fatto quelli per i quali tifi, ma nello stesso tempo cosa hanno fatto gli altri, altrimenti sarebbe sciapito come un merluzzo lesso. E chi sfotti la mattina dopo, se non sai ancòra se sfottere o essere sfottuto?

 COME POLLICINO E poi dice i giovani. I quali, nella velocità e nella brevità di un Instagram o di un Tik Tok, figurati che palla una partita di un’ora e mezza più recupero. Tant’è vero che non le vedono più, gli bastano gli “highlights”, i momenti più interessanti, magari solo i gol. Loro che già riducevano a coriandoli partite con le quali altri ora li imieranno. E mica puoi pretendere qualcosa di diverso da un tempo in cui Internet e affini riducono la concentrazione a otto secondi non solo. Ma otto secondi, cioè uno in meno della concentrazione del pesciolino rosso. E un tempo in cui anche le canzoni si accorciano, due minuti e mezzo perché poi sta da cliccare altro. E non ne parliamo dei giornali, letti come se fossero un consommé (e fortuna, ma mica tanto, che i giornali siano come l’ascensore, ti fermi dove vuoi).

 Così il prossimo calcio a rate è il prodotto naturale di una stagione in cui puoi leggere i “Promessi sposi” in sei minuti, tanto la storia annoia con quei due che la fanno lunga. Il calcio per ora dissemina partite come le molliche nella fiaba di Pollicino, domani chissà se ritroverà la strada.